Libere Risonanze: Milioni di bestie ed un pallone

03 febbraio, 2007

Milioni di bestie ed un pallone

Bestie. Nient'altro che bestie.

Ciò che è accaduto a Catania non solo era prevedibile ma scontato: non sono bastati i morti del passato, i fischi e gli insulti a giocatori di colore solo perché neri, le scritte blasfeme, i feriti che ogni anno si contano a centinaia per colpa dei bastardi che insozzano le tribune. Proprio alcuni giorni fa abbiamo assistito alla morte di un dirigente, Ermanno Licursi, picchiato a sangue da alcuni giocatori. Oggi fa le spese di questa pazzìa un uomo della polizia di 38 anni sposato e con due figli, l'ispettore capo Filippo Racisi.

Ed ogni volta si sentono le stesse manfrine dei masturbacervelli, colpa del disagio sociale, del fatto che "è responsabilità di pochi" e che calcio non deve pagare per i soliti delinquenti; si tirano fuori scusanti come l'agonismo, la società, le prospettive di vita, le stelle allineate nel Sagittario invece che nel Toro.

E parimenti ogni volta lo stato promette vendette esemplari, ci vengono promessi pugni di ferro e metodi staliniani. Poi, trascorsi tre giorni, il pugno si scioglie come la neve ed i termini cominciano a stemperarsi: il calcio s'interroga, il calcio s'indigna, il calcio riflette.
Ed il governo ? Beh, quello manda fuori i delinquenti con gli indulti.

Tempo due domeniche e si assiste alla solita buffonata: fantocci sui campi vestiti con le maglie delle opposte tifoserie che si stringono le mani, cartelli idioti come quelli dei pacifinti "NO AL RAZZISMO" o "NO ALLA VIOLENZA", cuori giganteschi stesi da bambini spaesati sui tappeti erbosi degli stadi. Perfino gli scandali che dovevano retrocedere le squadre fino al calcio dilettantistico, col passare dei gradi di giudizio si riducono progressivamente alla condanna di qualche punto da sottrarre nel campionato in corso.

Poi si riprende a giocare e dopo qualche mese ci scanna come prima, anzi, di più.

La verità è una: il calcio è un gioco di merda, seguito da gentaglia di merda.

Nessuno sport annovera tra le sue fila un tale lerciume di tifoseria come il calcio: io una volta andai ad una partita della SPAL, trascinato dagli amici a forza. Ebbene, nelle due ore che seguirono soffrii come un cane: vidi una tal massa di gentaglia da farmi schifare l'ambiente per tutta la vita (e questo ben venticinque anni fa).

Petardi come bombe lanciate in mezzo alla gente, bottiglie di vetro che volavano sulle teste, urla, bestemmie a non finire, auguri di cancri e tumori agli avversari, rutti, peti, c'era anche uno che pisciava sugli spalti tra l'indifferenza e l'ilarità generale, mentre i bimbi guardavano con gli occhi sgranati ed un pò frastornati mentre i padri cavernicoli si fumavano tre pacchetti di sigarette e profferivano di fronte ai figli parole impronunciabili. Sì perché ci sono anche degli imbecilli che allo stadio portano i loro figli.
Ed è solo un piccolo stadio di una cittadina in fondo tranquilla.

Nel mondo del calcio fa spettacolo il peggio della natura umana: sgambetti, botte tra i giocatori, testate nel petto, ingiurie indicibili, spintoni, indisciplina, scommesse clandestine. Perfino società e dirigenti sono corrotti.

Io seguo da anni la Formula 1: ebbene, amo questo sport anche perché vi è un pubblico civile, che tifa per il pilota o la squadra senza desiderare che l'avversario si schianti contro un muro fracassandosi il cranio.
Un pubblico competente che ama i motori ed a cui piace la competizione, magari il brivido della velocità ma mai e poi mai il sangue.

Lo stesso dicasi per tutti gli altri sport: sportivi campioni nelle loro discipline da decenni ai quali non viene passata dal CONI nemmeno la divisa, gente che si allena facendo vita monastica ed immensi sacrifici per passione e per uno stipendio da fame. Poi, sul podio, dopo essere stati trattati dallo stato come pezzenti si avvolgono pure nel tricolore. Questi sì sono Uomini e Donne con la maiuscola.

Nel calcio no: il branco si getta a capofitto nul business, si pagano caproni ignoranti decine di milioni (fino a picchi di centinaia) e li si tratta come idoli. Vanno a tutte le trasmissioni possibili ed immaginabili, trapanano veline come catene di montaggio e protestano se lorsignorìe vengono disturbati per gli allenamenti. E mentre i vari Luciferi, come nei gironi infernali, provvedono a ciabattare dribbling ed assist più o meno riusciti, i mostricciattoli della tifoseria escono dall'inferno e si mettono a danzare in un sabba attorno ai loro perversi totem.

Il tutto mentre lo stato finge di indignarsi: invece di dare la possibilità alla polizia di sparare ad altezza d'uomo con proiettili di gomma (che fanno un male cane ed invalidano per qualche giorno) la politica si interroga sulla società, sui costumi, sul disagio e sulle sparate che da sempre giornalisti grassi ed opinionisti occhialuti pseudoculturati ci propinano nei vari processi, controprocessi, controappelli e cassazioni.

Ebbene, il calcio va fermato, ma non per un anno, PER SEMPRE.

Il calcio è un insulto da eliminare, da radiare, da espellere dalla nostra vita e specialmente dalla nostra cultura a viva forza, perché non è cultura ma solo immondizia puzzolente e contagiosa, come i reality.

In una società le cose che contano sono gli ospedali, l'assistenza ai deboli, le strutture, il lavoro, la floridità delle aziende, un'economia sana ed un capitalismo con paletti e garanzie, una giustizia seria ed inflessibile, la famiglia e la sua sicurezza, una sicurezza che abbia la precedenza sui diritti civili garantita da uno stato che sappia rispondere alla violenza brutale non a parole ma, se occorre, con altrettanta violenza.
E specialmente sono importanti CULTURA ED ISTRUZIONE.

Purtroppo, invece, viviamo nel solito mondo dei primati telefoninomuniti per cui domani ci sveglieremo con tante promesse, una sospensione di qualche mese ed il classico minuto di raccoglimento.

Poi di nuovo tutti giù, nell'Inferno.

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5 Comments:

Blogger captainoconnell ha detto...

Racisi di figli ne aveva 3.
Lo stadio è un mondo a parte, è zona franca, succede di tutto e tutto è concesso. Conosco ragazzi che vanno allo stadio unicamente per scontrarsi con la polizia o per razziare gli autogrill.
Io stesso, dopo aver assistito ad una partita, mi sono trovato in mezzo a scene di guerriglia.

Il punto è tutto nella volontà di sciogliere gli Ultras; in Spagna non esistono e non si verifica un solo incidente, in Inghilterra non c'è nemmeno una rete che separa gli spalti dal campo.

Pisanu aveva agito bene con un decreto che prevedeva diffide prima del processo se vi era prova televisiva e biglietti nominali, ma fu durante attaccato dal mondo ultras e dalla sinistra; e le società subirono le pressioni dei bagarini che con i biglietti ci fanno quel che gli pare.

sabato, 03 febbraio, 2007  
Blogger Ares ha detto...

Forse sei stato un po' eccessivo, ma capisco che per uno che non ama il calcio la reazione possa essere più forte che per altri.
Chiudere il calcio per sempre, oltre a non poter essere praticabile, sarebbe anche una punizione, a causa di pochi, per tutto un movimento sportivo, per società, giocatori, sportivi, città.
Come ha perfettamente ricordato Monica nel suo post, la responsabilità personale è individuale.
Quindi si catturino e si puniscano (senza indulti o amnistie future) i colpevoli. Ma si riprenda a giocare già da domenica prossima.

sabato, 03 febbraio, 2007  
Blogger Massimo ha detto...

Anch'io penso ad un eccesso di durezza.
Non il calcio è colpevole, ma chi ha giustificato e tollerato le violenze in ogni settore della nostra vita sociale: la sinistra.
E le scritte di Livorno lo confermano.

sabato, 03 febbraio, 2007  
Blogger Jetset (Defendit Numerus) ha detto...

Qui si subodora sempre che una parte del mondo del calcio sia pulita ed un'altra sia una fogna.

ILLUSIONE !!!

Ebbene non c'é un settore nel quale il calcio non è una fogna: giocatori che s'azzuffano o si sputano addosso. Società coinvolte in scandali a non finire. Dirigenti che falliscono dolosamente e che starebbero bene in galera anziché in tribuna. Del pubblico ne abbiamo già parlato. Giornalisti prezzolati ed opinionisti ipocriti. Arbitri corrotti. Designatori in odore di lobby.

Ditemi voi dove sta la parte sana del calcio. Magari solo in voialtri tre.

E siamo ai soliti distinguo "delle colpe di pochi gettate addosso ai molti". E' una vita che sento questa solfa. E' esattamente in questo modo che i delinquenti sguazzano, quando si inizia a dire "non facciamo di tutta l'erba un fascio" perché questi nel fascio (non quello politico, s'intende) si nascondono e poi quando la tempesta si è calmata riprendono ad ammazzare.

Vi faccio un esempio: mettiamo che in casa vostra voi deste una festa. Mettiamo anche che, come dite voi, su 50 invitati 5 vi devastino la casa mentre girate le spalle. Alla fine magari trovate il colpevole ma la vostra casa rimarrebbe devastata, ed il vostro intervento sarebbe comunque tardivo. Il poliziotto non resusciterà più e trovare il colpevole è davvero una magra consolazione. C'é una famiglia nella disperazione ed è questo che conta. In questo caso che fareste voi ? Continuereste a dare feste o sbattereste fuori di casa tutti quanti ? Inoltre molti di questi teppisti sono minorenni e sapete benissimo che dopo pochi mesi sarebbero già fuori.

Peggiore è la situazione per gli assembramenti negli stadi: ditemi voi come, in uno stadio che contiene 50.000 tifosi, le forze dell'ordine possono mantenere il controllo. Spiegatemelo. Con le telecamere ? Questi entrano con il passamontagna e se lo mettono appena varcati i cancelli. E se succede qualcosa che li vanno, a prendere in curva ? E quand'anche li prendessero non vi pare che i morti rimarrebbero tali ? Guardate cos'é successo a Livorno. La violenza è essa stessa infusa nel DNA del tifoso di calcio.

Ricordatevi l'Heysel.

Quindi, ribadisco, il calcio è da chiudere. Per sempre.

Oppure voglio venirvi incontro: d'ora in poi tutte le partite si giochino a porte chiuse, per sempre e chi vuol vedere il calcio sganci i soldi dell'abbonamento a Sky, che tra l'altro mensilmente costa meno di quanto non costi il biglietto di una singola partita.

Mentre le forze dell'ordine già insufficienti di numero la domenica vadano a dare la caccia a terroristi, che a causa di questo governo sono sempre di più.

domenica, 04 febbraio, 2007  
Blogger Jetset (Defendit Numerus) ha detto...

Ragazzi, visto che avevo ragione? Sono passati quattro giorni e già tutti scalpitano per ricominciare a giocare, anche con gli stadi non a norma, come se il calcio fosse una specie di eroina senza cui non si può stare per più di una domenica. Ed il povero Racisi? Chissenefrega. Alle società non importa nulla se le loro partite lasciano cadaveri sull'asfalto, l'importante è il business as usual.

Signori ecco a voi il calcio, ovvero la delinquenza allo stato puro.

mercoledì, 07 febbraio, 2007  

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