Libere Risonanze: Due indizi fanno quasi una prova

15 maggio, 2007

Due indizi fanno quasi una prova

Vi sono due fondamentali aspetti che scaturiscono dalle elezioni siciliane: il primo è che il centrosinista perde pur avendo cavalcato il populismo più nefasto per il sud, quello relativo all'assistenzialismo. In secondo luogo la vittoria della Lega a Lampedusa la dice lunga sul riorientamento dei voti nell'area. Le cose, infatti, sembrano del tutto indipendenti ma in realtà sono intimamente connesse. Se è vero che due indizi fanno quasi una prova, ebbene, siamo per il Sud ad un cambio di rotta sostanziale.

Il primo aspetto infatti si riferisce al tentativo per la sinistra di ingraziarsi la Sicilia grazie a promesse di natura assistenzialista. Ebbene, la batosta elettorale rivela un indizio importante e cioé che la gente del meridione si è svegliata, che non ne può più della condizione in cui vive ma soprattutto che non crede più in una certa interpretazione della politica la quale costringe le popolazioni meridionali a tendere la mano ed aspettare la questua. Il sud, se messo nelle condizioni giuste per operare ha potenzialità inimmaginabili, anche superiori a quelle del nord. E ve lo dice un "nordico" a cui crepa il cuore vedere i nostri fratelli del sud trattati come mendicanti da politicanti falcemartellati esattamente come facevano i democristiani di un tempo.

Il secondo aspetto in fondo conferma il primo, pur se partendo da considerazioni differenti: a Lampedusa vince la Lega Nord. Sicuramente una buona parte dei voti raccolti è da riferirsi al fatto che i lampedusani sono stufi di trovarsi nella camera da letto gli immigrati. Però questo non giustifica un tale successo della Lega (e poi perché solo la Lega, visto che tutta la CDL si schiera contro l'immigrazione selvaggia?). Il fatto che a Lampedusa sia stata eletta un sindaco leghista è un'altra conferma di ciò che ho esposto sopra, ovvero che il sud sta cominciando a capire che certi atteggiamenti anche folkloristici e talvolta fuori luogo come parlare dei "terùn" non sono espressione di razzismo fine a se stesso ma la risultante di secoli in cui il meridione tendeva la mano come una provincia di cui il resto dell'Italia aveva da vergognarsi. Ebbene, il sud finalmente ha alzato la testa e sta iniziando a capire che quello che poteva sembrare razzismo gratuito è stato invece finora una realtà sotto gli occhi di tutti: se nel meridione si vuol crescere non si deve fare affidamento sui soldi altrui ma sulla propria intelligenza e creatività, tesi puntualmente sostenute dalla Lega. Questo scatto d'orgoglio quindi ci riporta al discorso affrontato in precedenza e fa capire che la gente è frustrata dal fatto di aspettarsi cascate di aiuti economici che puntualmente evaporano per essere convogliati nelle tasche di politici corrotti.

Ha detto bene Berlusconi quando ha fatto un grande complimento alla Sicilia, affermando che essa è la Lombardia del meridione. Auspicando che il meridione tutto si liberi di questa oppressione borbonica sinistra e che possa finalmente rimettersi in moto per diventare faticosamente ma con continuità una seconda Lombardia d'Italia, godiamoci la vittoria che gli elettori dell'isola più bella del mondo ci hanno regalato.

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1 Comments:

Blogger Antonio Candeliere ha detto...

aggiungerei un altro indizio:il fallimento del nuovo Partito Democratico di D'Alema!

giovedì, 17 maggio, 2007  

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