Libere Risonanze: La memoria storica di Prodi

31 maggio, 2007

La memoria storica di Prodi

E' incredibile come tre giorni dopo la batosta che li ha praticamente fatti a fette, i politici della sinistra si siano già dimenticati di ciò che dicevano un'ora dopo aver letto i risultati elettorali: che la sinistra procedesse acefala e smemorata lo si sapeva già, ma caspita, dimenticare ciò che si è detto e ripetuto alla nausea tre giorni prima è da caso clinico.

Abbiamo infatti sentito raccontare che da lunedì 28 dopo le 15 la sinistra si sarebbe unita ed avrebbe ricompattato le sue fila: da quel momento non avremmo dovuto più assistere a litigi ma ad una concordia idilliaca generale, uno sviolinamento paradisiaco da prima cotta, un orgasmo di riforme entusiasmanti per gli italiani.

Poi le parole del premier: "DA QUESTO MOMENTO COMANDO IO, O SI FA COME DICO IO O ME NE VADO" ha detto Prodi sprezzante.

Peccato che egli avesse detto le stesse parole anche in occasione del voto sull'Afghanistan, quando anche D'Alema si dimenticò che sarebbero dovuti andare tutti a casa se non fosse passato il rifinanziamento. Parole uguali, quindi e memoria storica che va a farsi benedire, ma almeno da allora sono passati tre mesi e per i più mnemolabili una rinfrescata non fa mai male.

Del fatto di non tassare gli italiani poi non ne parliamo, quelle erano promesse di un anno fa e non si può certo pretendere che i sinistri si ricordino di ciò che avevano detto 365 giorni prima, tantopiù perché erano balle (mentre gli italiani invece sembrano davvero avere una memoria da elefante...).

Ma ciò che sta accadendo oggi ha davvero del surreale: dopo tre giorni dalla bastonata, smemori del fatto che il governo aveva promesso di rimboccarsi le maniche da subito per cercare di riparare ai disastri che esso stesso ha provocato, la prima cosa che si fa nel palazzo è di unire due partiti incompatibili cambiando il nome, come se un chirurgo che fa morire i pazienti sotto i ferri venisse licenziato e rientrasse in ruolo grazie ad una falsificazione delle sue generalità sulla carta d'identità.

Tra l'altro, per questa operazione di restyling d'immagine la sinistra ha scomodato la bellezza di 45 "saggi" (il cui aggettivo è un eufemismo) che invece di lavorare da subito alle riforme come era stato promesso (la memoria storica ancora difetta) perdono tempo concentrandosi su un'inutile autoreferenziazione che scollerà la dirigenza dei partiti rossi ancora più dal loro elettorato, abbandonato di fatto al suo destino di miseria, criminalità e bancarotta.

La sinistra, insomma, sembra sempre di più un malato di tumore che invece di farsi operare d'urgenza, per non aver l'umiltà di indossare il pigiama nel reparto dell'ospedale preferisce far passerella per le strade pavoneggiandosi nel suo frac.

Ecco quindi che a fronte della nascita del PD dopo tre giorni le liti continuano. I massimalisti non vogliono la TAV mentre i "riformisti" (altro aggettivo ridicolo, alla luce di ciò che abbiamo visto) sì, i cattolici non vogliono i DICO mentre i laici li vogliono, sui lavori pubblici continua ed esserci rissa e così su tutte le questioni inerenti alle riforme (pensioni, lavoro, spesa pubblica, tesoretto e via dicendo).

Ma il paradosso è che i sinistri riescono a litigare tra di loro proprio su ciò che dovrebbe sviare l'attenzione degli italiani da cose più importanti; litigano proprio sul PD, che tra l'altro non è ancora nato!

Non c'é accordo sulla sua composizione, non c'é accordo sui ruoli, non c'é accordo sulle poltrone (specialmente su quelle) e dulcis in fundo non c'é ovviamente accordo nemmeno sulle nomine dei dirigenti, a parte la presidenza che viene regalata a Prodi in modo da farlo smettere di abbaiare una volta per tutte.

Siamo così arrivati al crollo della memoria storica dopo tre giorni.

I sinistri si sono dimenticati delle promesse coniugate al passato remoto, poi di quelle coniugate con l'imperfetto, ora di quelle coniugate al passato prossimo. Speriamo che arrivino a dimenticarsi le promesse che non hanno ancora fatto: se non altro, siccome "ogni promessa è debito...degli italiani" si potrà porre fine a questa emorragia di tasse.

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