Libere Risonanze: Aiutare Napoli, capitolo 2

10 gennaio, 2008

Aiutare Napoli, capitolo 2

Anche ieri sera ho guardato Porta a Porta e mi sono veramente arrabbiato. Seguo la vicenda dei rifiuti con particolare attenzione perché, da emiliano, sono sicuro che l'amministrazione di sinistra della mia regione farà sicuramente carte false per aiutare un'altra amministrazione di sinistra.

Ieri sera ho sentito Errani intervenire dicendo delle banalità che tutto lo studio ha liquidato con disinteresse. Errani, presidente di sinistra della regione Emilia-Romagna, ha affermato che tutte le regioni d'Italia dovrebbero contribuire a soccorrere Napoli mettendo a disposizione le loro strutture perché l'emergenza è, di fatto, nazionale e non confinata entro limiti regionali. Anch'io penso esattamente la stessa cosa, ma vi sono profonde differenze tra il pensiero di Errani ed il mio.

Innanzitutto l'emergenza va affrontata per senso di solidarietà con i napoletani e non per manovre politiche. L'improvvisato intervento di Errani (l'unico non richiesto) in trasmissione ha mostrato che in realtà egli ha ragionato in termini di visibilità politica e non in termini di solidarietà sociale. Se così non fosse stato, infatti, Errani avrebbe evitato di intervenire con discorsi già fatti e ripetuti, limitandosi a dare la sua disponibilità durante il consiglio delle regioni con un elegante basso profilo. Il suo intervento per dire cose ovvie e già trattate, invece, lo espone ad una visibilità personale indecente (ma i sindaci emiliani e romagnoli sono stati interpellati?) ed lo marchia del più bieco populismo, una sorta di guardate-quanto-siamo-generosi-noi assolutamente fuori luogo. In questo Errani mi ha fatto vergognare di essere emiliano, ha cercato di dimostrare che qui si è infinitamente buoni, compassionevoli e soprattutto coglioni.

Perché coglioni, direte voi? Veniamo al secondo punto: Errani si è ben guardato di porre dei paletti ma ha fatto un discorso che lasciava intendere una soluzione sine die, non provvisoria ma praticamente definitiva. Il Presidente dell'Emilia Romagna non ha menzionato alcuna condizione per l'assunzione di quest'onere, ha semplicemente detto che "è dovere di tutte le regioni collaborare"guardandosi bene dall'aggiungere "fino all'entrata in funzione dell'inceneritore di Acerra che dovrà essere costruito e funzionante in tempi rapidissimi". Mi preoccupa molto questa disponibilità incondizionata dell'Errani, non vorrei (e ci sono già molti segnali in questo senso di cui parlerò in seguito) che l'amministrazione campana scaricasse su di noi i propri problemi.

Personalmente sospetto una tattica sottile: non appena Napoli venisse liberata dall'immondizia, in Campania non si costruirebbero gli inceneritori né i CDR, non si preparerebbero altre discariche e tantomeno si attuerebbe una raccolta differenziata seria, così la sinistra potrebbe accaparrarsi i voti dei campani finalmente liberi di sporcare senza ritegno mentre qui in Emilia Romagna arriverebbero tutti i rifiuti da loro prodotti: in questo caso la sinistra con un puro calcolo politico salverebbe capre e cavoli, visto che qui da noi il voto è così radicato che comunque, pur perdendo qualche punto percentuale, vincerebbe lo stesso come da tradizione.

Qui, in Emilia Romagna, gli inceneritori ci sono e funzionano bene, pochi si lamentano (solo gli ignoranti guidati - ma guarda un pò, dagli ambientalisti) e nessuno fa blocchi. Non appena le centrali vengono costruite, poi, si capisce che i disastri paventati dagli ecologisti erano tutte bufale e si coltiva il mais o si fanno pascolare le mucche a duecento metri dalla centrale, cosa che invece a Napoli accade sopra discariche abusive piene di liquami tossici. Perfino Vespa ieri sera ha portato l'esempio della centrale di Porto Marghera, sul camino della quale egli ha allungato una mano e dopo averla odorata è rimasto stupefatto del fatto che fosse perfettamente pulita. Non si capisce quindi perché anche la Campania non si debba dotare di strutture simili se non per i giochini politici di Errani e del governo.

Quanto poi ai segnali che ci giungono dai napoletani, incomincio a preoccuparmi ed ad indignarmi. Anche ieri sera vi era il collegamento in esterna con gli abitanti interessati dal problema delle discariche: essi protestavano perché, effettivamente, la discarica situata vicino al loro paese aveva in passato provocato tumori e malattie. Ebbene, quando si è passati a parlare della necessità di costruire i termovalorizzatori come quelli presenti in tutto il Nord, la gente rumoreggiava, si ribellava e faceva ampi segni di NO con le braccia. Ho sentito inoltre che in alcuni cortei ci si opponeva con un NO assoluto anche ai termovalorizzatori (vedere post sul termovalorizzatore di Brescia, cliccare QUI).

Ebbene, voglio dire questo ai campani: se credete di farci scemi siete completamente fuori strada. L'Italia è disponibile a darvi una mano ma in cambio di scelte precise, responsabili e rapide. In caso contrario, cari napoletani, campani e soci, terrete l'immondizia nelle vostre strade perché anche noi siamo capaci di scendere in piazza e fermare i camion. In Sardegna già lo stanno facendo. Non crediate di fare i furbi come al solito e di sfruttare la bontà a vostro vantaggio perché vi trovereste contro l'Italia unita, me per primo ed in prima linea. Noi siamo capaci di arrabbiarci molto, ma molto più di voi e siamo pronti a tutto se ci sentiamo presi per i fondelli.

Sappiatelo ora perché poi non vi lamentiate di un razzismo inesistente.

Etichette: ,

1 Comments:

Blogger Piedone ha detto...

La gente di Pianura ha tutte le ragioni per opporsi alla discarica e si sta comportando dignitosamente. Purtroppo ultras e centri sociali (è arrivato pure Oreste Scalzone!) si sono infiltrati per cercare di strumentalizzare la protesta. Infatti pare che siano arrivati delinquenti, appartenenti all'ultrasinistra, anche da altre regioni
Questa è la petizione per chiedere il commissariamento della regione Campania:
http://firmiamo.it/antibassolino

venerdì, 11 gennaio, 2008  

Posta un commento

Links to this post:

Crea un link

<< Home