Libere Risonanze: Commissioni di militanza

18 novembre, 2008

Commissioni di militanza

Caso Villari, ovvero una barzelletta da Bagaglino.
Se non l'avessi sentito con le mie orecchie non ci avrei creduto: invece sì, la sinistra riesce a farsi ridere dietro dagli italiani in ogni dove ed in qualunque momento.
Macché Guzzanti, macché Grillo! Sul palco dei comici di Zelig deve salire Veltroni, ovviamente una volta abbandonata la politica. Intrapresa la strada del barzellettiere la sua popolarità aumenterebbe a dismisura.
E' incredibile e grottesco: una commissione che dopo 44 (QUARANTAQUATTRO!) votazioni, in fila per tre col resto di due, non viene eletta è già di per sé uno scandalo.
Immaginate se la sinistra fosse al governo e si dovessero promulgare delle leggi: non basterebbero sei vite comprese relative resurrezioni per fare il lavoro che ha fatto Berlusconi in sei mesi. Da ciò si evince che dai tempi di Prodi, nella sinistra, i cui parlamentari andavano nell'emiciclo a scaldar la sedia, non è assolutamente cambiato nulla. Tali erano i litigi interni con Romano (si era detto che il disaccordo era dovuto all'eccessiva frammentazione dei partiti) quali sono i litigi interni che attraversano la sinistra ora che di partiti ne sono rimasti solo due.
In realtà se anche la sinistra fosse rappresentata da un solo partito troverebbe il modo di scindersi come le amebe. Insomma, la litigiosità intestina fa parte del "kernel" della babele di idee confuse che sfarfalla nella testa dei sinistri ed è questo uno dei principali motivi per i quali essi vengono mazziati in continuazione dagli elettori.
Una volta capito che uno come Orlando era improponibile e che sulla sua candidatura non c'era alcuna coesione, la sinistra avrebbe dovuto procedere immediatamente alla nomina di un altro esponente ad essa gradito, evitando il balletto di 44 buchi nell'acqua.
La vicenda è paradossale al punto che a fronte dei veti incrociati tra PD ed IDV (e perfino quelli interni alle correnti del PD) è stato il centrodestra a dover scegliere il candidato della sinistra, incapace perfino di scegliere il proprio esponente da piazzare nella commissione.
In pratica sarebbe come se, regnando il disaccordo su tutto tra i propri generali, un esercito avesse regalato all'avversario la possibilità di scegliere quando e dove schierare le sue truppe.
E' da sganasciarsi dalle risate.
Il bello è poi che tutto questo è perfettamente legale: la sinistra parla di golpe ma in realtà il golpe si verifica quando le leggi vigenti vengono infrante o sospese. Il centrodestra invece ha fatto il suo lavoro votando per il candidato del PD ad esso più gradito e senza infrangere alcuna legge: oppure Veltroni pensa che una votazione regolare sia quella in cui tutti i candidati si uniformino alle sue scelte (che non sono scelte, perché nel centrosinistra quanto a candidature siamo ancora in alto mare)? Perché, se così fosse, si dovrebbero annullare anche le elezioni, visto che gli italiani hanno castigato pesantemente la sinistra votando in maniera sgradita a Walter.
La comica poi prosegue con la solita figuraccia che scaturisce dal tentativo di inficiare l'esito della votazione imponendo una candidatura pilotata dall'alto: bella figura per un partito che vuole cambiare la legge elettorale perché ritiene che non si possa procedere all'elezione nominale dei parlamentari!
Prego, signori italiani, si accomodino, l'ennensima assurdità è servita: "se un candidato della sinistra viene eletto con i voti del centrodestra allora si dovrà dimettere" afferma perentorio Veltroni. Caspita, che bel concetto di meritocrazìa...
Ed ora la sorpresa della terza puntata di Beautiful: Villari non intende dimettersi (eh, l'antico amore tra sinistra e poltrone...) e Veltroni ci fa la figura del fesso, del leader dalle ali tarpate, caduto in disgrazia immediatamente dopo le elezioni ed a cui nessuno dà alcuna retta.
Chissà, magari se chiedessero al centrodestra di eleggere il prossimo candidato della sinistra per la Presidenza del Consiglio tra 4 anni e mezzo, forse qualche possibilità di vittoria i campagni di Walter ce l'avrebbero...

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1 Comments:

Blogger Angelo D'Amore ha detto...

ormai veltroni e' al capolinea, come i suoi colleghi campani.
il caos e' totale, non si sa chi comanda.
ci sono schegge e frammenti impazziti che non fanno altro che indebolire ulteriormente la neonata corrente.
a proposito: chi puo' dimenticare il modo poco ortodosso di come furono gestite le primarie? altro che obama.
furono fatti votare i minori, anche due volte.
il vincitore gia' si conosceva. l'importante era bruciare prodi, come sempre hanno fatto dopo che il professore aveva svolto il suo compitino.
in campania poi, il vincitore iannuzzi, si e' conosciuto dopo oltre un mese. si e' autoproclamato vincitore per coprire forti brogli interni, tipico dei migliori regimi.
yes, we can, nel senso potemo fare quel che ce pare...

martedì, 18 novembre, 2008  

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