Libere Risonanze: Il Presidente taglianastri

03 giugno, 2007

Il Presidente taglianastri

In questi giorni ho sentito ripetere più volte una frase inesatta, ovvero "la democrazia è in pericolo". Ebbene questa frase non solo è inesatta ma anche del tutto fuorviante: la democrazia in Italia non può essere in pericolo perché è già abbondantemente morta e sepolta.

Bene fa Berlusconi a ricordare che le istituzioni sono tutte occupate dalle sinistre perché qualunque porcheria il governo faccia viene insabbiata con la complicità degli alti vertici sinistri che infestano il paese come piattole.

Non a caso quando si vuole dare una connotazione negativa si dice "ha un aspetto sinistro" o "è avvenuto un sinistro sull'autostrada" per indicare una sciagura, che in questo caso, essendo capitata al paese, più sinistrato di così non potrebbe essere.

Buona parte della magistratura è sotto il controllo delle sinistre, pertanto addio inchieste, si indaga solo su reati inesistenti tutti volti a criminalizzare l'avversario politico.
Il parlamento, ormai una caricatura di quello che dovrebbe essere un esecutivo, è in ostaggio della sinistra la quale galleggia mercanteggiando ed accattonando voti.
Il Presidente della Camera e quello del Senato sono sinistri, dovrebbero essere neutrali ma fanno discorsi da leaders di partito.
La RAI è ormai una succursale della Pravda.
Le elezioni amministrative vengono sistematicamente ignorate e si snobba la conta dei voti per quelle del 2006 per paura di scoprire se l'attuale parlamento sia abusivo o meno.

In questa incredibile presa dei gangli vitali del paese da parte del Soviet Supremo l'unica figura che potrebbe portare un pò di equilibrio è il Presidente della Repubblica. A lui sarebbe demandata la salvaguardia dello Stato.

Ho sperato che il Presidente Napolitano fosse uomo imparziale: niente da fare, prevale il DNA sinistro anche in questo caso.

Quando Prodi si dimise, Napolitano fece di tutto per fingere di credergli pur di preservare l'attuale governo in carica: si fece un pò di teatrino e dopo la farsa dei dodici punti gli diede nuovamente l'incarico invece di spedirlo dritto a casa.

Ora la questione del generale Speciale, un uomo d'onore della GDF che tutti stimiamo: appena deposto manu politica senza aver commesso alcun reato ma anzi facendo il suo mestiere parte il merchandising dei trasferimenti: io ti trasferisco e ti dò un posto di primo piano se tu abbandoni le indagini su Visco. Dittatura stalinista, come argomentavamo prima in perfetto stile sinistro.

E Napolitano? Sembra venire da Urano. "Non vuole essere invischiato" e così scarica il barile. "Io non sono competente" dice-

Mi chiedo chi più del Presidente della Repubblica possa avere competenze nel garantire la democrazia quando essa è calpestata: forse dovrei far indagare sulla vicenda al mio elettrauto?

Cosa presiede Napolitano, un carrozzone competente solo per il taglio dei nastri durante le feste popolari o per il passamano delle targhe d'argento dei premi letterari? E' questo il compito del Presidente della Repubblica?

Perché allora dovremmo parage profumatamente una figura istituzionale del tutto passiva ed in sostanza inutile?

Caro Presidente (ma poi mica tanto caro) Le ricordo una famosa frase di Truman, uno che a suo tempo ebbe le cosiddette palle quadrate: "Lo scaricabarile finisce QUI", disse.
Esattamente dove Lei non ha nemmeno cominciato.

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