Libere Risonanze: Fascisti persi nell'ideologia

27 marzo, 2008

Fascisti persi nell'ideologia

Anche oggi mi sono fatto un giro su alcuni blog di sostenitori de "La Destra": ho trovato che le parole più inflazionate erano Dignità, Onore ed Ideali.

Dignità ed Onore sono due sostantivi di cui si abusa un pò troppo dalle parti della Destra, come se gli altri elettori non li possedessero come e quanto loro. Essi sono incattiviti con Berlusconi, dicono che se fossero confluiti nel partito unico sarebbe mancata loro la visibilità, io invece credo che se avessimo fatto un accordo mantendendo il loro simbolo sarebbe aumentata la litigiosità. Loro parlano di simboli, io parlo di polverizzazioni. Loro parlano di accucciarsi nei confronti di un padre-padrone, io dico invece che è giusto dare il timone a chi il centrodestra l'ha costruito.

Vedete quante sicurezze vanno a farsi benedire a seconda del punto di vista?

A proposito, ieri sera a Porta a Porta ho ascoltato la Santanché...credo che la scelta di Miss Duepercento sia stata la peggiore possibile, è roba da farsi cadere le braccia, sa solo litigare come una comare. Antipaticissima e poco preparata politicamente. Meno male che non andrà a ricoprire la carica di Presidente dl Consiglio.

L'opinione che più circola negli ambienti della destra fascista è il fatto di ritenere dannosa la perdita della "loro identità": ovviamente solo di loro importa. Anche FI ed AN avevano un'identità alla quale hanno rinunciato per poter battersi insieme. Io invece ritengo che se tutti i partiti rivendicassero la propria identità, ognuno di essi sarebbe autorizzato a prendere gli altri per il collo. Quando si combatte una battaglia su uno scacchiere, un generale deve essere in grado di poter controllare il proprio esercito, tutto e senza discussioni. Ecco perché si chiede alle divisioni la disciplina (strano che proprio i fascisti non lo comprendano) e di mettere in pratica le scelte del proprio comandante. Se ogni divisione, peggio, ogni plotone rivendicasse "l'identità" e facesse di testa sua, le guerre si perderebbero l'una dopo l'altra. Pertanto sarebbe stato più intelligente che i fascisti avessero istanziato le loro richieste all'interno del PDL, accettando ovviamente anche quelle degli altri.

Però il problema con i fascisti (che si comportano esattamente come i rifondarli dall'altra parte) è che sanno tutto loro, sono tutto loro, non sono flessibili e non si degnano di votare anche le proposte degli altri. Così facendo, in un mondo globalizzato come il nostro nel quale o ti fondi o sei fuori da ogni comparto, essi si autoescludono.

Al di là delle chiacchere da cortile sugli ideali de "La Destra"(a proposito: non sono ideali, sono IDEOLOGIE - ma allora anche i comunisti a modo loro le possiedono, così come chiunque fondi un partito), qui c'é da mandare avanti un paese ed affrontare sfide durissime.
Imperneare la politica sull'ideologìa quando vi sono scelte difficili che necessitano della collaborazione di tutti è, ora come ora, suicidio politico. Per questo occorre qualcuno che faccia piazza pulita di tutti i distinguo e tenga decisamente il timone tra le sue mani.

Come i fascisti amano dire, la democrazia in momenti di emergenza è deleteria, perché se ognuno dice la sua e vuole una "visibilità", "un'identità" o altre sciocchezze simili, si crea solo un gran polverone ed invece di mandare avanti il paese con metodo ed ordine si dà vita ad un'arena "alla Prodi", nella quale tutti stanno contro tutti.

Ebbene, Berlusconi questo l'ha capito ed ha eseguito un gran un colpo di mano attribuendosi la guida del centrodestra; giustamente, direi, visto che senza di lui la CDL sarebbe rimasta allo stadio pre-larvale.

Il problema, come al solito, è che ai fascisti il DUX piace solamente quando è il loro e somministra l'olio di ricino agli oppositori, mentre quando al comando ci stanno gli altri essi iniziano a latrare sulla "democrazia perduta" e sugli "ideali traditi".

E' per questo motivo che La Destra è condannata a rimanere al 2% se va bene: la gente non ne può più di partiti-molecola intransigenti e ricattatori. Finché non capiranno che bisogna anche dare per poter ricevere, i fascisti resteranno rintanati lì, con i loro "ideali", le loro chiacchere ed il loro "onore", ma fuori dal parlamento. Con la differenza che le loro chiacchere rimarranno chiacchere, mentre Berlusconi andrà a governare il paese e quelle richieste in parte giuste che avrebbe potuto recepire grazie alla collaborazione interna degli uomini di destra, rimarranno lettera morta a causa del loro stesso pervicace ed irritante snobismo.

Mi piace ricordare una frase che Gene Hackman pronunciò nei confronti di Denzel Washington in una scena del film "Allarme Rosso": Hackman era il comandante di un sottomarino lanciamissili di classe Ohio, Denzel Washington era il secondo. Siccome Washington iniziava a contestare le sue scelte, Hackman lo chiamò in cabina e gli fece un gran cazziatone. "Noi siamo qui per preservare la democrazia, non per praticarla", disse.

Oggi come oggi è lampante come questa frase calzi a pennello per la sofferta ma giusta scelta di Berlusconi di cancellare gli inutili.

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1 Comments:

Blogger faber ha detto...

Tutti ricorderete l’apologo di Menenio Agrippa. Il tribuno romano utilizzò membra, stomaco e testa per realizzare una metafora sul corpo umano e spiegare la sua idea di Stato. Più umilmente, in questo blog posso predisporne uno alla Vissani, utilizzando il minestrone per spiegare la mia idea in vista delle prossime elezioni. Per realizzare un buon minestrone necessitano alcuni ingredienti ben diversi tra loro, così che nell’unione all’interno del pentolone possano dare vita ad un sapore unico ed irripetibile, sfruttando le qualità di ciascuno. Premesso ciò, se io pisello (con la mia storia fatta di germoglio, piantina, baccello e grani) decidessi di unirmi a carota, fagiolo, zucchina e, perché no, anche a rapa per dar vita ad una buona minestra di verdure, volendo però mantenere la mia identità di pisello, perché dovrei accettare di mischiarmi e confondermi realizzando un amalgama insipido? Perché dovrei rendermi complice di una mescolanza dove non si riuscirebbe a distinguere alcun singolo ingrediente e dove tutti acquisirebbero un sapore ibrido? A ciò aggiungerei il rischio grave ed inevitabile che qualche sapore più forte (e talvolta meno gradevole…) possa prendere il sopravvento.

DAL BLOG http://faber2008.blogspot.com/

sabato, 05 aprile, 2008  

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