Libere Risonanze: Ancora penultimatum?

10 luglio, 2008

Ancora penultimatum?

E' finita. O non è finita?

Dopo la manifestazione di piazza (meglio dire piazzata) dell'8 Luglio Walter Veltroni, infuriato con il suo alleato Di Pietro, va da Mentana a dichiarare incollerito che il suo partito conduce le battaglie in parlamento e non nella piazza. Per la verità in passato DS, PDS e PCI ci hanno abituati a chiamate alle armi con tanto di folle ululanti per le strade delle città: delle parole di Veltroni c'é davvero poco da fidarsi, come quando da Fazio disse che si sarebbe rititrato dalla politica dopo la scadenza del suo mandato a sindaco di Roma (filmato nella sezione video).

Insomma, Walter va da Mentana e lancia l'ultimatum a Di Pietro. O ritratti e la smetti di rompere, oppure ti sbatto fuori dall'alleanza. TRADUZIONE: me ne vado io, visto che siamo solo in due.

Subito Di Pietro risponde a stretto giro di posta che non ritratta ma anzi, condivide in toto le parole di Grillo, della Guzzanti e di Travaglio.

A questo punto si apre il dilemma: cosa fare? Walter si è esposto mediaticamente e frettolosamente in un aut-aut mediatico che prende le sembianze di un suicidio.

Dallo scenario appena esposto potrebbero scaturire quattro possibili conclusioni:
  1. Veltroni molla Di Pietro e se ne va da solo. EFFETTI: Veltroni, leader di un partito già a pezzi, si presenterebbe da solo alle tornate elettorali e non potrebbe contare nemmeno più su quel 5,5% che gli eviterebbe di entrare nel guinness dello sfascio politico. Certo, senza Di Pietro Veltroni non vincerà mai più, a patto di errori del centrodestra così clamorosi da essere paragonati ai misfatti di Saddam.
  2. Veltroni molla Di Pietro e si lega nuovamente con la sinistra arcobaleno ed i girotondini. Poiché il casus belli, però, è proprio l'imposizione di prendere le distanze dai comunisti ortodossi, sarebbe buffo se Walter impedisse ad Antonio di convolare a nozze con gli estremisti e poi nel letto ci si ficcasse lui. Gli effetti di questa mossa sarebbero disastrosi ancora più di quelli previsti al punto 1. Gli elettori dopo due anni di "alleanza" tra sinistra estrema e riformista sarebbero così inferociti per una simile operazione di restaurazione da disertare le urne in massa o votare per l'altro schieramento. Della serie Dio ci scampi e liberi dall'avvento di un altro Prodi.
  3. Veltroni molla Di Pietro e si mette con Casini ed i socialisti. A questo punto avrebbe un problema ancora maggiore, visto che Casini pur se fuori dall'alleanza del Cavaliere possiede all'80% idee nettamente di centrodestra.
  4. Come fece a suo tempo Mastella, Walter inizia a lanciare i penultimatum. Dopo la risposta di Di Pietro, infatti, Walter già stamattina si sarebbe dovuto sfilare fuori dall'alleanza dichiarandola formalmente e tecnicamente nulla. Invece va da Mentana ad abbaiare la fine del mondo e poi cerca di far passare tempo tenendo un basso profilo. Di repliche a Di Pietro stamattina nemmeno una. L'ultimatum è stato lanciato, Di Pietro l'ha respinto ed ora ci aspettiamo che Veltroni dia seguito alle sue minacce: se non lo farà l'effetto sarà quello di perdere tutta la sua credibilità politica e di rigiocare quella miserevole e stucchevole partita di ricatti e finte riconciliazioni che abbiamo già avuto modo di vedere in seno al governo precedente. Una partita per cui gli italiani non hanno più intenzione di pagare il biglietto.
A questo punto vorrei fare una scommessa con Voi lettori: chi scommette con me che lo scenario futuro sarà quello dell'ipotesi numero 4?

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1 Comments:

Anonymous Anonimo ha detto...

Sì, anche perchè Ds e Pdini sono costretti a pagare pegno a di Pietro per averli salvati da tangentopoli. Anche quello che è successo in Abruzzo altro non è che un avvertimento a Veltroni per far sì che non si sogni di mettersi a parlare di riforma della giustizia.
Saluti,
Lorenza.

mercoledì, 16 luglio, 2008  

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