Libere Risonanze: Pacchetto Insicurezza

04 novembre, 2007

Pacchetto Insicurezza

Sapete cos'é che di questo paese mi sorprende sempre in negativo? I rimedi, più dei mali.

L'Italia è l'unica nazione nella quale a mali estremi (nei confronti di cui occorrerebbero estremi rimedi) vengono decise misure riparatrici da brodino caldo.

La legge sui decreti di espulsione frettolosamente preparata dal governo, nella fattispecie, è chiaramente insufficiente per motivi politici: sapendo che la sinistra riformista avrebbe votato insieme al centrodestra almeno una cosa giusta in un anno e mezzo di legislatura, la parte massimalista della sinistra si è immediatamente messa di traverso difendendo come al solito gli interessi dei delinquenti, degli assassini e della feccia (di cui si compone anche una parte del suo elettorato) prendendo come al solito per il collo l'intero governo e costringendolo ad edulcorare
il provvedimento - pensate un pò definito tutt'ora "troppo duro".

Siamo alle solite, insomma: la sicurezza dei cittadini non interessa né alla sinistra riformista - che se fosse stata seria avrebbe sfidato quella radicale votando con la CDL provvedimenti molto più incisivi - né, ovviamente e tantomeno alla sinistra radicale un esponente della quale, pensate un pò, è andato a trovare in galera la bestia che ha assassinato Giovanna Reggiani per assicurarsi che egli stesse bene e per portargli un pò di conforto.

Purtroppo, quando avvengono vicende come queste ed il governo prende per i fondelli i cittadini non ci si può permettere si stare in silenzio per commemorare, occorre al contrario attivarsi subito con rapidità ed efficienza puntando il dito sui veri responsabili di un'immigrazione selvaggia, squallida, disordinata ed ingestibile.

Inutile girarci attorno: il governo Berlusconi qualcosa per contenere il fenomeno aveva cercato di fare. La legge Bossi-Fini era stata concepita perlomeno per limitare l'afflusso epico di clandestini ed immigrati. Si erano costituiti tetti di accoglienza oltre i quali nessuno sarebbe dovuto rimanere nel nostro paese e si erano istituiti i CPT, ovvero i "centri di permanenza temporanea" per quei clandestini che, non potendo essere lasciati annegare in balia delle onde, sarebbero stati confinati entro strutture isolate in attesa di essere rimpatriati. Questa gestione controllata ed isolata dell'immigrazione illegale permetteva di raggiungere, anche se parzialmente, il duplice scopo di salvare la vita ad eventuali naufraghi e di evitare che la successiva dispersione di questi ultimi sul territorio nazionale costituisse motivo di pericolo per i cittadini.

Ebbene, non tutti i traguardi di questi provvedimenti per dire la verità furono raggiunti: il fenomeno dell'ingresso illegale nel nostro paese venne limitato, non fermato, ma ricordiamoci che all'epoca del governo Berlusconi infuriava la guerra dell'Iraq e spesso parte di questi clandestini chiedevano asilo politico che il nostro paese era moralmente obbligato a concedere. Ad ogni modo, all'epoca del precedente governo il problema criminalità era ancora sotto la soglia di tolleranza ed era sentito con minore urgenza.

L'apoteosi dell'importazione della delinquenza nel nostro paese conobbe invece il suo apice con l'avvento dei comunisti e del governo Prodi che chiusero molti CPT lasciando liberi i clandestini, aprirono le frontiere indiscriminatamente, tollerarono stupri, violenze, aggressioni, danneggiamenti e furti. Poi, dopo aver levato risorse alle forze dell'ordine ed appoggiato giudici lassisti che definivano "guerriglieri" i terroristi, promulgarono la legge sull'indulto la quale diede una mazzata tremenda alla credibilità sulla certezza della pena nel nostro paese. Il tam-tam delle notizie si sparse presto in tutto il mondo: l'Italia era diventata una terra di nessuno, una zona franca nella quale uno straniero avrebbe potuto delinquere con facilità e senza troppe preoccupazioni (ce lo disse anche il premier turco Erdogan, una volta).
E così l'invasione iniziò.

Ora siamo arrivati ad un bivio, dobbiamo prendere una decisione immediata e forte per tutelare sia i nostri concittadini dalle violenze degli immigrati sia gli stranieri che vivono integrati onestamente nel nostro paese dalle ritorsioni della popolazione esasperata.

Ma questa musica i politicanti di sinistra non vogliono sentirla: la sinistra massimalista come già accennato, si schiera con le bestie: inutile pretendere un minimo di intelletto dai seguaci di Stalin. Quella riformista invece, per la solita squallida paura di confliggere con la sinistra radicale preferirebbe vedere donne squartate come animali od anziani picchiati a morte piuttosto che rischiare di perdere la poltrona del potere a cui da un anno e mezzo rimane inchiodata a qualunque costo e spudoratamente.

I provvedimenti del governo, di conseguenza, appaiono del tutto inconsistenti per i seguenti motivi:

  • in primo luogo il provvedimento di espulsione dal nostro paese avrebbe una validità di tre anni decaduta la quale il criminale potrebbe senza alcun impedimento rientrare e rimettersi a delinquere. Inutile dire che occorrerebbe far sì che l'espulsione fosse a vita.
  • in secondo luogo, invece di sbattere fuori subito la persona indesiderata si intende lasciare ben un mese di tempo prima che scatti l'esecutività del provvedimento. Non si sono domandati quei deficienti al governo, se chi, ricevuto l'avviso di rimpatrio e non avendo nulla da perdere in quel mese, non sarebbe indotto a razziare a più non posso in modo da poter rientrare con un bel gruzzolo? E non si sono forse domandati se un immigrato che ricevesse un tale avviso fosse disposto spontaneamente ad abbandonare l'Italia o se magari non fosse più probabile che si desse alla clandestinità, peggiorando così la situazione?
  • in terzo luogo (ed è la più importante delle considerazioni) non c'é traccia di un provvedimento che impedisca a chi non ha un lavoro sufficientemente retribuito ed un domicilio statico di rimanere in Italia. Questo, si badi, è nodo più importante della prevenzione, il non lasciar entrare coloro che non possono mantenersi perché cadrebbero nelle mani della ciminalità organizzata o più facilmente darebbero essi stessi vita ad attività ciminali "in proprio".
Ah, un'ultima cosa: è notizia di poco fa che il Presidente rumeno Traian Basescu ha definito "inaccettabili" le umiliazioni e gli abusi di cui, secondo lui, sono vittime i suoi connazionali nel nostro paese. Ebbene, direi che sarebbe saggio esportare il vaffanculo day anche al di fuori dei nostri confini, perché una simile faccia tosta si fatica a trovarla anche in Italia.

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4 Comments:

Blogger gabbianourlante ha detto...

la canea che ha sollevato il solito giornalismo STRAFALCIONICO di casa nostra è tutto dire. come il fatto di aver scoperto che ci sono "favelas" a casa nostra. e dove eravate fino a ieri? tutti sotto casa di corona???
unica cosa che posso segnalarti in più a quelle che già scrivi (e che condivido) è che non si può GESTIRE un fenomeno come questo senza partire dall'IDENTIFICAZIONE... senza quella qualsiasi strategia di contrasto è inutile.
un saluto.

lunedì, 05 novembre, 2007  
Blogger Jetset - Libere Risonanze ha detto...

Perfettamente d'accordo con te sull'identificazione.

Occorre istituire una banca dati del DNA non solo dei delinquenti ma di tutti i cittadini ed immigrati, oltre che alla registrazione delle impronte digitali.

martedì, 06 novembre, 2007  
Blogger gabbianourlante ha detto...

e infatti Sarko in francia è già al test dna per il "ricongiungimento" dei familiari.... cosa che da noi sembra FANTASCIENZA....
ciao

martedì, 06 novembre, 2007  
Blogger Jetset - Libere Risonanze ha detto...

Non sono ASSOLUTAMENTE d'accordo con la norma del ricongiungimento familiare, chi viene qui deve venire da solo altrimenti porta con sé una banda di gente che non finisce più!

martedì, 06 novembre, 2007  

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