Libere Risonanze: Questione di culo

24 settembre, 2007

Questione di culo

Premetto che uno spettacolo orribile come Miss Italia l'ho visto solo di sfuggita, ho ben altro da fare ed anche se fossi libero non lo guarderei lo stesso, meglio un buon libro od una serata a ballare salsa.

In questo costoso ed inutile carrozzone sfilano diciottenni (cos'abbiano di femminile le diciottenni che sono ancora della bambine non lo so) tutte omologate, tutte uguali, con quel sorriso cretino stampato in faccia e, per carità, non parliamo di quando aprono bocca: fuoriescono il volontariato, l'impegno per malati, i buoni sentimenti, la pace nel mondo ed un sacco di altre idiozie di ugual tenore. Poi diventano Miss e guadagnano un sacco di soldi, vendono servizi scandalistici, viaggiano in Ferrari col calciatore o parlano con il loro uccello davanti ad una bottiglia d'acqua minerale. Uno spettacolo melenso e mellifluo, sdolcinato e palesemente disarmonico nonché evidentemente costruito ad arte.

In questo carrozzone si muovono personaggi che con il tema proposto non hanno nulla che fare: attori, cantanti, sindaci, assessori e presidenti di associazioni, vecchiacci bavosi e bellocci pupazzoidi, tutti presentati per riempire il vacuum assoluto e per dar loro fette di visibilità delle quali a noi telespettatori non interessa assolutamente niente. Alzi la mano chi è rimasto inchiodato al teleschermo nel momento in cui è stato presentato il Sig.Mario Rossi sindaco di Ribola di Sotto Parmense, al quale vengono fatte con ossessiva regolarità inutili e preconfezionate domande sul suo comune di centodieci abitanti: insomma, una rottura cosmica.

C'é però una cosa peggiore della noia: l'ipocrisia.

Certo l'Italia è il paese delle contraddizioni: non si vogliono le centrali atomiche e ci si lamenta dell'energia cara. Ci si oppone alla costruzione degli inceneritori e ci si inalbera per le montagne di rifiuti assiepate per la strada. Idem per i rigassificatori. Tutti vogliono la benzina per la loro vettura ma quando si decide di mandare i nostri militari in Iraq, apriti cielo!

Come poteva, un programma come Miss Italia uscire da questo schema tutto italico di nauseabondo moralismo? Ebbene, questa edizione è stata criticata per le inquadrature al fondoschiena (che però preferisco chiamare volgarmente culo, se non altro per non confondermi anch'io con i moralisti che cordialmente detesto).

Ora, mi pare che Miss Italia dia luogo alla classica atmosfera artificiale e leggera del gossip, del vezzo e del protagonismo facile facile: basta essere un pò carina, recitare la favoletta che strappa la lacrimuccia alla nonna, pescare una delle frasi dal cilindro dell'ovvietà e non inciampare quando si scendono le scale. Il resto lo fa la Rai (ed aggiungo, noi che - sigh - ci mettiamo i soldi).

In questo contesto l'apoteosi dell'ipocrisia è servita: a rigor di logica cosa ci si aspetta da un concorso di bellezza? Che inquadrino il viso ed il corpo di una donna. E da cosa è composta una donna? (del suo cervello in queste trasmissioni non interessa a nessuno, n.d.r.) Dai capelli? Ok. Dagli occhi? Ok. Dalle gambe? Ok. Dai fianchi? Ok. Dal seno? Oddio, cominciamo a scricchiolare. Vabbé, una fugace inquadratura la si può tollerare. Dal culo, tra l'altro coperto da un normalissimo bikini come su una qualunque spiaggia italica? Per carità, scatta la censura e fioccano le polemiche.

Ma allora perché non si sostituisce Miss Italia con un altro concorso, Miss Burqa 2007? In questo modo i telespettatori e gli ospiti potrebbero sbavare per gli occhi della concorrente n°23 o per le caviglie della n°46. Oppure lo si trasmetta a notte fonda, come quelle trasmissioni di telefoniste audaci che ammiccano leggiadre per spillare i soldi ai rincoglioniti chiamano dei nastri registrati.

No, eh? E perché no? Perché abbiamo sempre la stessa mentalità da mentecatti, ciò che piace è proibito, come la marmellata per i bimbi od il sesso per i preti. Si fa finta di gridare allo scandalo, ma che schifo quelle inquadrature osé! Poi sulle circonvallazioni delle città a mezzanotte sembra di essere a Rimini durante ferragosto: ondate di vetture che caricano prostitute, trans e perfino minorenni.

Ma allora mi sembra più sano ammirare un bel culo al vento, istituzionalizzato, tra l'altro: in fondo l'alternativa a questa prospettiva è quella di addormentarsi casti ed integerrimi durante un discorso di Livia Turco. Beh, ripensandoci Miss Italia diviene al suo confronto un capolavoro d'essai.

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