Libere Risonanze: Quando Prodi ti fa perdere anche gli amici.

22 gennaio, 2007

Quando Prodi ti fa perdere anche gli amici.

La scorsa settimana ho davvero potuto toccare con mano il terribile baratro in cui Prodi ha ormai spinto l'Italia. Partiamo da me: già da tempo avevo in programma di lasciare questa nazione corrotta e collusa in cui nulla funziona, nella quale politici ipocriti, costumi decadenti e sfascio sociale si intrecciano ed in cui la magistratura dà la caccia alle vittime anziché ai criminali. Tra un pò emigrerò all'estero, ma non per "scappare" bensì perché il mio lavoro mi porta sempre più spesso fuori dal nostro paese. E, nemmeno a dirlo, quando esco dall'Italia mi sento più a casa mia di quando sto nel paese dei cachi.

Ciò che però è accaduto la scorsa settimana è tragico ed amaro: per colpa di Prodi e del suo governo perderò amici fidatissimi conosciuti da una vita. O meglio, non li perderò mai ma non li rivedrò più.

Iniziamo da una ragazza rumena di cui non faccio il nome per ovvie ragioni di riservatezza, molto bella, gentile ed elegante. Questa ragazza, fuoriuscita dalla Romania dell'ancora ex blocco sovietico, grazie ad una capacità imprenditoriale notevolissima ed enormi sacrifici è riuscita a conquistarsi una notevole ricchezza. Ella attualmente gestisce un bar molto bello e frequentato, ha dato feste, ha organizzato party, ha messo in piazza tutte le potenzialità di cui disponeva. Passando per il suo bar mi fermo per salutarla e predere un caffé: lei gira attorno al bancone, mi abbraccia forte e mi dice che tra un pò non ci rivedremo più. "Parto per la Romania" afferma "mi sono stufata di questo paese e di questo schifoso governo: ora il mio paese d'origine fa parte dell'Europa e non ha senso che io mi dissangui facendomi rapinare tutto il profitto da Prodi e da uno stato ladro: se avessi voluto un regime come questo me ne sarei rimasta in Romania con Ceausescu invece di lavorare altrove. Fanc... l'Italia" (ebbene sì, ha imparato anche le nostre parolacce). Tristissimo, esco da bar e dopo un'ora incontro un amico carissimo con cui giocavo da quando portavamo i calzoncini corti: egli possiede una fabbrica piuttosto grossa, una fabbrica di famiglia, tramandata da generazioni. Mi dice: "sai, ho deciso e mi piange il cuore, ma ho già iniziato il trasferimento della mia azienda in Cina: dovrò rifare un pò tutto però qui in Italia non si riesce più a mandare avanti un'azienda. Mi dispiace per una metà dei miei operai a cui tra l'altro ho offerto di continuare a lavorare con la mia fabbrica proponendo loro di trasferirsi con me e garantendo un salario più alto, ma hanno rifiutato e fra un pò saranno disoccupati. Comunque li capisco, una scelta del genere non è per nulla facile". E continua "però sono felice per l'altra metà, quella dei sindacalisti e dei comunistacci convinti, quelli che in fabbrica erano sempre pronti a rivoltarsi contro l'azienda e che se ne stavano più al sindacato che a lavorare: questi mi hanno fatto perdere tante di quelle ore di lavoro da mandare in difficoltà l'azienda ed erano sempre i primi a ringhiarmi contro, anche quando cercavo di venire incontro alle loro esigenze". Poi rincara "sono stufo di un governo che se ne esce con delle novità come quella del TFR, poi ritratta, poi riconferma, in una girandola di affermazioni e smentite di cui non si capisce nulla e sulle quali, quindi, non si possono fare progetti a lungo termine". Analisi perfetta, dopo un abbraccio ci salutiamo.

E due.

Il giorno dopo vado a comprare un abito gessato: ho i miei negozi gestiti da personale molto qualificato, diventati da una vita i miei interlocutori in fatto di moda. Ebbene, arrivo al primo negozio: chiuso per cessazione attività. Il negozio è stato chiuso a dicembre. Arrivo al secondo in cui a settembre ero andato ad acquistare una cravatta e vi trovo dentro una mandria di cinesi che vendono cianfrusaglie: chiedo dove è stato spostato il negozio precedente ma i cinesi mi dicono che è fallito, poi mi proprongono di fare un giro nella nuova attività piena di balsami di tigre e di ciotole ideogrammate. Chissà, dico, forse i cinesi invece di vestirsi s'impomatano e mangiano. Mah.

Esco ringraziando ed arrivo ad un terzo negozio: c'erano tre abiti e due paia di scarpe esposti mentre la vetrina non era stata nemmeno più pulita da chissà quanto tempo. Al centro campeggiava risoluto ed imperativo un cartello: "svendita totale per cessazione dell'attività".
Ormai in panico, scappo da Ferrara e vado ai magazzini Nico a S.Vincenzo di Galliera (Bologna) un posto con sartoria di alta qualità e di ampia scelta. Per fortuna trovo personale gentilissimo che trova l'abito che desidero. Almeno questa è fatta, d'ora in poi dovrò espatriare dalla mia città per un abito decente od esplorare i negozi di quei poveri cristi che reggono eroicamente le mattane di questo governo.

Il giorno dopo vedo altri miei due amici insieme: uno possiede un negozio, l'altro è operaio. L'operaio mi spiega che aveva votato Prodi (discutemmo animatamente prima delle elezioni di questo fatto) e mi chiede scusa: avevo visto giusto. La prossima volta, dice, voterò centrodestra o mi asterrò dal votare. Il primo invece mi comunica un'altra bella notizia: "chiudo tutto, vendo casa e vado in Spagna". "E fanc... l'Italia". Stesse parole della mia amica del bar e stessa perfetta analisi. Piuttosto scoraggiato ed anche irritato, la sera vado al cinema con amici: ad un certo punto uno di loro si stacca dal nostro gruppetto e va a salutare alcuni suoi conoscenti: loro sono in cinque, due coppie ed un medico. Il medico bestemmia per il salario e per il trattamento dei professionisti: "ho studiato una vita, dice, e guarda qui che stipendio da tapino. Inoltre ci costringono a lavorare in condizioni infernali mentre quei "bastardi" (parola addolcita, in realtà era più robusta, N.D.R.) se ne stanno a scaldare le sedie al governo e poi si prendono stipendi e pensioni da capogiro. Ci vuole la guerra civile". Registro in memoria l'affermazione. Poi si passa alle coppie, hanno deciso: se ne vanno a Londra per iniziare un'attività di consulenza finanziaria. Non starò a ripetere le loro affermazioni sull'attuale governo nostrano per l'autoregolamentazione data a questo blog in fatto di parolacce e di bestemmie.

Morale: tra poco me ne andrò anch'io dall'Italia. Vista la diaspora ormai in atto non vorrei rimanere qui da solo con Prodi, eventualità che mi fa venire i brividi.

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5 Comments:

Blogger Antonio Saccoccio ha detto...

Davvero è una situazione imbarazzante.

La gente si sente spolpata dalle tasse, presa di mira.
I finanzieri si atteggiano a giustizieri, entrano nei negozi come sceriffi.

Paese di derelitti.

Auguri, amico.

Ti auguro di tornare presto in Italia.

lunedì, 22 gennaio, 2007  
Blogger Bruno ha detto...

Caro amico, godi della mia invidia.
A me tocca rimanere qui in compagnia di Prodi e dei verdi...
Gremus

lunedì, 22 gennaio, 2007  
Blogger Jetset (Defendit Numerus) ha detto...

Per Antonio: grazie Antonio, ho scorso i tuoi blog. Sei una persona coltissima e non meriti questa Italia, anzi, italia con la minuscola, che distrugge la cultura e mortifica la creatività degli artisti nonché degli insegnanti. Spero per te il meglio del meglio. P.S: ti va di fare un giro nei nostri aggregatori ? Se ti piacciono potresti anche farne parte. Triares & Il Castello: per Triares http://www.therightnation.net/dblog/
per il Castello: http://www.ilcastello1.blogspot.com/

Bruno: Caro Bruno, lo so. Io amo la mia Italia ma non amo QUESTA Italia. Amo le sue bellezze e le sue potenzialità da sempre sacrificate sull'altare della demagogìa e del populismo, dell'inganno e del lassismo. Amo l'ordine, non un ordine imposto dall'alto ma un ordine morale che venga dal cittadino comune. D'altra parte una classe politica è specchio del proprio elettorato e con questo governo al potere non possiamo che augurarci nuove elezioni, visto che l'unica cosa che cade nella nostra nazione sono i principi ed i valori.

Ovviamente anche per te sono validi gli inviti a seguire (e se ti piace, farne parte) Triares ed il Castello.

Un ciao ad entrambi.

lunedì, 22 gennaio, 2007  
Blogger Bobo ha detto...

Per curiosità, Ferrara si sta svuotando?;) scherzo, cmq la situazione è realmente grigia...A questo punto, tanto peggio, tanto meglio!voglio vedere come faranno i sindacalisti, i professionisti della lotta operaia, quando non ci saranno più operai in Italia! si trasferiranno in Cina?magari, verrano accolti come si meritano...

martedì, 23 gennaio, 2007  
Blogger Monica ha detto...

A questo allora si riferiva il sapiente Padoa Schioppa quando ha detto che l'export italiano va a gonfie vele ?

Seriamente, tutto ciò è molto triste...ma è la realtà di una situazione che certamente andrà sempre peggiorando.
Un'altra Manovra così e siamo in recessione.

Ciao

mercoledì, 24 gennaio, 2007  

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