Libere Risonanze: Rom non sono solo i CD

16 maggio, 2008

Rom non sono solo i CD

Ora sono i rom ad aver paura.

Diciamocela tutta e senza ipocrisie: quando gli "zingari" arrivano in un luogo e decidono di mettervi le tende, in quello stesso posto aumenta esponenzialmente il numero di furti, di minacce, di spaccio e prostituzione, anche minorile. E' inutile fare sempre i soliti distinguo che tutti capiamo: non tutti gli zingari commettono illegalità, è ovvio, però a forza di distinguere ed eccepire questi fanno i loro comodi impuniti, coloro che commettono reati non vanno in galera e chi non ne commette e vive nello stesso campo nomadi come minimo tollera questa situazione o favoreggia i delinquenti. In questo contesto di squallore i cittadini devono vivere come reclusi o stare attenti che i loro figli non vengano venduti come schiavi. D'altra parte, dal momento che è diffusa la tratta di esseri umani tra gli stessi rom (non lo dico io ma numerosi rapporti la polizia) è chiaro che se una donna arriva a non possedere nemmeno la moralità di tenersi suo figlio vendendolo al miglior offerente come un animale da macello, a maggior ragione non si può immaginare che questo ignobile reato non possa essere perpetrato tranquillamente anche nei confronti dei figli altrui. E si badi, per simili reati basterebbero pochi delinquenti in un campo nomadi a terrorizzare tutti gli abitanti limitrofi.

Comunque, anche senza estremizzare mi pare che il furto, lo spaccio ed i soprusi nei confronti di cittadini onesti (italiani ed immigrati) che lavorano ed hanno il diritto ad una vita il più possibile tranquilla, costituiscano già di per sé un elemento che possa giustificare l'esasperazione di coloro che danno fuoco alle baraccopoli. Se si aggiungono poi ai reati come quello di cui sopra la pirateria stradale in stato d'ebbrezza o lo stupro, la miscela si fa esplosiva: quando oltretutto si ha la sensazione che un governo non solo abbandoni i cittadini inermi ma tratti perfino con un occhio di riguardo detti delinquenti, allora la miscela prende fuoco e le tensioni esplodono.

La demente politica che fece capo al governo Prodi ha pertanto indotto gli italiani a ribellarsi e per giunta nei modi meno corretti, anche se indubbiamente più efficaci.

Così, chi vive al confine con un campo nomadi dopo aver subito per anni pressioni, danneggiamenti, minacce, insulti, percosse e soprusi di ogni genere inizia a far provare ai nomadi ciò che i nomadi stessi hanno fatto provare per troppo tempo ai cittadini: la paura. La differenza non trascurabile è però che mentre i nomadi possono insaccare le loro cianfrusaglie ed andare a dar fastidio ad altri, i cittadini che possiedono una casa non semovente non hanno altra scelta che sopportare e tacere, altrimenti vengono anche marchiati di razzismo da parte chi nella scorsa legislatura ha causato questa situazione.

Infatti l'infamia di cui si è nutrita la sinistra è proprio questa: si consente a chi rimane qui illegalmente di infrangere pesantemente e continuativamente le leggi, mentre gli onesti si devono perfino scusare per essere arrabbiati. Al cittadino è richiesto di spendere una montagna di soldi per far mettere a norma la propria casa, ai nomadi si permette di vivere nelle baraccopoli. Al cittadino si chiede di pagare la tassa per l'immondizia, il nomade butta tutto per terra inquinando anche il quartiere. Il cittadino paga le tasse che lo strozzano, gran parte dei nomadi non lavorano o quei pochi che lo fanno lavorano in nero. Potrei fare altri altri mille esempi, ma mi fermo qui.

Ebbene, il governo Berlusconi dovrà mettere mano alla situazione attuale con energìa e colpi di scure, annullando i diritti acquisiti per uso capione dai nomadi in tutti questi anni ma stangando anche coloro che sfruttano questa situazione favorendo il lavoro nero ed alimentando questo circolo vizioso.

Il primo consiglio dei ministri sarà la prima vera risposta dello stato nei confronti di questa intollerabile situazione e siamo sicuri che altre norme durissime seguiranno, soprattutto per merito della Lega che non difende solo "il nord" ma l'Italia tutta, napoletani, palermitani e catanesi compresi.

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