Libere Risonanze: Masochismo radicale

05 marzo, 2008

Masochismo radicale

Sembra una barzelletta ma nel mondo politico c'é chi sbatte la testa contro il muro e continuando a rompersela ci corre di nuovo incontro.

Stiamo parlando dei radicali, il partito più eccentrico del panorama politico italiano e promotore di iniziative a volte discutibili ed a volte meritorie.

Ciò che però accade strategicamente in ambito radicale lascia tutti interdetti, anche i più accesi sostenitori di questa formazione politica: vi sono stati partiti che, preso atto che non potevano stare insieme, si sono separati andando ognuno per la propria strada. Nel centrodestra è capitato al PDL, alla Lega ed al Movimento per l'Autonomia del Sud che si sono affrancati dai ricatti di Casini, di Storace e di Mastella. In campo sinistro un repulisti, anche se parzialmente finto, c'é comunque stato: Sinistra Arcobaleno da una parte, PD e Di Pietro dall'altra. Il centro va in ordine sparso perché fa il gioco delle tre carte e la sua inaffidabilità è malvista sia da destra che da sinistra dal momento che è considerato una sorta di appestato da cui tenersi alla larga.

Rimangono i radicali, esempio lampante di continui tentativi di eutanasia politica: dopo essere entrati in una coalizione eterogenea e raccogliticcia ed aver sparato su Prodi e la sua banda per ben due anni rilasciando in continuazione dichiarazioni al fulmicotone, dopo essere stati fregati praticamente su tutto, dopo aver permesso alla compagine di centrosinistra di vincere con i fatidici 25.000 voti alla Camera ed avendone ricevuto in cambio solo schiaffi, soprusi e disinsteresse, ci si aspettava che i radicali facessero su le canne e si separassero definitivamente dalle sinistre sbattendo la porta.

Macché: la logica di svendita del partito è stata perseguita ancora una volta, i radicali sono confluiti addirittura nel PD, ovvero con i loro aguzzini. Chissà, magari trattasi di sindrome di Stoccolma, però la realtà è che la Bonino & soci si sono davvero messi in bocca all'ennesimo mostro famelico. Ebbene, oggi leggiamo dello sciopero della fame di Pannella, il quale ritiene di "essere stato fregato" dai compagni. Ma va - ho pensato - guarda che novità, non erano bastate le umiliazioni dei due anni precedenti; l'insana alleanza tra Radicali e sinistre continua e così ricompare anche l'autolesionismo dei dirigenti di un partito che evidentemente non ha imparato nulla dall'ultima esperienza di governo.

Non che mi dispiaccia, sia chiaro, questo fatto dimostra quanto ancora una volta i sinistri pur di vincere mettano insieme capre e cavoli, cattolici della Margherita e laicisti Radicali. Ed ora come allora il virus inoculato ha cominciato a lavorare ai fianchi il partito di Veltroni: stessa musica, stessi litigi, stesse chiacchere da comari, stessa impossibilità di decidere, di governare, di condurre al traguardo una linea politica condivisa. Si ripete, insomma, la situazione che fece saltare il banco del governo Prodi, ed anche oggi il partito di Pannella si piega a 90° dopo aver cercato di vendere al mercato la sua dignità. Contenti loro...

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2 Comments:

Blogger Angelo D'Amore ha detto...

Storicamente sono stato sempre un elettore di destra in senso lato.
Oggi non mi riconosco piu' in questi partiti ed in questi uomini.
Uomini di destra che diventano moderati, altri che abbracciono progetti nostalgici come testimoni di valori che non possono pretendere ad esclusiva.
Liste bloccate dall'alto e decise nel freddo dei loro studi.
La nostra liberta' soggettiva piu' che mai in questo momento si puo' esprimere con l'astensionismo.

mercoledì, 05 marzo, 2008  
Blogger Jetset - Libere Risonanze ha detto...

Hai la mia comprensione, eppure ritengo che questa sia solo una fase di transazione tra vecchia e nuova politica. Mi sembra che siamo ad un guado, le nuove forze devono cercare un assetto mentre le vecchie resistono con rabbia. Ecco perché talvolta le nostre convinzioni scricchiolano. Guarda le reazioni del nostro amico Carmine Crocco, esagerate ed offensive. Secondo il mio parere ci stiamo normalizzando ed in fondo è giusto sia così...gli anglosassoni, che di democrazia sanno molto più di noi in fondo possiedono due soli partiti.

mercoledì, 05 marzo, 2008  

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