Libere Risonanze: Quando la destra fa la sinistra

20 marzo, 2008

Quando la destra fa la sinistra

In questi giorni ha fatto scalpore la vicenda Alitalia che vede i francesi di Air France strozzinare la nostra compagnia di bandiera.

Oddio, non che non ce lo meritiamo: scioperi selvaggi, rivolte sindacali, voli cancellati e disagi per i passeggeri a go-go hanno fatto perdere alla società oceani di denaro. Non so se una società sia mai stata aiutata tanto da governo e privati, forse solo la Fiat, che però è riuscita a tornare in attivo dopo momenti molto difficili ed una ristrutturazione generale.

Per Alitalia si è invece rifiutata tale strategìa: ricordiamo che durante il governo Berlusconi fu approvato un piano che prevedeva il risanamento della nostra compagnia di bandiera, un piano efficace ed approvato dall'Europa con la partecipazione di governo e privati che iniettarono valanghe di capitali. Ebbene, appena Prodi s'insediò al potere per paura di innescare lotte tra centristi, riformisti e sinistra massimalista che sull'argomento la pensavano difformemente tra loro, il governo non diede attuazione alle intese raggiunte ed abbandonò Alitalia al suo destino: la compagnia vivacchiò per un pò, perse mediamente un milione di euro al giorno finché, andando per sottrazioni, non finì il denaro ed attualmente si trova piena di debiti.

Il tutto per colpa della parte pidiessina un governo inetto, tremebondo nell'approvazione un qualunque piano che prevedesse la ricollocazione degli esuberi ed il taglio dei rami secchi nonché criminale nel disinteresse di ciò che era un bene per i lavoratori di Alitalia, interessato solo ed esclusivamente a non irritare la parte della sinistra estrema che avrebbe fatto crollare anticipatamente l'esecutivo in cui è tutt'ora incluso l'attuale PD, il quale invece di cospargersi il capo di cenere fa lo gnorri e sfotte pure.

Ebbene, ora il governo non contento di aver condannato al patibolo Alitalia leva anche le otturazioni d'oro dai suoi denti: vuole svendere la compagnia ad Air France che la comprerebbe per la classica "sporta di prugne". Il contratto capestro dei francesi è formalizzato: prendere o lasciare, noi abbiamo i soldi e comandiamo noi: si comincia con il cacciare a casa 2.100 persone, si chiede alla SEA di rinunciare alla causa giustamente intentata contro Alitalia per il risarcimento danni dell'indotto mancante, della riduzione dell'HUB e del mancato rilascio degli slot e, dulcis in fundo, si offre una cifra umiliante. Prodi che a suo tempo svendette l'IRI (ricordiamo che cercò anche di svendere la SME ma Craxi glie lo impedì) ha accettato subito; non avevamo dubbi che questa consuetudine sarebbe valsa anche per Alitalia. Chiediamoci però cosa ne pensino coloro che ora potrebbero perdere il posto a causa sua e del PD.

In questo quadro s'impone una considerazione: la sinistra che accusa sempre secondo un logoro e menzognero copione i partiti di centrodestra di badare più al mercato che non ai lavoratori, si è comportata e si comporta attualmente ESATTAMENTE in questo modo, facendo prima fallire una società sacrificandola sull'altare del potere ed poi permettendo ai francesi di umiliarci e cacciare a pedate migliaia di lavoratori, i quali si troveranno presto senza uno stipendio. Il tutto senza colpo ferire, senza opporre una minima resistenza, senza tutelarli minimamente e senza cercare con tutte le forze una soluzione alternativa. La sinistra invece di avere a cuore la sorte dei futuri disoccupati preferisce mandare i suoi rappresentanti a girare con i pullman come i pagliacci del circo per raccontare balle agli italiani nelle piazze delle città. Ma sì, in fondo mica sono metalmeccanici, questi possono pure perdere il posto! Ecco come la sinistra difende i salari: semplicemente eliminandoli.

A questo irresponsabile comportamento si contrappone Berlusconi, il quale, poveretto (ovviamente in senso metaforico) si sta dando da fare per cercare di salvare per quanto possibile capra e cavoli. Cerca di convincere una cordata di imprenditori a rilevare Alitalia ed a risanarla impattando il meno possibile sugli esuberi, ma sono sicuro che se trovasse imprenditori che licenziassero solo la metà dei lavoratori previsti da Air France e comprassero Alitalia ad un prezzo più congruo, la sinistra attaccherebbe la litanìa del licenziamento facile e del conflitto d'interessi del leader del PDL.
Come dire, meglio 2100 licenziamenti e la svendita della società ma sotto la gestione della sinistra che la metà di licenziamenti ed una vendita equilibrata in capo al centrodestra. Ah, le elezioni, che spauracchio!

Siamo arrivati alla conclusione delle considerazioni riassumendo la nuda verità, finalmente rivelata dai fatti anche ai più dormienti: la destra fa anche il lavoro della sinistra. E' il centrodestra (e stavolta anche con l'apporto de "La Destra" di Storace) a fare da sinistra, a difendere i lavoratori ed i loro salari. A tutti gli altri incluso Casini che parteggia per la vendita immediata ad Air France, dei lavoratori non frega niente come non è importato nulla di mandare al macello una delle società che costituivano il vanto dell'Italia nel mondo.

Alle elezioni di Aprile prima di mettere la crocetta sul PD pensateci bene: i prossimi stipendi da sacrificare potrebbero essere i Vostri...

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