Libere Risonanze: Prove tecniche di dittatura

06 aprile, 2006

Prove tecniche di dittatura

Inizia prima del 9 e 10 Aprile la campagna di dittatura sovietica dell'Unione, che usa come un manganello l'indecente legge sulla par condicio. D'altra parte è risaputo: dall'Unione non ci si può aspettare altro. E' infatti accaduto che un programma Mediaset già in cantiere da mesi prevedesse la presenza di Berlusconi e di Prodi per dibattere sulle questioni politiche future. Il programma al centro della querelle sarebbe dovuto essere un ennesimo banco di prova per i due leaders a favore della chiarezza e dell'informazione nei confronti dell'elettorato sui programmi concernenti le prossime votazioni che si terranno sabato e domenica.

Senonché il leader-fantoccio dell'Unione, scivolato nei consensi a quote bassissime, in difficoltà con i suoi alleati in ordine sparso su ogni argomento, messo all'angolo dal suo stesso indefinito programma che come unica risorsa certa prevede una marea di tasse e la forte erosione dei risparmi degli italiani, ha pensato bene di scappare glissando ulteriori interviste sulle intenzioni impositive della coalizione di sinistra.

Ovviamente, essendo stato esteso l'invito anche al leader di centrodestra e non avendo costui alcunché da temere dal raffronto dei programmi, a fronte di una rinuncia di Prodi è arrivata la disponibilità a presenziare di Berlusconi.

Apriti cielo !

La sinistra ha subito latrato le sue proteste all'istituto di vigilanza chiedendo e riuscendo nell'annullamento della puntata.

Chiediamoci: perché un simile comportamento ?
Forse che se l'Unione non avesse nulla da nascondere si negherebbe ?

Due sono le spiegazioni:

la prima, un ulteriore approfondimento dei temi tanto cari alla sinistra sulle sue intenzioni impositive del dopo-voto spaventerebbe così tanto gli italiani da farli emigrare in massa verso le liste della Casa delle Libertà. Come un truffatore che nasconde i suoi scheletri nell'armadio così la sinistra cerca di impedire all'elettorato di conoscere le sue intenzioni, fatte di espropri di case, di tasse di successione, di imposte sugli investimenti, incurante del fatto che gli italiani, popolo di risparmiatori, in momenti di congiuntura come quello che abbiamo attraversato spesso campano proprio grazie alle plusvalenze derivanti dai loro risparmi, siano esse fornite da rendite immobiliari che da titoli od azioni. La sinistra, non presentandosi al fuoco di fila delle domande dei giornalisti si appresta a nascondere il cadavere della sua politica fiscale che già puzza di falso e che è già stata scoperta degli italiani per quella che è: una tempesta di tasse.

la seconda, ovvero il tentativo di chiudere la bocca a chi ha qualcosa da dire. Sapendo di essere in difficoltà e di essersi scoperto prima della consultazione elettorale, Prodi, che non sa dove sbattere la testa, cerca il pareggio annullando un confronto che lo vede soccombente. Chi non ha nulla da dire e molto da nascondere cerca così di chiudere la bocca a chi ha molto da spiegare, semplicemente usando l'authority come arma.

Esattamente come una dittatura sovietica.

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