Libere Risonanze: Perfetto sincronismo carnevalesco

05 febbraio, 2008

Perfetto sincronismo carnevalesco

Ironica è la coincidenza tra la fine del carnevale che culmina oggi nel martedì grasso e la fine delle pagliacciate che ci hanno accompagnato per due anni di esecutivo targato centrosinistra; un destino che si ripete, visto che anche in occasione della presa del potere il governo appena defunto era stato eletto in prossimità del primo di aprile, giorno in cui i pesci si sprecano.

Ebbene, si sa che a carnevale ogni scherzo vale ed il centrodestra un bello scherzo all'Unione l'ha giocato poiché ora la sinistra si trova sotto i riflettori dell'elettorato inferocito con la mutande abbassate. Uno scherzo da prete, direi, vista l'avversione della sinistra nei confronti del diritto di espressione del Papa.

In questi mesi abbiamo assistito ad un vero e proprio minamento del terreno in cui il centrodestra si muoveva: la tattica di Veltroni & Compagni era quella di far abboccare il centrodestra con false illusioni e proposte per esso perniciose ma stavolta le sinistre se ne sono tornate a casa con il carniere vuoto perché nessuno nella CDL ha ingoiato l'esca.

Una prima esca avvelenata fu quella di corteggiare Casini, che, nell'immaginario della sinistra sarebbe dovuto essere il ventre molle della coalizione. I precedenti di qualche senatore passato a miglior vita (non intendiamo una morte fisica ma politica) come Follini effettivamente faceva temere il peggio. Invece Casini alla fine ha scelto ed ha scelto bene. Il Polo delle Libertà è compatto più che mai e tutti i distinguo che avevano contraddistinto il periodo all'opposizione sono svaniti.

Non riuscendo a prodursi in una fuitina con Casini, allora Veltroni ci ha provato con Berlusconi. Figuriamoci. Ha parlato di regole elettorali, ha finto di cercare l'intesa ma poi, in sostanza, si è esibito in ciò in cui le sinistre sono insuperabili, ovvero il rimangiarsi la parola cambiando unilateralmente la bozza Bianco. I dietrofront della sinistra sono ormai come pane quotidiano, un esempio tra tutti la legge per la sicurezza che fu annacquata fino a diventare efficace come l'acqua fresca. La verità è che Veltroni è troppo legato alla sinistra per poterne fare a meno ed ogni sua decisione deve passare al vaglio dei veri padroni della politica rossa, ovvero la sinistra massimalista. Il pesce, però, anche in questo caso ha annusato l'esca ed è scappato.

Non sapendo più cosa inventare per dilazionare il giudizio popolare, la sinistra ed i suoi adepti si sono inventati pertanto la storia della legge elettorale. Altra sirena che cantava rivolta al centrodestra ed altro fallimento assicurato. Prima Veltroni propose quindici mesi di tempo (15 !!!) per mettere mano alla legge elettorale chiedendo a Berlusconi di far marcire di fatto l'Italia sotto montagne di rifiuti e sotto il peso della crisi economico-sociale maturata in seguito a due anni di scelleratezze. Poi ha ridimensionato le sue velleità proponendo di andare a votare in giugno e cercando convergenze solo sulla legge elettorale ed alla fine, frignando, si sarebbe accontentato di elemosinare due miseri mesi per varare una legge elettorale secondo lui "adatta a garantire la governabilità", in realtà adatta a garantire un salvagente per il centrosinistra. Ebbene, fin dall'inizio si è capito che questa era un'altra trappola perché se il centrodestra avesse accettato, la sinistra avrebbe tirato questa concessione talmente per le lunghe da costringere la CDL ad uscire dal governo tecnico consentendo in tal modo una sorta di "Prodi Bis" con Marini al posto del dimissionato Presidente del Consiglio. Questa situazione avrebbe permesso al centrosinistra di trovarsi di fatto con un nuovo esecutivo legittimato, pur se sempre con la stessa spada di Damocle sulla testa a causa dell'esiguità dei numeri in capo alla maggioranza. Inoltre avrebbe permesso al centrosinistra di riorganizzarsi e magari promulgare qualche legge scellerata ma popolare, in modo da creare un ulteriore buco nelle finanze che sarebbero dovute poi essere gestite dal centrodestra una volta vinte le elezioni: in questo modo il centrosinistra avrebbe fatto la sua bella figura stemperando il severo giudizio popolare mentre avrebbe lasciato alla Casa delle Libertà il conto da pagare. Oltretutto in previsione di un eventuale abbandono della CDL di un esecutivo pseudotecnico, il centrosinistra avrebbe potuto scaricare sul centrodestra le responsabilità di un intralcio a danno dell'abbassamento delle tasse per gli italiani.
Ma anche questa manovra è miseramente fallita.

L'ultima risorsa per un Veltroni ormai disperato è venuta dunque dalla lettura dei classici latini che gli hanno suggerito un'idea derivante dal famoso detto"divide et impera" (dividi e domina). Veltroni ha preparato per Berlusconi un'ulteriore polpetta avvelenata chiedendogli di "presentarsi alle elezioni da solo" ovvero con la sola lista di FI e senza l'appoggio degli alleati. Neanche a dirlo, Berlusconi, che è uomo accorto, ha lasciato cuocere Veltroni nel suo brodo ed ha anzi fatto l'esatto contrario di quanto gli chiedeva il leader del PD, mettendo da parte ogni velleità monopartitica e federando Forza Italia in un'alleanza solidissima con gli altri partiti della coalizione. Così facendo la richiesta di Veltroni si è trasformata in un vero boomerang proprio per quest'ultimo, in quanto egli ha dovuto render conto agli alleati della sinistra antagonista sul significato di questa affermazione scoprendo dolorosamente che, come sempre, essi fanno la parte del padrone in seno ad una qualunque alleanza di sinistra.
Quest'ultima analisi è così illuminante e verificabile che già Veltroni si sta rimangiando le parole spese sulla sua presunta e sedicente "indipendenza" dall'estrema sinistra con un ulteriore dietrofront. E' infatti di oggi l'annuncio che Partito Democratico e Rifondazione Comunista si presenteranno in Senato uniti in una non meglio precisata "alleanza tecnica" nonostate ancora non sia stato stilato alcun programma condiviso da entrambi. Insomma, Veltroni si è lanciato in una circumlocuzione fumosa proprio per evitare di ammettere di essersi rimangiato tutto ciò che da settimane stava fanfarando, ovvero la presunta prossima "alleanza con le sole forze di sinistra che avrebbero condiviso il suo programma"; e questa volta, da scarso pescatore di fatti oggettivi cui egli è, mi sembra che lo strattone per agganciare la preda coincida con la ferrata dell'esca nella sua stessa gola.

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