Libere Risonanze: Quando futurismo equivale ad idiozia

21 ottobre, 2007

Quando futurismo equivale ad idiozia

Uno dei movimenti artistici più ricordati dagli ex-studenti liceali è, senza ombra di dubbio, il futurismo.

Sarà per via di quel modo strampalato di irrompere sulla scena di un '900 che pigiava sull'acceleratore dell'industrializzazione e che avrebbe conosciuto due guerre mondiali sanguinosissime, sarà per la sua contiguità con temi tanto cari ai partiti nazionalisti che iniziavano a consolidarsi, sta di fatto che l'aspetto eccentrico ed anticonformista di questo movimento è rimasto nella memoria dei sui sostenitori e dei suoi detrattori anche dopo la fine delle scuole medie superiori.

Ricordiamo più o meno tutti il nome di uno dei più illustri esponenti di questo movimento, Filippo Tommaso Marinetti. In particolare ricordo una sua poesia della raccolta Zang Tumb Tumb, uno spasso per me studente, una specie di fumetto: "Bombardamento", si chiamava, ovviamente una poesia sui generis costruita con lo stile poetico delle "parole in libertà".

Molti furono i documenti futuristi costellati da incitamenti alla rivolta contro le opere e gli stili artistici del passato, ma si trattò di provocazioni, di modi di dire, di esempi di rottura portati all'esasperazione: nonostante si incitasse a mettere al rogo le vetustà dell'800 nessuno si sognò mai, infatti, di bruciare le opere letterarie ed i monumenti in nome di un movimento d'avanguardia come il futurismo, prova ne sia che con l'avvento del fascismo vennero addirittura recuperate ed esaltate simbologie nonché architetture di tipo classico-imperiale.

Ebbene, dopo quasi un secolo un idiota munito di secchiello di vernice rossa pensa bene di fare il "neo-futurista" e colora (addirittura il colore dei comunisti) l'acqua della Fontana di Trevi, mettendo a rischio l'integrità del monumento stesso. Un gesto di un cretino, un atto che nulla ha a che fare con il futurismo ma che molto ha a che fare con l'ottusità imbecille di coloro che, esattamente come a sinistra si definiscono "disubbidienti", a destra si fanno chiamare "estremisti di destra". Ricordo a costoro che, con tutti i difetti che può aver avuto il fascismo, esso aveva invece un grandissimo rispetto per le opere d'arte che fecero grande il nostro paese e che se oggi possiamo ammirare tante opere così ben conservate fu, appunto, per merito di Mussolini.

La prossima volta consiglio agli imbrattatori di virare verso la pop-art bevedosi il secchiello di vernice e chiudendosi in una bara così da aspettare l'avvelenamento secondo ispirazione artistica. E l'opera d'arte che ne conseguirebbe potremmo chiamarla "Cadavere variopinto".
Di rosso, per giunta, onta tremenda per un estremista di destra...

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2 Comments:

Blogger ordinegenerale ha detto...

Non sono d'accordo. E' stato un gesto artistico importante. Se l'avesse fatto Cattelan o Christo, anche Veltroni si starebbe togliendo il cappello anzichè parlare di chi vuol male alla città.

Inoltre è stato un gesto che - apprendo dalle interviste a Libero di ieri e al Giornale di oggi (questa non all'autore del gesto ma all'unico indagato fino ad ora) - è costato pochissimo e non ha danneggiato nulla.

Saluti

lunedì, 22 ottobre, 2007  
Blogger Jetset - Libere Risonanze ha detto...

Caspita, che artista, buttare vernice in una fontana è una grande idea, degna del miglior Michelangelo.

E noi, poveri stolti, che andiamo a vedere quel fesso del Canova o peggio, quell'incapace di Leonardo.

Certo che l'arte ha fatto un bel pò di passi indietro. Sai, anch'io ogni giorno vado di corpo: anch'io sono un'artista, potrei esporre "merda d'artista" ma magari sarei tacciato di plagio. Allora mi è venuta un'idea: domani vado a rapinare una banca e m'invento la "rapina d'artista", così unisco il culturale all'utile. E se mi becco una pallottola tanto meglio, il carabiniere che me la ficca in corpo diventerà anche lui un artista, "sparatoria d'artista" potremmo chiamare la sua opera. Solo che in Italia io sarei un artista libero dopo due giorni, lui invece dovrebbe inventarsi la "gattabuia d'artista".

Ma per favore, dai, cerchiamo di essere seri...

lunedì, 22 ottobre, 2007  

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