Libere Risonanze: Il Diavolo a Tor di Quinto

03 novembre, 2007

Il Diavolo a Tor di Quinto

Ancora un'aggressione, un tentato (o riuscito) stupro, sevizie ed infine l'omicidio. Poi la fredda lucidità di far sparire il cadavere con quel rito immondo che si chiama occultamento. Un occultamento non in mezzo ad un prato od in una buca, come anche una minima dose di pietà vorrebbe, no, in un fosso pieno di immondizia, quasi che una donna innocente fosse stato uno straccio sporco, un pezzo di carne andato a male, un animale macellato e puzzolente di putrefazione. Gli inquirenti che hanno trovato il corpo di Giovanna Reggiani hanno dichiarato che il esso era stato sfigurato e devastato da una ferocia bestiale.

Immaginate ora una donna, come vostra madre, vostra figlia, la vostra moglie o fidanzata. O chi insomma sta a voi più caro. La donna a cui voi volete più bene nella vita ed a cui avere donato o dedicato tutta la vostra esistenza, l'amore, la passione. La donna che in qualità di madre vi ha donato la vita, in qualità di moglie vi ha donato i figli ed in qualità di figlia vi ha donato puro amore. Per lei sacrifichereste la vostra, di vita. Immaginate che con questa donna abbiate pianificato progetti, superato avversità e condiviso gioie o che l'abbiate vista crescere, educandola al meglio delle vostre forze: avete faticato tutta la vostra esistenza per costruire un futuro con lei o per lei ed avete sognato di regalarle tutto il bene che nemmeno a voi stessi dedicate.

Poi un giorno ricevete una telefonata: la donna che un'ora prima vi abbracciava teneramente chiamandovi tesoro, amore, papà o figlio mio è stata stuprata, picchiata a sangue mentre l'uomo le gridava "troia", in che lingua non importa: immaginate le sue urla, il suo cercarvi annaspando nell'aria mentre le mani dell'aggressore stringono il suo corpo e la foia più bestiale le strappa le carni, immaginate il suo dolore mentre l'ultimo pensiero probabilmente dedicato nemmeno a sé ma ai suoi cari è violentato e massacrato fino a che la vita non le viene strappata ed il suo corpo mutilato, sfigurato, viene gettato in mezzo all'immondizia.

Poi immaginate l'aggressore che si pulisce alla meglio e cerca di farla franca mentre a voi l'unica cosa che rimane è qualche filmato dei momenti belli passati con lei sul dvd della videocamera.

Ebbene, voi in quelle condizioni che fareste? Io non ho dubbi: anche se non conoscessi la vittima e potessi catturare l'assassino consegnandolo alle forze dell'ordine non lo farei: gli salterei al collo come una molla e gli farei patire la morte dolorosamente, lentamente, con sadismo e metodica bestialità. E la mia anima, credetemi, non potrebbe uscirne più pulita perché non si tratta di azione ma di reazione.

Forse non sarebbe nemmeno necessario affidare al boia l'incarico di attivare la sedia elettrica, io metterei voi al quadro elettrico, voi che avete ancora negli occhi la vostra bimba, moglie o madre massacrata e vi direi: ora fate ciò che volete, sappiate però che questo animale tra pochi anni godrà della scarcerazione perché qualche giudice saccente applicherà una legge bastarda sulla buona condotta, sul trattamento disumano nelle carceri o peggio, qualche politicante bello pasciuto vorrà conquistarsi un pugno di voti con l'alibi del sovraffollamento di queste ultime. E mentre porterete un fiore sulla tomba di chi amate invecchiando di colpo di trent'anni, chi ha bestializzato la vostra donna potrà rallegrarsi della vostra impotenza vantandosene con gli amici, fumando cicche, guidando ubriaco e ridendo per quella notte in cui si è divertito, non essendo voi lì, a scuoiare la vostra donna come se avesse per le mani una bambola di pezza invece della vostra bambina, della vostra compagna ed in definitiva anche della vostra anima.

Il diavolo esiste, cari lettori e non sta all'inferno. Mandiamocelo subito, senza ipocrisie e nel modo più brutale che si possa concepire.

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