Libere Risonanze: Le "carte di redito" del Manifesto.

23 giugno, 2006

Le "carte di redito" del Manifesto.

Certo al Manifesto sono messi proprio male. Tale e tanta è l'avversione al capitalismo che questi "signori" s'inventano anche la "carta di redito".
Ecco ciò che si leggeva nella pagina delle elemosine, a questo indirizzo
(*** Attenzione, la pagina è stata frettolosamente corretta dopo la pubblicazione di questo post).

Le considerazioni sono tre e non certamente mutuamente esclusive: Primo, al manifesto non si sa nemmeno di cosa si scrive (non che ne avessimo alcun dubbio). La "carta di redito" (ripetuta per ben due volte) è l'ultima barzelletta, segno che l'abilità in campo economico di costoro è tale in primis da aver rovinato il loro stesso giornale ed in secondo luogo da non essere adatta nemmeno per una questua. Sarebbe una considerazione buffa, se non fosse per il fatto che ora i loro rappresentanti politici si apprestano a far fare all'Italia la fine del loro quotidiano. Secondo, essi non sanno cos'é una "carta di credito" e scrivono per sentito dire, come una donna con cui parlai tempo fa che era convinta che sulla carne si mettesse "l'osmarino" in luogo del "rosmarino". Certo la loro poca dimestichezza con il denaro fa fare queste figuracce (esattamente come la loro incapacità di basarsi sulla realtà li ha sempre portati a scrivere fandonie terrificanti). Terzo, la "carta di redito" somiglia più ad una minaccia che ad una questua. Che sia un lapsus freudiano sulle prossime iniziative del governo ? Forse il soviet di Prodi vorrebbe costringere gli italiani al possesso di una "carta di reddito", in modo da tartassarli di tasse fino al midollo ? Chissà.

Nel frattempo registriamo con grande e malcelato piacere il collasso del Manifesto, ricordando a tutti un'importante legge fisica: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Finalmente a forza di balle questi si trovano imballati.

22 Comments:

Blogger Monsoreau ha detto...

Il manifesto sarebbe quel foglio rosso che il 3 novembre 2004 aveva messo in prima pagina la foto di Kerry intitolando "good morning America", scambiando i desideri con la realtà ?
Sarebbe quel foglio che pubblica i deliri della giornalista comunista una volta prigioniera dei famosi "resistenti" iracheni così poco resistenti da non aver visto l'ora di riconsegnarla all'Italia ?
Ma sì, che si occupino ci "carte di redito" ... meglio, molto meglio che ambire a fare un giornale !

venerdì, 23 giugno, 2006  
Blogger Lo PseudoSauro ha detto...

Ragazzi: scommettiamo che non lo fanno chiudere?

venerdì, 23 giugno, 2006  
Blogger jetset ha detto...

Non lo so, pseudo, però attualmente non hanno nemmeno i soldi per comprarsi una "c".

EH EH EH

venerdì, 23 giugno, 2006  
Blogger jetset ha detto...

Si vede che i compagni ci leggono perché sono corsi ai ripari proprio ora correggendo l'errore.

Mai che correggessero le farloccate che scrivono, invece !

venerdì, 23 giugno, 2006  
Blogger Eleonora ha detto...

Ma secondo me lo sanno benissimo cosa sia una carta di "redito". E comunque, il manifesto non chiuderà, sicuramente sono già pronti parecchi aiutini o il governo di sinistra che ci sta a fare?

venerdì, 23 giugno, 2006  
Blogger l'olandese volante ha detto...

...analfabeti....

sabato, 24 giugno, 2006  
Blogger Watergate ha detto...

ah che finale :-)

sabato, 24 giugno, 2006  
Blogger Ivo Silvestro ha detto...

Un commento da un lettore del Manifesto (e quindi un irrimediabile comunista divoratore di bambini organizzatore di brogli elettorali eccetera).

Non sapete che noi comunisti siamo anche divisi e litigiosi? Non sapete che, insieme al Giornale, il quotidiano che ha più criticato il governo Prodi è, appunto, il Manifesto?

PS: Bel post, comunque: molto divertente, soprattutto la parte sul osmarino...

sabato, 24 giugno, 2006  
Blogger Jetset (Defendit Numerus) ha detto...

Per Ivo Silvestro: è appunto questo il Vostro problema, criticate tutto e tutti guardandoVi bene dal fornire soluzioni attuabili e/o realistiche, come bambini che per ripicca dicono sempre NO. Quando si sentono i vostri supporters gridare 10, 100, 1000 Nassirya, quando si accusano i nostri eroici militari di condurre "una sporca guerra", quando si inventano ragioni per giustificare i noglobal sfasciatori, quando si propone l'esproprio della terza casa, quando ostinatamente parlate dei lavoratori riferendoVi agli operai e glissando il fatto che essi non sono gli unici a farsi il mazzo, ebbene, quando prendete queste posizioni quali effetti credi che le Vostre parole provochino sulla gente ?

Non vedi che perfino gli operai a cui Vi rivolgete hanno capito e non Vi credono più ? Sì, perché se così fosse ogni operaio tutte le mattine avrebbe la sua brava copia de "Il Manifesto" sotto l'ascella e non avreste bisogno di elemosinare fondi.

Scusami se te lo scrivo così brutalmente ma voglio darVi un consiglio se non altro per sperare che questa sinistra si addolcisca, il che sarebbe un bene per tutti: provate a fare un pò di autocritica sul perché la gente non acquista il Vostro giornale.

Solo così potreste salvarlo senza ricorrere a raccolte fondi od alchimie.

P.S: Vi ricordo inoltre che il vil denaro ed i capitali che elemosinate sono gli stessi che avversate quando lanciate bordate contro il capitalismo. Questa operazione di raccolta di denaro è quindi una contraddizione in termini perché richiede fondi provenienti dai capitalisti allo scopo sostenere un giornale anticapitalista.

Se invece foste coerenti con i Vostri principi affondereste fieri ed integerrimi con la Vostra barca.
Ma i soldi servono a tutti, anche a Voi, che lo vogliate o no...ed allora giù le brache.

Buon appetito con i bambini lessi ;-)

sabato, 24 giugno, 2006  
Blogger Ivo Silvestro ha detto...

Non ho molto da ribattere: tutta il commento è un lungo errore. Ad iniziare dal Voi: se è forma di ossequioso rispetto, non c'è n'è bisogno, se è, come sembra, perché il testo è indirizzato alla sinistra italiana tutta e unita, allora non ha senso.
Come tutti, ho alcune idee politiche, alcune chiare e altre meno. Voto per un certo partito (che sia Forza Italia, Italia dei Valori, Alleanza Nazionale o Rifondazione, poco cambia) che mi sembra avvicinarsi di più alle mie idee, ma appunto si avvicina: a volte sottoscrivo pienamente, a volte sottoscrivo con riserva, a volte critico. Ripeto: come tutti: non credo che gli elettori di AN si riconoscano in TUTTO quella che ha detto o fatto Fini...
Non ho tessere di partito, e quello che dicono o fanno Bertinotti o Di Pietro o Mussi mi coinvolgono fino a un certo punto! Leggo l'Unità quasi tutti i giorni (il Manifesto solo un paio di volte a settimana), ma leggere un giornale è diverso da farsi un lavaggio del cervello (infatti quando leggo online ilGiornale non divento berlusconiano).
Ah, dimenticavo: sono un capitalista convinto. Tanto convinto da incazzarmi, in nome del mercato, di fronte a manager che riducono le aziende al fallimento e ricevono liquidazioni milionarie e ai monopoli impuniti.

Quello che hai letto, scrivilo a Prodi o a Bertinotti. Ma lascerei perdere i supporter di "10, 100, 1000 Nassirya". Come io non vengo coinvolto dalle dichiarazioni di Prodi, Prodi non viene coinvolto dalle dichiarazioni dei coglioni che probabilmente neppure lo votano.

Non creiamo un moloc che nella realtà non esiste: come Berlusconi non è un fascista che nega l'esistenza dell'Olocausto (alcuni coglioni di destra lo fanno), Prodi non è un comunista che si augura la morte dei soldati (come qualche coglione frequentatore di centri sociali fa)

Buona giornata

sabato, 24 giugno, 2006  
Blogger Ivo Silvestro ha detto...

Dimenticavo: purtroppo i bambini erano finiti: la grigliata stasera la farò con del semplice maiale!

sabato, 24 giugno, 2006  
Blogger RiTa SaRo ha detto...

Il manifesto ha già rischiato un'altra volta di fallire. Io allora andavo alle medie, sarà passata una decina d'anni. Bene, quella volta riuscirono a salvarsi facendo un'edizione speciale che costava 50mila lire. Il pubblico rispose all'appello, sborsò e il giornale si salvò. Ricordo ancora il titolo del Giornale (allora diretto da Feltri) all'indomani dell'edizione speciale: "IL MANIFESTO VIVRA'. PAZIENZA"

Siro
siro.ilcannocchiale.it

sabato, 24 giugno, 2006  
Blogger Jetset (Defendit Numerus) ha detto...

Ma, scusa, l'hai scritto tu nel tuo primo intervento che sei un lettore del Manifesto E
QUINDI "irrimediabile comunista"! Se l'italiano è una lingua ancora valida essa rivela che quel QUINDI introduce una consequenzialità logica, (io leggo il manifesto QUINDI sono comunista). L'hai scritto tu, mica io: è per questo motivo che identifico il "comunista" con una certa categoria politica anche se spero non mi prenderai per uno tanto stupido che non capire che talvolta si è disaccordo anche con le scelte operate dal partito che si vota.

Il Voi era un gentile ossequio però hai ragione, forse meglio adottare un linguaggio meno formale così ci capiamo meglio.

Quanto al capitalismo è vero che vi sono manager corrotti e rampanti però questi costituiscono un'eccezione, non una regola, tanto più che quando vengono scovati essi vanno dritto filo in galera.

A questo proposito vorrei però focalizzare l'attenzione su due punti: il primo, che anche i manager facenti capo alla sinistra godono degli stessi trionfi cleptici degli altri. In altre parole, visto che molti tuoi compagni ce l'hanno con Berlusconi & Co. gettando letame su tutti coloro che non appartengono al loro enturage, direi che sarebbe ora che la magistratura da sempre alleata della sinistra facesse un pò di luce sulle nefandezze di casa vostra (vostra in senso lato, ovviamente). Ti porto un paio di esempi concreti (ma ve ne sono molti più) a Ferrara, la mia città: lo scandalo del palazzo degli specchi, lo scandalo della Piazzetta Municipale, lo scandalo del parcheggio in Via Arianuova e dulcis in fundo, visto che odi "quei manager che fanno fallire le aziende", chiediti chi fosse Donogaglia e quanti risparmiatori hanno lasciato le penne nel fallimento della Coopcostruttori di Argenta, sotto la supervisione (o forse è meglio dire la sottovisione) delle amministrazioni locali. Chiediti perché qui le cooperative rosse non pagano una lira di tasse proprio per i vantaggi di essersi costituite tali e glissano le limitazioni dovute alla loro natura costitutiva legandosi a banche con cui si "consorziano" (ovviamente banche di sinistra).

Lo chiedo ad uno che si definisce "un irrimediabile comunista"...e che pertanto dovrebbe darmi risposte precise, sennò a chi devo chiedere ? Mah.

Secondo punto: dimmi quale paese retto dal comunismo ha raggiunto le condizioni di benessere di un paese capitalista. Uno solo, se sei capace. La Russia ? La Cina ? Cuba ? Ora, visto che il capitalismo è indubbiamente perfettibile e su questo punto concordo con te (ti ricordo che fu Mussolini a volere le politiche sociali) è anche vero che il comunismo ha prodotto solo prostituzione, miseria e sottosviluppo ai limiti della fame.

Pertanto mi chiedo come si possa ancora comprare il giornale di chi si professa "comunista", dal momento che il comunismo ha fatto fallire mezzo mondo e che molto più dei nazisti ha fatto scomparire dalla faccia della terra i propri oppositori politici (vedi capitolo sulle "purghe" staliniane).

Il fatto di professarti comunistissimo nel primo post e capitalistissimo nel secondo francamente lascia piuttosto spiazzati. Spero che il fatto di essere capitalista sia una sorta di ironia perché altrimenti mi aspetto che tu faccia una messa nera in duomo.

In ultimo mi sovviene una domanda: anche tu critichi le scelte del tuo partito (ovviamente non dando soluzioni, com'é costume tra le vostre fila). Allora perché voti a sinistra ? Mi spieghi come avete fatto ad avere tutti quei voti se quando vi si chiede ragione delle azioni di chi avete mandato al governo poi vi chiamate fuori ? Ah, sì, dimenticavo...per i voti ci sono sempre i brogli.

*** purtroppo (o per fortuna) da stasera non potò più risponderti perché devo partire per lavoro. Se lo vorrai potremo riprendere la discussione alla volta di mercoledì. Bye.

sabato, 24 giugno, 2006  
Blogger Ivo Silvestro ha detto...

leggo il Manifesto QUINDI sono comunista… il quindi era ironico. Colpa mia che non ho messo ;-)

Quanto al resto... sono di sinistra, il che non vuol dire comunista. Come di destra non vuol dire fascista. Non so neppure cosa significhi comunista (non sto scherzando: comunista era Platone, era Moore, era Marx, era Mao, era Trockij, era Rosa Luxembourg, era Stalin... se tutti erano comunisti, non so cosa significhi, comunista).

Critico Prodi e lo voto. Certo: cosa c'è di strano. Critico anche mia moglie, ma non divorzio. Semplicemente, credo faccia meno danni e più cose giuste della alternativa

Buon lavoro.

sabato, 24 giugno, 2006  
Blogger Simone ha detto...

Io aiuterò il caro "Manifesto" con quel poco che mi posso permettere. 10 eurini, sperando che chi possa fare di più lo faccia. E sono abbastanza ottimista a tal proposito.
Salvare l'unico vero quotidiano LIBERO presente in Italia, LIBERO e Comunista, è un dovere oltre che piacere per tutti colore che possono godere della lettura del giornale. Certo anche voi godete, scrivete e ne sparlate del "nazifesto". Cosa fareste senza? Certo per gente abituata a considerare "Libero" il giornale di Feltr, oppure Il Giornale o ancor peggio l'elefantone Giulianone Ferrara, non può che esser felice di questa crisi finanziaria.
Niente di nuovo...siete il solito marciume che avanza.

Saluti

sabato, 24 giugno, 2006  
Blogger Monsoreau ha detto...

Se il nazifesto è libero, allora c'è da domandarsi quale sia il concetto di Libertà di Simone ... :-D

domenica, 25 giugno, 2006  
Blogger jetset ha detto...

Simone
Ha ha ha, il Manifesto un giornale libero ? Una comica !

Chissà perché i giornali dei partiti ostili alla sinistra sono tutti "dettati dal padrone" ed invece quelli di sinistra "liberi" !!!

Semmai è il contrario, visto che la sinistra per bocca dei suoi esponenti protegge i diseredati, gli afflitti e coloro che sono "alle dipendenze di altri". Questo solo a parole, ovviamente, visto che poi la sinistra fa affari d'oro con la peggior feccia capitalista d'Italia, rovinando gli operai per mezzo di una sistematica distruzione dell'economia e quindi incanalando con questo sistema l'odio contro chi ha di più per via di una maggiore responsabilità e/o meritocrazia.

E' semmai proprio chi "ha i soldi" (ovvero colui che la sinistra dice di voler penalizzare) che è libero. E' libero colui che ti può sbattere la porta in faccia e rifiutare un'offerta di lavoro, tanto campa e mangia lo stesso senza doversi adattare. Chi invece deve adeguarsi sogna la libertà ma mastica molte frustrazioni ed il risultato è l'invidia su cui la sinistra costruisce gran parte della sua fortuna. Non è libero chi deve sottostare ad altri, al proprio capo, al proprio editore, al proprio principale. Io non lavoro con Berlusca, non ho nulla a che fare con la destra ma voto a destra e mi sento di destra. Per mia libera iniziativa, non perché devo ululare la mia rabbia. E' proprio cercando di raspare nel malcontento che sinistra cerca i suoi consensi, visto che non dà mai un'alternativa ma solo uno sbarramento di NO: è lì che cova l'odio dei sinistri, in coloro che per incapacità vorrebbero avere ma non possono; il fuoco cova nelle persone che fanno il sorriso perché hanno bisogno di chi è economicamente più forte ma che pugnalerebbero volentieri alle spalle.

Ti sei mai chiesto perché voi sinistri fate sempre gruppo ? Perché vi nascondete nel gruppone come quel tale che ha tirato l'estintore alla polizia o quell'altro che ha tirato il cavalletto a Berlusconi (salvo poi farsela addosso quendo è stato beccato singolarmente) o quei noglobal sfasciatori che hanno bisogno dei vandali per poter trasformarsi anch'essi in vandali ?

La sinistra fa gruppo perché i singoli a cui chiede il voto non sono in grado di essere liberi ma si sentono forti solo grazie alla massa, al caos ed alla confusione, un pò come il classico "branco". La massa comanda, l'unione fa la forza e balle del genere per nascondere una mediocrità di fondo. Poi c'é chi si adegua per non essere ghettizzato (per esempio gli attori od i cantanti) perché essere di destra non conviene. Come vedi nemmeno loro sono liberi, sennò chi acquisterebbe l'ultimo CD se si sostituissero i buonismi comodi al posto delle realtà scomode ? Per quanto mi riguarda invece credo nelle capacità del singolo, vi sono singoli che eccellono ed altri molto meno. Quindi mi sembra giusto lasciare a questi primi il timone della nazione, non a oscuri ed incapaci funzionari di partito.

Questa è la verità e la vostra drammatica situazione, che addossate a chi invece sa di poter scegliere non dovendo ma potendo.


Per Ivo Silvestro:
Bella la tua logica: fammi sapere quando inizierai a volermi bene, perché allora saprò da chi mi arriverà la pallottola :-)
E non hai risposto alle domande del mio precedente post.

Bye ad entrambi.

martedì, 27 giugno, 2006  
Blogger Ivo Silvestro ha detto...

Bella la tua logica: fammi sapere quando inizierai a volermi bene, perché allora saprò da chi mi arriverà la pallottola :-)
E non hai risposto alle domande del mio precedente post.


Scusa, mi sono perso: quali domande? Quelle alle quali ho detto di non poter rispondere, in quanto non indirizzata a me?
Adesso, fuori dagli schemi: il comunismo, storicamente, ha fallito, ne convengo. Non che in Russia si stia meglio adesso di prima, mi pare: temo che nel loro caso il passaggio sia stato dalla padella alla brace (entrambe, curiosamente, hanno la stessa faccia: Putin, che faceva parte del KGB, non proprio l'esercito della salvezza).
Quello che non capisco è cosa centri questo fallimento con le idee della sinistra. Abolire la proprietà privata è una pessima idea, l'uguaglianza è invece una buona idea, ma non nel senso che dobbiamo essere tutti ugualmente liberi, e così via.
Insomma: discutiamone, senza tirare in ballo lo spettro di Stalin o di Mao, perché non significano molto.

Quanto alla mia logica, non vedo cosa ci sia di strano: psicologicamente, credo si chiami principio di realtà. Il mondo non necessariamente coincide con i nostri sogni, tutto sta nel prenderne atto e muoversi in base alla maggiore o minore affinità.
Ripeto la domanda: hai votato per la destra. Supponiamo per Forza Italia (o AN o Lega): mi vuoi dire che TUTTO quello che ha detto o fatto Berlusconi (o Fini o Bossi) negli ultimi dieci anni coincide alla perfezione con le tue opinioni? E se no, perché lo hai votato?

Piccola aggiunta sulla libertà: c'entra poco con la ricchezza, o meglio, c'entra con il rapporto tra ricchezza, nel senso di quello che si ha disposizione, e esigenza, cioè quello che si desidera. Se hai un miliardo ma vuoi vivere spendendo due miliardi al mese, non sei libero. Se hai mille euro ma vuoi vivere con cinquecento euro, sei libero. È comunque un po' brutale ridurre tutto ai soldi.

Buona giornata

giovedì, 29 giugno, 2006  
Blogger jetset ha detto...

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

venerdì, 30 giugno, 2006  
Blogger jetset ha detto...

Rispondo rapidamente solo al replay, altrimenti andiamo alla calende greche.

1) Perché in Russia non si sta meglio di prima ? Te lo sei mai chiesto ? Perché la Russia ha accumulato tanti e tali debiti ed un'organizzazione così monolitica da faticare a riconvertirsi. La stessa gente lavora oggi come durante il comunismo (cioé poco e male). Il problema della Russia non lo si deve ricercare nel presente, ma nel passato.

2) Quanto alla tua logica vedo una terribile contraddizione tra la tua appartenenza politica (di sinistra, suppongo) ed il rifiuto della stessa - ma allora che sei ? So perfettamente che non si può essere del tutto in linea con un partito, però si dovrebbe avere almeno un'idea di chi si vota e del perché lo si vota. Io ho votato FI perché la trovo molto combattiva e perché è molto vicina alle mie idee politiche, per cui se devo rivelarti l'area a cui appartengo ti risponderò "Forza Italia", pur non essendo Berlusconi stesso. Però io mi schiero e non scelgo il meno peggio, perché le mie idee sono in gran parte condivise dai miei amici forzisti. Questo fatto mi spinge a sostenere il mio partito e non a criticarlo se non pochissime volte; il significato che se ne deduce è che possiedo una netta identità politica, non imposta da altri ma per libera scelta. Tu compri il Manifesto, scrivi come un sinistro ma poi critichi il tuo/tuoi partiti esattamente come mi dici di fare con tua moglie. Perdonami, ma se io sposo una donna è perché so di condividerne le idee, altrimenti la doveri rinnegare e questo è molto più grave di rimanere nel limbo degli ignavi. O no ? MAH

3) Seconda piccola aggiunta sulla libertà: viene sempre appiccicata l'etichetta dei "servi dei padroni", a noi, ai giornali della nostra parte politica, perfino alle nostre famiglie, come se Berlusconi ci desse da mangiare. Per i sinistri non esiste una libera scelta che non sia la loro, tutti gli altri sono servi, ladri, criminali e fantocci. Io sono laureato ingegnere, ho compiuto il mio bell'iter universitario facendomi il mazzo come tutti gli altri e non dipendo da nessuno se non da me stesso, visto che sono libero professionista. Vado a testa alta, orgoglioso della mia fedina penale immacolata, del non dover chiedere a nessuno e dell'avere un ottimo lavoro. Ma quando leggo una mezza tacca che definisce "libero" il Manifesto (subodorando che Feltri scriva sotto dettatura...) vado su tutte le furie perché "il marcio che avanza" (parole di Simone) non ne può più delle idiozie di quello già stagionato da 70 anni e che puzza un bel pò. Per questo ti ho portato l'esempio dell'economia. E' chi ha bisogno a non essere "libero"; ovviamente se voglio una Ferrari al giorno non me la potrò permettere, ma posso vivere una vita degna senza chiedere nulla a nessuno, nemmeno a Berlusconi e così anche i giornali schierati con noi.

venerdì, 30 giugno, 2006  
Blogger Ivo Silvestro ha detto...

La discussione mi sembra vagamente arrivata ad un punto morto…
direi di proseguire oltre. Buon lavoro da libero professionista, vedrò di risparmiare la tua auto quando, alla prossima manifestazione, darò fuoco a tutto quello che troverò in centro... ;-)

E giusto per continuare con il faceto: io mia moglie non l'ho sposata perché so di condividere con lei le idee: è un matrimonio, non un dibattito filosofico!

venerdì, 30 giugno, 2006  
Blogger jetset ha detto...

Occhio quando bruci le vetture perché la benzina costa troppo. ;-)

sabato, 08 luglio, 2006  

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