Libere Risonanze: Videogiochi: bambini decerebrati crescono...

01 dicembre, 2006

Videogiochi: bambini decerebrati crescono...

Recentemente si legge sui giornali di uno studio da parte dei soliti psicologi da cortile nel quale si afferma che i videogiochi violenti alienano dal ragazzo la capacità di riconoscere la realtà ed inibiscono l'autocontrollo.

Eccoci quindi alle prese con le solite scemenze da strizzacervelli: pensate che un pò d'anni fa avevano perfino consigliato alla Walt Disney di tagliare la scena di Biancaneve in cui vi era la strega perché a loro detta "choccava i bambini". Una stupidata da sbellicarsi. La nostra generazione (parlo dei quarant'enni) è cresciuta a pane e Biancaneve e nessuno si è mai sognato di notte la strega cattiva o, perlomeno, nessuno si è mai fatto condizionare la vita da questo orribile ed incombente incubo.

Anzi, il fatto di temere qualcosa (il lupo, l'orco e via dicendo) era uno strumento per i nostri genitori utilizzato per farsi ubbidire immediatamente e senza troppe lamentele. In un mondo in cui i ragazzi non hanno più paura di nulla, nemmeno di un piccolo rimprovero da parte dei professori perché altrimenti dai genitori inferociti fioccano le denunce, questa iperprotettività gioca a sfavore dell'educazione dei pargoli che crescono viziatissimi e senza alcun senso morale.

Quando andavo a scuola io talvolta il professore dava un buffetto all'alunno per far capire chi comandava lì dentro. Una volta ne presi uno anch'io ed appena a casa i miei genitori mi ceffonarono senza sosta per una sera intera. Da quel momento tutto mi apparve più chiaro ed il mio percorso scolastico fu brillante. Oggi invece si scaricano le responsabilità di genitori troppo accondiscendenti nonché di ragazzini dal pessimo carattere divenuti intoccabili dando la colpa alla televisione, ai videogiochi, ai telefonini, alla società, a Dio sa solo cosa. E' in atto insomma un processo di de-responsabilizzazione, una specie di attenuante (come per gli inutili segnali di pericolo generico nelle strade che vogliono dire tutto ed il contrario di tutto): la droga non la si prende perché si è degli idioti ma perché si è indotti "dalla società", non si uccide mai intenzionalmente ma durante una "crisi di incapacità d'intendere e volere" (o perfino durante "un episodio di sonnambulismo") e si lanciano i sassi dai ponti non perché si è criminali ma per noia (poveri ragazzi, nel paese non c'era neanche un flipper ed allora giù a spaccare crani).

Perfino l'atto del terrorista è giustificato: 200 morti al mercato ? Ma è chiaro, è frutto della legittima protesta contro il governo di questo o quel paese.

In tale maniera gli imbecilli diventano "ragazzi difficili" o "dissociati", i delinquenti vengono "plagiati dal gruppo" e soffrono di "spirito d'emulazione" ed i terroristi si trasformano in "guerriglieri". Chissà perché lo "spirito d'emulazione" nei confronti degli amici non entra mai in gioco quando c'é da spaccarsi la schiena sui libri e ci si dissocia sempre dalla propria coscienza ma mai dalle bande di teppisti.

Personalmente sogno di ritornare alla vecchia scuola inglese nella quale il professore scudisciava le nocche degli studenti "dissociati", riassociandoli immediatamente: dopo una simile punizione essi almeno non avrebbero più la possibilità di solfeggiare sulla tastiera per un bel pezzo, per la gioia di questi esimi e dotti psicologi.

10 Comments:

Blogger Bisquì ha detto...

...miei genitori mi ceffonarono senza sosta per una sera intera. Da quel momento tutto mi apparve più chiaro ed il mio percorso scolastico fu brillante...

Appunto! :-) Ma quelli erano altri tempi, regnava il fascismo, adesso siamo in democrazia! :-)

Però a me non frega nulla della democrazia ed i miei figli li ho allevati con il metodo della vecchia scuola :-)

Vanno che sono degli orologi svizzeri

venerdì, 01 dicembre, 2006  
Blogger Monsoreau ha detto...

Non facciamo comunque di tutta un'erba un fascio ... ci sono i figli dei sessantottini, che finiranno a crack e 1000 mg per "uso personale" e ci sono i figli di chi fu ceffonato e che a sua volta ceffona che finiranno per raddrizzare questa Italia per metà (sinistra) sbagliata e inutile ... ;-)

venerdì, 01 dicembre, 2006  
Blogger Eleonora ha detto...

Oh, vedi? Io sono una delinquente perchè continuo a giocare coi videogames violenti, esco da casa tutte le mattine e prima di entrare al lavoro picchio qualcuno o lo tratto male. -_- ma per favore, sono idioti o cosa?

venerdì, 01 dicembre, 2006  
Blogger Chris ha detto...

"il lupo, l'orco e via dicendo" hanno un valore pedagogico. La favola, la fiaba ed il mito (di cui fa anche parte Biancaneve e i sette nani che tu citi) hanno un valore educativo, ben diverso dal videogioco che di educativo, spesso, non ha nulla tranne una valenza di puro "entertainment ".E poi suklle scatole dei videogiochi ci sono i divieti, tocca la genitore essere presente e controllare che il ragazzo non giochi a cose non adatte a lui. Che ci sia un discorso di "deresponsabilizzazione" negli adolescenti è verissimo. E' un problema soprattutto di valori. Ed i primi valori sono quelli che inizialmente assimili in famiglia e poi nella società. Un ceffone fa di certo bene alla salute, quando ci vuole ci vuole, ma non bastano solo quelli, bisogna anche fare capire il perchè delle cose, ma soprattutto far capire il valore dell'uomo e delle cose che ti circondano. Non è colpa del benessere, come in tanti "intellettuali" ci fanno intendere, ma di come questo benessere viene utilizzato e filtrato. Se le cose non vengono spiegate queste passeranno filtrate esclusivamente dalla testa del ragazzo, il quale come metro di paragone avrà sempre e solo la società. Non c'è quindi da stupirsi di persone che buttano massi dal cavalcavia o di ragazzi di 14 anni che uccidono i genitori. Ma c'è altro. La vita è fatta di scelte. Il Male esiste, ed è una scelta come il bene. E' quindi possibilissimo che una persona possa (anche un ragazzo) scegliere il male. Non c'è spiegazione che tenga, o società da riformare. Il male c'è ed agisce, sia oggi come nel passato.

venerdì, 01 dicembre, 2006  
Blogger Jetset (Defendit Numerus) ha detto...

Chris, tutto questo spiegare, spiegare...ma che c'é da spiegare ? Credi forse che un ragazzo non sappia distinguere tra il bene ed il male ? Illusione ! I ragazzi scopano a quattordici anni e se a loro conviene, il bene ed il male lo sanno distinguere fin troppo bene. Credi che uno che lancia massi dal cavalcavia non lo capisca che può uccidere ? Guarda che oggi molti ragazzi lo fanno appositamente, proprio per provare il brivido della cosa proibita e CERCANO il male perché è chic, fa figo e permette di sopraffare gli altri con poco sforzo. Invece quando uno infrange le regole la regola dovrebbe essere di spolverargli il sedere fin dalla tenera età, così sradicherai quel senso di protezione che con le parole non potrai mai ottenere.

E' tutto questo parlare che crea l'ambiente per i delinquenti: noi parliamo ed intanto loro uccidono. Non so che sia questa nuova moda del dialogo: bisogna dialogare con i galeotti, con i terroristi, con i brigatisti. Sai che glie ne frega a loro delle tue parole ? ZERO.

La galera come centro di rieducazione ? No la galera deve essere centro DI ESPIAZIONE in modo da rappresentare un deterrente per coloro che stanno fuori. Ho letto di persone che in galera ci sono andate solo per potere poi avere un lavoro (perché il carcere dà diritto al reinserimento sociale, mentre gli onesti rincoglioniti elemosinano un lavoro in regola e dignitoso).

Quanto al controllo dei genitori sul ragazzo, questo è risibile: credi forse che i genitori possano stare attaccati al pargolo in ogni suo spostamento ? Lo sai che la maggioranza delle famiglie scopre nei propri figli una personalità tenuta gelosamente nascosta in casa ? Quante famiglie rimangono annichilite quando i ragazzi commettono qualcosa di grave ? Credi forse che in famiglia non si parli di ciò che è bene e ciò che è male ?

Il problema è che oggi si vuole essere troppo ingenui: il male esiste e lo si sa riconoscere come si riconosce il colore azzurro quando lo si vede (eppure nessuno ce l'ha spiegato). Non lo si combatte il male con la spiegazione, lo si combatte solo con i metodi duri quando occorre. Non c'é altra alternativa.

venerdì, 01 dicembre, 2006  
Blogger Jetset (Defendit Numerus) ha detto...

Sì Eleonora, siamo alla follìa: chi invece gioca con le pistole diventerà un killer, chi strapazza le bambole un bruto e chi abbatte i soldatini un bombarolo.

Roba da matti.

venerdì, 01 dicembre, 2006  
Blogger Chris ha detto...

Rileggi meglio il mio commento, non ho mai detto che un ragazzo non sa dintinguere fra bene e male, ho solo detto che il male esiste e che non c'è spiegazione che tenga a volte. Si sceglie il male è basta. Non c'è tavola rotonda di studiosi e filosofi in grado di spiegare la scelta del male. Si sceglie è basta. Quindi perdonami ma diciamo esattamente la stessa cosa, non vedo cosa tu abbia da controbattere in questo. Invece io credo sul ruolo centrale della famiglia come filtro per l'insegnamento dei valori. Non sul controllo come dici tu. Io non ho mai parlato di controllo (rileggi bene il mio commento di prima) se non nel caso specifico dei videogiochi che tu prendevi in esame. I Genitori non devono fare gli agenti di polizia,otterebbero solo l'effeto contrario, devono essere presenti, ed amare i propri figli, che significa spesso anche dare il tempo per loro. In una società come viviamo oggi il tempo molto spesso viene a mancare ed un male. Ti assicuro che dei genitori "presenti" a convivere la vita del ragazzo, fanno cento volte tanto 300mila psicologi che si mettono li a scervellarsi per trovare una soluzione al disagio adolescenziale. Noi siamo ciò che il contesto ci fa vivere. E' vero esistono anche casi in cui questo non è bastato, allora basta fare riferimento a quello che ho detto prima: libertà di scelta. Ed a volte si è anche consapevole della scelta su questo ti do ragione. Però l'eccezione non deve fare la regola, perchè è sbagliato. Un contesto sano con genitori che sanno comunicare i valori giorno dopo giorno ti assicuro che vale più di qualsiasi cosa, di qualsiasi scuola e di qualsiasi decreto legge. Improntare tutto sulla durezza a mio parere non paga. Poi è ovvio che sulla giustizia e sull'espiazione della pena sono d'accordo. Le carceri difficilmente, per come sono organizzate, possono far cambiare una persona , anzi spesso la peggiorano, ed è indubbio che chi sbaglia deve pagare. Ho un pragmatismo all'americana in questo caso. Il problema è la riammissione nella società di queste persone che non è facile, ci vuole tempo è pazienza, ma dato che io sono garantista e non forcaiolo una seconda chanche a mio parere va comunque data.
L'importante è non fare a tutti i costi muro contro muro, perchè si ottiene l'effetto contrario.

sabato, 02 dicembre, 2006  
Blogger Martin Venator ha detto...

allora, il problema è che io da piccolo la strega cattiva non me la sono mai sognata. Ora che ho 40 anni però mi sogno Visco e Prodi e mi sveglio tutto sudato. Il mio psicologo mi ha detto che "i governi cattocomunisti in genere alienano dai 40enni la capacità di riconoscere la realtà ed inibiscono l'autocontrollo". Qualcuno ha qualche videogame violento da consigliarmi?...

sabato, 02 dicembre, 2006  
Blogger Eleonora ha detto...

Martin, per te andrebbe bene la saga di Resident Evil ;)

Una cosa però la voglio aggiungere e questa è seria: se un genitore invece che dare 50 euro in mano al figlio, (finchè è piccino) lo accompagnasse a comprare il videogioco, sarebbe molto meglio perchè in qualunque negozio è visionabile e lo si controllerebbe meglio.

sabato, 02 dicembre, 2006  
Blogger Jetset (Defendit Numerus) ha detto...

Beh Chis, io invece sono dell'idea che la galera debba essere una deterrenza, non un luogo in cui "prepararsi per un'altra possibilità". Io sono un forcaiolo anche se estrememente garantista per quanto concerne la possibilità d'errore ma quando viene appurata senza dubbi la responsabilità dell'imputato ritengo che per lui si debbano aprire le porte delle galere ed in alcuni i casi dei bracci della morte. Chi delinque paga e certo non dev'essere la società ad insegnare il pentimento. Se uno esce dalla galera e vuol trovare un lavoro lo può fare senza problemi, visto che in Italia la richiesta di manovalanza non manca. Il pentimento non è indotto ma un percorso interiore così come io non vado a rubare perché me lo dice un vicino.

mercoledì, 13 dicembre, 2006  

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