Libere Risonanze: Manifestinazione

25 ottobre, 2008

Manifestinazione

Di manifestazioni ne ho viste un sacco: rosse, bianche, nere, azzurre. Ma che una manifestazione abbia mai cambiato nulla è altrettanto appurato.
Non cambiò il governo di centrosinistra la famosa manifestazione della Casa delle Liberà nel Dicembre di due anni fa dopo che già il governo era in netta minoranza. Non cambierà l'assetto e le decisioni del governo questa del PD, tantopiù che esso gode di strabiliante salute.
Dicamocelo francamente: la manifestazione politica è una scusa, è un'allegra scampagnata, un festival della grigliata, un barbecue a cielo aperto, una sagra del panino e dell'alimentazione al sacco, un'occasione per rivedere amici e parenti che convergono tutti nello stesso punto.
La dimostrazione di questa affermazione è che le manifestazioni riescono sempre quando c'é bel tempo, come per la Stramilano. Se c'é freddo e piove col cavolo che la gente va in piazza, il sinistro (così come il destro) preferisce vedersi un buon film al cinema od un bel DVD insieme alla morosa, ma chi glie lo fa fare. La pioggia ed il fretto hanno l'effetto di smorzare la protesta politica, di ingentilire gli animi, di diluire le granitiche convinzioni.
Incazzati sì, ma metereopatici.
Questa del PD è la più sgangherata manifestazione che ho mai visto. A parte l'inutilità sopra descritta, non lo è tanto per i numeri (il 30% dell'opposizione è pur sempre in grado di riempire le piazze) ma per il contrasto stridente tra l'apparenza che si vuole dare al paese Italia e la realtà in cui versa la sinistra.
Ad una sinistra divisa ed in stato comatoso che non riesce a raccogliere tutta insieme più del 30-35% dei consensi e frammentata da odi e da litigi, una sola cosa resta: la piazza. Un giorno Prodi disse: "la politica non si fa in piazza ma in parlamento". Forse fu l'unica cosa parzialmente esatta che riuscì ad elaborare in due anni di operetta: scrivo "parzialmente" perché in realtà la politica parlamentare deriva a sua volta da una scelta politica ben più determinante che è data dalla chiamata alle urne. La vera politica di una nazione, quindi, la fa la maggioranza del suo popolo indirizzandone gli aspetti verso chi meglio si prende carico delle sue aspettative.
Una manifestazione del genere è priva di senso perché, a differenza di quelle di categoria che mirano a precise istanze (giuste o sbagliate che siano) non può puntare assolutamente a nulla se non a dire al paese "ci siamo anche noi e facciamo sentire la nostra voce". Far sentire la propria voce, però, non è garanzia di successo: si può parlare molto e dire poco o nulla. Un esempio sono le manifestazioni studentesche fracassone che si oppongono a provvedimenti che i ragazzi ignorano: anche quelle sono manifestazioni "di convenienza" perché servono esclusivamente a marinare la scuola.
Anche le scimmie urlatrici, insomma, fanno sentire la loro voce, ma non ho mai sentito alcun scienziato affermare che ne ritenesse una degna del nobel.
Il dimostrare a tutti i costi che "il popolo della sinistra c'é" è cosa ovvia ed assurda. Sappiamo
bene che in Italia vi è una parte molto minoritaria della cittadinanza che voterebbe Veltroni anche se egli riempisse loro la casa di extracomunitari e li mandasse alla bancarotta. Lo zoccolo duro è sempre esistito da che mondo è mondo e sempre esisterà. Quello che quindi la sinistra vuole dimostrare esaltando la sua manifestazione è del tutto scontato: se domani il PDL e la Lega organizzassero una manfestazione in sostegno del governo riempirebbero un'area che va da Roma a Napoli. Ma anch'essi non avrebbero dimostrato niente se non che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani parteggia per l'attuale governo, cosa peraltro già nota a tutti grazie a regolari elezioni ed ai sondaggi d'opinione quotidiani.
Chi ha speso soldi e perso un giorno di lavoro o di riposo, quindi, ha buttato via le sue risorse per una cosa inutile. Bene ha detto Cacciari: "Non me ne frega niente".
Domani mattina ricomincerà tutto come prima. Il governo, che ha la maggioranza assoluta in parlamento, continuerà per la sua strada. Chi sostiene il governo continuerà a fregarsi le mani ed ad appoggiarlo nel suo efficace decisionismo. Chi odia il governo continuerà a farsi venire il fegato grosso, a mandare giù il rospo, a subire il disinteresse di chi intelligentemente ha voltato le spalle ad un partito avulso dalla realtà come il PD.
Veltroni abbaierà, Berlusconi promulgherà: insomma, tutto come prima, tranne il portafoglio dei sinistri alleggerito un bel centone speso per passare la giornata a fischiare ed urlare.
Non c'é che dire, un modo intelligente per gestire i propri soldi...

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