Libere Risonanze: La Brunetta che amiamo

13 maggio, 2008

La Brunetta che amiamo

Nel governo Berlusconi vi è un ministro di statura fisica bassa, "un omino" diremmo un pò sarcasticamente, che durante la foto di gruppo spiccava per aver interrotto lo skyline dei ministri eletti.

Se però ci fermassimo al giudizio dell'uomo in base alla statura fisica incorreremmo in un gravissimo errore: la statura di questo personaggio è invece impressionante. Il ministro in questione è Brunetta e secondo il mio parere sarà di gran lunga il migliore del governo Berlusconi, meglio perfino di Tremonti e di Maroni. Un uomo decisissimo, energico, razionale, durissimo con i lavativi e dalle idee chiare, una persona che non ha paura di dire quel che bisogna dire e decidere per ciò di cui l'Italia ha bisogno.

Non lo conoscevo molto, Brunetta, però ciò che ho visto ieri sera a Porta a Porta mi ha davvero fatto capire che sarà lui la vera benzina di tutto l'apparato. Renato Brunetta, Ministro della Funzione Pubblica è chiamato alla classica "mission impossible", ovvero la razionalizzazione della pubblica amministrazione, la sua informatizzazione, il suo snellimento, l'aumento dell'efficienza e soprattutto l'eliminazione degli esuberi di personale partendo dai fannulloni incalliti.
Sarà questa la sfida del governo Berlusconi: per rilanciare l'economia, aiutare gli italiani in difficoltà, strutturare uno stato sociale degno dei migliori paesi occidentali occorrono soldi, molti soldi: soldi che ci sono, ma che attualmente si perdono, spesi in mille rivoli fatti di clientelismi, nepotismi, favoritismi e sprechi esattamente come l'acqua di Palermo si disperde nel terreno dalle tubature rotte.
E' quindi compito di Brunetta far risparmiare allo stato il denaro che poi sarà incanalato nelle altre attività produttive, nella solidarietà, nell'apparato che favorisce le garanzie economiche di chi lavora, dall'operaio all'imprenditore.
E' Brunetta, insomma, il perno di tutto il governo e da lui ci si aspettano miracoli.

Ebbene, Brunetta ha iniziato col cipiglio del vero "dittatore". Ieri sera quando l'ho sentito parlare sono saltato sul divano e mi sono idealmente spellato le mani per gli applausi: addirittura Brunetta ha affermato che se troverà delle resistenze "consulterà direttamente gli italiani", ventilando una qualche forma di referendum. In tanti anni di politica mai, dico mai ho sentito una simile determinazione in un ministro.

Brunetta propone innanzitutto l'idea di informatizzare la Pubblica Amministrazione, che è finalmente attuabile. I fannulloni non potranno più nascondersi sotto montagne di carte (la produzione delle quali tra l'altro costa un occhio della testa) ma potranno essere controllati anche "a distanza" dagli ispettori per via telematica, con un risparmio enorme per i conti dello stato e soprattutto uno stratosferico incremento di efficienza. Brunetta vuole introdurre finalmente la meritocrazia nella P.A., chi lavora particolarmente bene sarà premiato e chi lavora male verrà punito o licenziato. Puniti saranno anche i dirigenti che non raggiungeranno standard accettabili e che non sapranno prodursi in attività manageriali efficienti. Sembra semplice a dirsi, ma con i latrati di una sinistra massimalista ringhiosa e dissennata fino ad oggi questo piano non poteva essere attuato. Ora il vento è cambiato, anzi, direi che può essere classificato come uragano.
Per completare il quadro, Brunetta, da economista navigato, immetterà nel sistema un virus, quello della competitività. Il pubblico sarà chiamato ad organizzarsi ed a gareggiare con il privato in ogni settore, dalla scuola alla sanità, dai trasporti all'appunto, pubblica amministrazione

La competitività è il fattore essenziale di tutta l'impostazione del governo Berlusconi, che su tale principio fonda la sua azione di risanamento dell'azienda Italia.

Un'azienda che necessita proprio di giganti forti e determinati come Brunetta il quale, oggi, mi sembra perfino più alto.

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1 Comments:

Anonymous Anonimo ha detto...

Sono dispiaciuto di non aver avuto la possibilità di vedere Brunetta a Porta a Porta ma non mancheranno occasioni. Per adesso aspetto, sicuro che ci saranno delle vere e proprie rivoluzioni. Per gli italiani sarà la possibilità di riappropriarsi delle proprie doti di: gran lavoratori con partecipazione, fantasia e genialità. queste sono doti che ci invidiano in tutto il mondo ma che la sinistra a sempre castrato perché creava dei soggetti contenti del proprio lavoro e che, anche se dipendenti, si comportavano come piccoli imprenditori. A conferma di ciò vi è il fatto che dove mettiamo il nostro impegno, siamo sempre tra i primi a livello internazionale. Buon lavoro On. Brunetta
Skynner

martedì, 13 maggio, 2008  

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