Libere Risonanze: Pacs, ovvero truffe legalizzate.

01 febbraio, 2007

Pacs, ovvero truffe legalizzate.

In questo periodo di regime medioevale e di oscurantismo tra i vari problemi che affliggono l'italietta nostrana quali sciocchezzuole come le gabelle prodiane, la scarcerazione dei delinquenti, il collasso dell'economia, la malasanità, la giustizia ad orologeria, la fuga dei capitali, la cronica mancanza di energìa, l'immigrazione selvaggia, il depauperamento dei cittadini, il tradimento degli alleati internazionali e l'appoggio del nostro governo a terroristi o dittatori sanguinari vi è anche un argomento che da lungo tempo minacciava il sonno di tutti noi e che andava finalmente affrontato nella sua complessità: I PACS.
La necessità di dedicare tempo alla costruzione di "matrimoni" di serie B con dibattiti fiume e fumose formule alchemiche era impellente, così come era altrettanto impellente l'istituzione di un vincolo che formalizzasse l'unione tra le coppie gay, le quali in tal modo saranno libere di uccellarsi tranquillamente a testa alta fregiandosi di un titolo che potrà essere usato come magna charta nei gay pride.
Non starò qui ad elencare le tante motivazioni morali che mi trovano assolutamente contrario a questa novità introdotta dagli sfasciatori della civiltà che rispondono al nome di Soviet Supremo Italiano, nè voglio dilungarmi sul fatto che alla "bieca famiglia tradizionale", quella composta da padre - madre - figli non venga destinato né un eurocent e nemmeno la si prenda a cuore quando non arriva a pagare le bollette di fine mese, quando occorre una sanità efficiente od asili full-time a bassi prezzi per i bimbi i cui genitori lavorano tutto il santo giorno, quando si fornisce una scuola da terzo mondo e quando le si nega la possibilità di mandare i figli all'università perché la si fa a pezzi con IRPERF, ICI, IVA, TASSE SUL REDDITO, imposte sui guadagni di borsa ed ora perfino con la tassa di successione.
Non starò a dilungarmi nemmeno sul fatto che la prossima richiesta sarà di fatto la possibilità per le coppie autocertificate, gay e lesbiche di adottare figli, mentre una famiglia "qualunque" deve arrabattarsi in una trafila burocratica degna di Dedalo per poter dimostrare di essere perbene ed accedere ad una adozione, salvo poi scoprire dalla legge italiana che il bimbo stava meglio in un orfanotrofio ucraino a subire violenze piuttosto che rimanere al fianco di genitori premurosi ed amorevoli.
Non starò, dunque a scrivere delle implicazioni morali di cui i miei colleghi sugli aggregatori hanno già ampiamente approfondito gli aspetti.
Voglio concentrarmi invece su un altro aspetto, che potrebbe essere configurato come una truffa allo stato: ovvero le certificazioni false.
Dal momento che per stipulare un PACS occorrerebbe solo una semplice autocertificazione e che un siffatto istituto regalerebbe alla coppia diritti ma non imporrebbe alcun dovere coniugale ai contraenti, c'é da chiedersi come lo stato possa tutelarsi da un simile imbroglio.
Forse lo stato intende richiede in allegato all'autocertificazione un filmino di quando e quanto i contraenti fanno l'amore, con tanto di date ed ora ? Forse, c'é da aspettarsi di tutto da questi "grandi fratelli sovietici".
Perché, se così non fosse, non converrebbe assolutamente stipulare un matrimonio ma un PACS e rimanere in serie B.
E così addio famiglia.
Prendiamo ad esempio la reversibilità pensionistica: chi potrebbe impedire ad una persona (siano i contraenti omo od etero) di certificare il falso al fine di godere della reversibilità all'atto della morte dello pseudo-coniuge? Chi impedirebbe ad un contraente di far firmare ad una ricca ereditiera (od un ricco ereditiero) novantenne un bel foglio con la dichiarazione di unione ?
Ed in questo caso si aggirerebbe perfino la tassa sulle donazioni introdotta dal governo: invece di pagare per una donazione le tasse di registro e di donazione, ognuno di noi potrebbe PACSARSI con qualcuno ed oplà, la truffa sarebbe servita. Lo stato dovrebbe sborsare la reversibilità allo pseudo-coniuge mentre le tasse di successione, molto più basse di quelle di donazione, permetterebbero di aggirare quest'ultima.
E' come se lo stato dicesse: promulgo una legge per rapinarvi ma se stipulate un PACS potete fregarmi.
Siamo davvero al delirio.
Allo stesso modo non si capisce a quale rapporto sia data la precedenza in materia di eredità e reversibilità pensionistica in caso di stipula di matrimonio con divorzio seguito (o preceduto) da un PACS : al contraente del matrimonio o del PACS ?
Ed inoltre che diritti avrebbe un figlio nato da un rapporto PACS ? Non certo come quelli derivanti da un matrimonio, visto che il PACS è esclusivo dei doveri propri dell'istituzione matrimoniale ma è inclusivo solo di diritti.
In aggiunta si suppone che tutti i contraenti PACS siano uguali di fronte alla legge, senza distinzione tra uomini e donne: ebbene, se così fosse bisognerebbe ammettere anche le adozioni per i gay e le lesbiche perché altrimenti si discriminerebbero questi ultimi nei confronti delle coppie di fatto etero.
In conclusione questa sottospecie di governo, invece di pensare a cose importanti già tanto difficili da risolvere ama infognarsi in assurde ed inutili complicazioni, peraltro moralmente (e doverosamente, direi) eccepibili da ogni punto di vista.
Un governo, appunto, che discute di unioni di fatto ma che non sa essere unito nemmeno sul colore della carta igenica nei bagni del parlamento.

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1 Comments:

Blogger Massimo ha detto...

E anche su questo siamo perfettamente in sintonia.
Oltre agli aspetti devianti, perversi e disgreganti che ha elevare a dignità di legge il rapporto omosessuale, vi sono indubbie questioni di costi, aggiuntivi per lasocietà, che diviene così becca (perchè violentata nel suo rigore morale) e bastanata (perchè deve pagare per i capricci di pochi).

giovedì, 01 febbraio, 2007  

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