Libere Risonanze: C'era una volta FI

21 novembre, 2008

C'era una volta FI

FI va in soffitta, al suo posto prende definitivamente vita una compagine di centrodestra solida e molto agguerrita.
Il PDL e la LEGA, infatti, stanno mietendo successi l'uno dietro l'altro mentre l'Italia si incammina faticosamente ma decisamente verso la modernità già raggiunta da altri paesi.
Il partito di Berlusconi è mutato e si è disciolto nel nuovo partito proprio perché sia gli italiani che la società sono cambiati. Coloro che, come le sinistre, sono rimasti indietro trasformando solamente il nome ma non la propria natura stanno prendendo mazzate da orbi.

Quando FI venne creata e si diede come obbiettivo un partito "riformista", in realtà alle prime elezioni fallì i suoi intenti. Vi furono molte chiacchere ma alla prova elettorale si dimostrò che, sicuramente considerando come attenuanti la giovinezza e l'inesperienza di molti suoi politici, durante il primo governo di FI vennero conseguiti pochi fatti.
Per questo motivo la Lega se ne andò, facendo cadere l'esecutivo.
Nella seconda legislatura di FI, invece, avvenne già un deciso cambio di rotta ma la gente alla fine della legislatura scelse Prodi per due motivi: il primo fu la spina nel fianco rappresentata dai traditori dell'UDC che volevano trasformare la coalizione in una specie di nuova Balena Bianca fatta di inciuci, scambi, manovre sottobanco e correnti. In secondo luogo perché la sinistra prometteva mari e monti demonizzando l'avversario come mai aveva fatto nella sua storia di raccontaballe.
Quando però nel 2006 la sinistra vinse le elezioni io dissi che quella sarebbe stata la sua fine.
Non mi sbagliavo. La sinistra dimostrò tutta la sua incapacità, il suo vecchiume e la sua attitudine menzognera: essa si sputtanò al punto da diventare non solo non più credibile ma addirittura da ripudiare in blocco, in particolare da quella parte dell'elettorato economicamente debole che la sinistra stessa andava millantando di difendere e che invece condannò alla rovina economica ed a fare da bersaglio per la criminalità.
A me sembra che dalle ultime elezioni si evinca concretamente quanti passi in avanti siano stati fatti dai tempi della vecchia FI. Mentre la sinistra continua a mettere in campo menzogne ed ideologìe assurde e soprattutto non al passo coi tempi, la coalizione di governo sta ottenendo risultati molteplici, tangibili e concreti. Ovviamente, il fatto che siamo nel mezzo di una crisi non aiuta ma gli italiani hanno capito che continuando come si è sempre fatto si sarebbe definitivamente caduti nel burrone. In definitiva ciò che le elezioni hanno dimostrato è chiaro: gli italiani hanno voglia di ordine, di efficienza, di giustizia, di protezione, di prevenzione, di sicurezza e perché no, anche del concetto di patria.
Il PDL e la Lega hanno saputo sapientemente incarnare i desideri della gente, in particolare attualmente la Lega sta facendo il bene del Sud: i risultati che sta ottenendo Maroni nella lotta alla mafia nel meridione sono palpabili. Gli investimenti per le opere pubbliche stanno per essere finalmente sbloccati e molti sono stati destinati per la rinascita del mezzogiorno. Il problema della spazzatura a Napoli è stato risolto. Il federalismo costringerà amministratori dalle inclinazioni furfantesce che rubavano i soldi dei cittadini del sud a spendere con avvedutezza e soprattutto con trasparenza.
E' questo il quid che rende credibile ed accettabile un partito, non il vecchio filosofeggiare sul tipo di corrente o sulla posizione liberale, riformista, comunista, fascista od altre amenità simili da parte di un partito. Ormai tali definizioni sono prive di significato perché al giorno d'oggi la società è diventata troppo variegata e flessibile per essere categorizzata.
Vi sono ricette che vanno bene per un periodo ed altre che vanno bene per quello successivo. Vi sono momenti come questo in cui l'intervento dello stato è necessario e tale assetto si può assimilare ad una specie di "socialismo". Vi sono momenti invece in cui è necessario dare al mercato briglia sciolta e marcare più sistematicamente l'economìa di un paese grazie ad una formula liberale.
Nessuna ricetta, insomma, è valida per tutte le stagioni: il PDL ha saputo capirlo cambiando i contenuti e mettendo in soffitta la vecchia FI, cosa che invece non hanno fatto le sinistre, le quali al di là del continuo cambio di nome ai vari partiti, restano indissolubilmente legate a racori, ad astruse formule intellettualoidi ed ad impossibili utopìe.

Un governo dev'essere nazional-popolare nella sua accezione positiva proprio perché eletto dal popolo e quindi investito del dovere di esprimere i bisogni e le volontà dei suoi elettori.
Certo, l'Italia è un paese messo così male che per raddrizzarlo occorreranno anni ed anni, nonché molti sacrifici. Ma la gente questo lo sa ed è disposta a scommettere ancora, motivo per il quale i sondaggi continuano a dare il PDL tanto in vantaggio.
Addio Forza Italia, benvenuto PDL. L'Italia chiamò.

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