Libere Risonanze: Loctite Prodi

22 gennaio, 2008

Loctite Prodi

Se l'avesse Loctite sbaraglierebbe la concorrenza. A cosa mi riferisco? Ovviamente alla formula chimica del collante che tiene i sederi di Prodi e della sua banda inchiodati agli scranni del parlamento. Sarebbe un prodotto fantastico, innovativo, avveniristico, non si userebbero più chiodi e perfino le saldature diventerebbero demodeé. Si potrebbe ricostruire il World Trade Center solo grazie all'uso di questo collante o che ne so, stabilizzare le zolle tettoniche terrestri attaccandole l'una all'altra così da evitare i terremoti. Niente esiste in natura di più solido.

Non è bastato mungere i cittadini come vacche, non è bastato scarcerare i delinquenti ed invitarne nel nostro paese di nuovi, non bastano gli unanimi strali lanciati dai giornali stranieri né la rovina morale ed economica a cui questo governo in due anni ci ha condannato. Nemmeno Dio sarebbe stato capace di tanto, Lui in sei giorni ha creato l'universo e per fortuna che al suo posto non ci sono Prodi e la sua maggioranza perché essi lo demolirebbero in trenta minuti.

Non sono bastati i fischi e le contestazioni che lo accompagnano ovunque, la popolarità mai così in picchiata per un governo democraticamente (?) eletto e nemmeno le figure da pezzenti fatte dai membri dell'esecutivo quando per settimane dichiarano cose che si rimangiano ciclicamente ogni sei ore.

Non sono bastate le figuracce a cui si sono esposti Visco e Padoa Schioppa né il controllo del potere tramite la nomina nei gangli istituzionali di fantocci cari alla sinistra e nemmeno sono bastate le sospensioni delle opere pubbliche iniziate dal precedente governo, la strenua difesa dei delinquenti incalliti, la neutralizzazione di giudici e finanzieri scomodi per il centrosinistra; non è bastata la caduta di credibilità del nostro paese in sede europea, la vergogna dei rifiuti a Napoli, la conseguente guerra civile, il bavaglio al Papa, i sondaggi al 25%, l'incompetenza di ministri come Scanio e le continue liti tra i partiti che polverizzano la credibilità di cialtroneschi figuri.

Ora, grazie a Mastella, la maggioranza è diventata minoranza: prendiamo tutti un pallottoliere e mettiamoci a contare. Non ci sono i voti necessari per prevalere, visto che l'UDEUR ora passerà all'opposizione: in Senato l'ex maggioranza avrà tre voti in meno e l'opposizione tre voti in più per un'emorragia un totale di sei voti. Basterà a farglielo capire? Macché. Eppure è professore. Fortuna non il mio, aggiungo.

Stasera l'ultima trovata, la chicca: Prodi, invece di correre a testa bassa da Napolitano ha deciso di "parlamentarizzare la crisi", una primizia in fatto di assurdità visto che essendo egli il Presidente del Consiglio dovrebbe sapere se possiede o no la maggioranza (che di fatto non possiede). Sarebbe come se un padre di famiglia non sapesse quanti figli ha. Assurdo, tragicomico e disperato. Ecco, in Italia siamo ridotti a questo incredibile livello, magari il capo del governo si aspetta che un difetto al computer di Palazzo Madama conti due volte alcuni suoi senatori. Siamo sicuri che se potessero questi saboterebbero anche il meccanismo di conteggio degli sfiducianti.

Pertanto oggi Prodi chiederà la fiducia, magari con calci e spinte l'avrà a causa di un voticino o due di qualche malato d'influenza assente nelle file dell'opposizione. Ma poi? Una lunga sequenza di sconfitte.

Aggrapparsi alla disperazione con le unghie e con i denti, ecco la parola d'ordine, fino al conseguimento della pensione che maturerà esattamente dopo due anni, sei mesi ed un giorno dall'inizio della legislatura. Perché quello è il vero traguardo che l'ex maggioranza si prefigge e fanculo l'Italia, gli italiani e chi il venti del mese non sa come portare a casa da mangiare.

Una vergogna infinita, insomma. Una vergogna, oserei dire, adesiva.

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