Libere Risonanze: Strage di Erba: a morte i responsabili !

13 dicembre, 2006

Strage di Erba: a morte i responsabili !

Orrore nel comasco: i fatti li abbiamo appresi tutti dai telegiornali: ad Erba, un paese nei pressi di Como si è consumata una tragedia che ha visto l'assassinio brutale di un bimbo, di sua madre, della nonna ed una vicina di casa accorsa per prestare soccorso. Il marito della vicina, inoltre, versa in gravi condizioni all'ospedale.

Sulle modalità della strage non mi soffermerò, se non altro per pietà e rispetto verso queste vittime innocenti.

Per quanto concerne il delitto, invece, ho qualcosa da dire ai critici della pena di morte e nei confronti di coloro che danno dei "razzisti" a chi la auspicano, come se essa fosse una pena da applicare solamente agli extracomunitari che si macchiano feroci di fatti di sangue.

Questo post sta proprio a dimostrare il contrario: il marito della vittima, tunisino, inizialmente indagato per la strage di Erba al momento attuale è stato scagionato perché si sarebbe trovato altrove durante il delitto.
Certo, a quanto si apprende da alcuni giornali, egli non era uno stinco di santo, aveva avuto a che fare con la giustizia più volte e forse (ma ripeto, forse) proprio per questo motivo è stato vittima di una vendetta da parte della criminalità, ma nulla giustifica che il bersaglio di una tale vendetta debbano essere persone innocenti.

Ebbene, a questo punto occorre fare chiarezza: la pena di morte per un delitto così atroce dovrebbe essere comminata a chiunque ne fosse responsabile, mandante e fiancheggiatore, qualsiasi fosse la sua religione, il colore della sua pelle, la sua lingua natìa e la sua cittadinanza. Una pena di morte lenta e dolorosa, efferata esattamente come efferato è stato l'omicidio di povere donne e di un bambino innocente, il piccolo Youssef.

Se questi assassini sono italiani, ebbene, paghino la vita perché nella lotta all'orrore ed al crimine non esistono differenze, divisioni, privilegi o caste.

5 Comments:

Blogger Monica ha detto...

Già, ma il punto è che in Italia non vige la pena capitale.
Confermo che alcuni delitti potrebbero vedere Giustizia compiuta solo con l'attuazione della pena di morte, tuttavia credo anche sia sensato che uno Stato democratico non la applichi.

Detenzione, ergastolo, una certezza della pena possono essere condanne adatte per espiare i propri crimini.
Il fatto è che siamo difettosi anche in questo, l'indulto ne è un esempio.

Ciao

mercoledì, 13 dicembre, 2006  
Blogger Monsoreau ha detto...

Oggi, MOnica, è destino che non siamo d'accordo :-)
Parlare di ergastolo e di certezza della pena è una utopia. Finchè un criminale è in vita, ci sarà sempre qualcuno per cui "nessuno tocchi Caino" e poi magari, indulti, amnistie, permessi e permessini, abbuoni e premi, ce lo ritroviamo in parlamento.
Meglio la pena di morte: secca e definitiva, purchè comminata al termine di un processo in cui accusa e difesa abbiano par condicio e purchè comminata al termine di tutti i gradi di una giustizia che sia vera giustizia.

mercoledì, 13 dicembre, 2006  
Blogger Jetset (Defendit Numerus) ha detto...

E perché se alcuni delitti potrebbero vedere giustizia solo con la pena di morte non dovrebbe essere fatta giustizia ? Per uno stato "che non deve scendere al loro livello" come gli intellettualoidi sinistri amano ripetere ?

Lo stato che mette a morte il delinquente non scende al suo livello: questo perché non causa un omicidio in sé ma giustizia il personaggio (come vedi lo dice anche la parola) ripristinando l'equilibrio tra parte lesa e parte rea. Se tu vai in strada e ti metti a menare pugni alle donne che incontri aspettati di ricevere altrettanti pugni: è semplice e cristallino, quasi una regola fisica, il principio di azione e reazione che regna anche in natura. Per cui secondo te chi è sceso di livello, tu che hai provocato o la signorina che ti ha ceffonato ?

Scusami ma non si può chiedere all'asfalto di diventare morbido quando un suicida si getta dalla finestra.

Inoltre ti contraddici, Monica quando scrivi che la detenzione, l'ergastolo, etc...possono (sottolineo possono) essere condanne adatte.
Subito dopo scrivi che siamo difettosi anche in questo, rimarcando implicitamente il fatto che tali condanne siano utopie. Inutile ricordarti qaunto siano pericolose le utopie

I comunisti volevano "uno stato paritario" in cui tutti i cittadini fossero vissuti felici, poi si è visto che razza di regime è saltato fuori da questa utopia.
Hitler voleva la Grande Germania ed è finito a ramengo come un topo in un bunker dopo aver trascinato con sé 50 milioni di morti. I fondamentalisti vogliono islamizzare il mondo con la forza e dopo l'11 settembre abbiamo capito dove conducono le loro bravate.

La stessa cosa dicasi per l'ergastolo: vorremmo tutti che questi animali marcissero in galera ma è un'utopia perché poi li mandano fuori e siccome non viviamo in un mondo utopico ma imperfetto occorre che ci difendiamo con gli strumenti che abbiamo, ovvero con la pena capitale.

mercoledì, 13 dicembre, 2006  
Blogger captainoconnell ha detto...

Il Pizzino ha avuto un miserrimo pensiero per te in rima.

mercoledì, 20 dicembre, 2006  
Blogger Vincenzo ha detto...

A proposito della strage di Erba, dai un'occhiata a questo articolo, molto profondo e critico nei confronti dei media.
Saluti

http://www.settimopotere.com/index.php?option=com_content&task=view&id=112&Itemid=31

venerdì, 08 febbraio, 2008  

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