Libere Risonanze: L'utile ingenuo

30 maggio, 2009

L'utile ingenuo

Nel precedente post, l'ottima Nessie mi ha fatto notare in un suo commento come i vari D'Alema, Fassino, Rutelli, insomma, i veri capoccia del Partito Democratico siano stati a guardare in disparte la faida tra Franceschini ed il Presidente del Consiglio Berlusconi.
Pensandoci bene a me un tale comportamento suggerisce un dubbio, peraltro suffragato da molti e continui indizi.
Partiamo dall'inizio e proviamo di andare con ordine: il PD, partito che doveva spaccare il mondo e governare l'Italia come una corazzata inaffondabile, inizia a perdere pezzi già alle prime battute, ovvero con la fusione tra due partiti incompatibili tra loro quali i DS e la Margherita. Una fusione a freddo che ha allontanato gli elettori di sinistra, anziché avvicinarli, così come i cattolici. Gli elettori dei DS lamentarono infatti uno spostamento del partito troppo verso il centro, quelli della Margherita lamentarono invece uno spostamento troppo a sinistra.
Accadde quindi che nessuno dei partiti accettò mai di buon grado una soluzione pervenuta "dall'alto", ovvero proprio da quei colonnelli come D'Alema, Rutelli, Prodi e Fassino che in sintesi erano i capi indiscussi del nuovo partito.
Accortisi dell'errore e di essere scaduti moltissimo quanto a popolarità, i colonnelli iniziarono a ricevere critiche dall'elettorato che diventarono col tempo proteste sempre più pericolose per la loro leadership.
Per ovviare a tale emorragia di consensi, la nomenklatura ebbe un'ultima chance: il governo Prodi appena eletto sarebbe dovuto servire a riparare i danni della fusione ed iniziare un nuovo rapporto di fiducia con l'elettorato. Per questo si mise in campo l'esponente politico più "pesante", uno degli allora colonnelli, l'unico che riuscì a battere Berlusconi grazie ad elezioni e senza l'aiuto di ribaltoni.
Il governo Prodi, però, si rivelò l'esecutivo delle mezze calzette per eccellenza, fu un disastro su tutti i fronti: gli italiani, infuriati dopo solo due anni in cui assaporarono l'amaro gusto del peggio della politica, punirono Prodi e la sua nomenklatura rossa, mettendo pericolo la permanenza al vertice del partito dei suoi vecchi leaders storici.
Fu così che il PD andò allo sbando come un moribondo che in un deserto si disidrata lentamente ma con continuità: i colonnelli non potevano più rappresentare né il partito, perché divenuti invisi ai propri elettori, né un credibile avversario politico del centrodestra.
Alla guida del PD fu quindi eletto Veltroni, uno che non contava un granché perché era stato marginalizzato a ruolo di sindaco. Walter venne corteggiato precipitosamente dai colonnelli e messo a fare la bella statuina al comando del partito ma capì ben presto qual'era il piano dei capi e si sottrasse al massacro in zona Cesarini.
Proprio in seguito a questa considerazione appare chiaro il discorso che Veltroni fece quando lasciò la presidenza del PD: "non sono l'unico responsabile del naufragio", disse. Tra le righe questo significava "non sono più disposto a far da bersaglio per pararvi il sedere, sbrigatevela da soli". Veltroni si era svegliato o, i colonnelli non avevano calcolato, era più sveglio di quanto ci si aspettasse.
Ma le cose continuavano a precipitare: occorreva trovare rapidamente qualcuno da sostituire al segretario dimissionario, uno che fosse altrettanto scarso ma che a differenza di Veltroni non avesse nemmeno l'arguzia politica per capire quale gioco gli stessero tramando contro.
In extremis venne trovato e messo al timone Franceschini, un politicante ideale per i tatticismi sinistri: Dario andava benissimo nel suo ruolo perché esponente di secondo piano, perché senza esperienza e perché sufficientemente ingenuo da non accorgersi del trattamento che i capi gli avrebbero riservato. Egli fu improvvisamente impacchettato e nominato "reggente" del partito, cosa che lo fece gongolare felice ed ignaro. Ovviamente venne eletto "reggente a tempo determinato", il perché lo vedremo in seguito.
A questo punto rispondiamo ad una prima domanda: vi siete mai chiesti perché i colonnelli abbiano esposto Franceschini fino a questo punto?
Ebbene, Franceschini è stato messo al timone del PD proprio perché i colonnelli sapevano perfettamente che egli avrebbe condotto il partito al disastro, come effettivamente egli sta facendo.
Allora mi chiederete: ma perché i colonnelli del PD dovrebbero volere il disastro del partito?
E' presto detto: la nave, in sostanza, stava affondando lentamente ed i colonnelli non volevano che la gente associasse ulteriormente la loro immagine con il collasso definitivo del PD, il che avrebbe voluto dire dimissioni in massa e sostituzione della classe dirigente del partito. Già la gente chiedeva la loro testa, se ben ricordate. Perfino i giornali nutrivano dubbi sul fatto che costoro avrebbero mai condotto il partito verso un'inversione di tendenza.
Pertanto, la "coraggiosa" nomenklatura pidiessina avrebbe deciso che sarebbe stato molto più saggio accelerare l'affondamento della nave, ma che questo non sarebbe dovuto avvenire con i colonnelli in camera di manovra.
E chi poteva condurre il Titanic verso un iceberg meglio di un uomo senza carisma, senza arguzia, senza esperienza e senza credibilità? Chi poteva causare prima e meglio di Franceschini l'affondamento del PD?
Detto, fatto.
Ma, obbietterete voi, non hai ancora risposto alla tua stessa domanda: perché mai i colonnelli avrebbero dovuto volere la rovina completa del partito? E soprattutto, perché era necessario che ciò avvenisse così in fretta?
La spiegazione ora appare più evidente: un utile ingenuo al timone avrebbe portato il PD ad un livello di impopolarità tale che una volta lasciata la segreteria del partito, qualunque successore fosse stato eletto, non avrebbe potuto che fare di meglio (e qui sveliamo il quesito del perché egli sia stato nominato "reggente a tempo determinato").
Una mossa indubbiamente furba, quella dei colonnelli, che stanno usando l'ingenuità di Dario come espediente per potergli rubare la scena al momento giusto, subentrandogli non appena la reggenza sarà finita ed il PD sarà arrivato a livelli così bassi da non poter scendere ulteriormente nei consensi popolari.
In questo modo, dopo avere dato carta bianca a Franceschini, al prossimo congresso quando il suo mandato scadrà (ecco il perché della "reggenza a tempo") egli verrà deposto con tanti "grazie" ufficiali ma con biasimo implicito e sostituito da uno dei soliti colonnelli, il quale, politicamente più scaltro, non potrà far altro che migliorare la situazione in fatto di consensi e prendere qualche punto percentuale di più, com'é fisiologico che sia quando al comando c'é qualcuno che sebbene fiacco di idee è pur sempre un politico navigato.
L'operazione dei colonnelli, insomma, assomiglia tutta ad una grande masquerade. Perché la masquerade riesca, però, è necessario che l'operazione avvenga in maniera repentina: deve accadere cioé che il designato "utile ingenuo" sia così scarso e senza esperienza da portare il partito a toccare il fondo PRIMA della riunione del congresso del PD, altrimenti si potrebbe verificare il caso in cui in seguito, pur con un colonnello al comando, il PD continui a perdere consensi.
Il cerchio si chiude e la manovra è chiara: sarebbe come se un pilota di F1 biasimato perché arriva sempre quarto o quinto cercasse di farsi sostituire da un brocco qualunque per alcune gare, in modo che la scuderia in seguito ai disastri combinati da quest'ultimo, lo richiamasse al volante e facesse apparire le sue mediocri prestazioni come un vero miracolo realizzato grazie al suo finto ruolo di salvatore della patria.
Ecco perché la nomenklatura se ne è stata zitta: in realtà quando Franceschini dice delle fesserie alla dirigenza del partito si fregano le mani perché sanno che l'ora del "golpe" si avvicina rapidamente e che più malconcio egli lascia il partito, più sarà ampio il recupero apparente che i colonnelli useranno come specchietti per le allodole di fronte al loro elettorato.
Un grazie a Nessie che con la sua domanda nel post precedente mi ha fatto ragionare su questi fatti apparentemente disgiunti tra loro.
Elementare, Watson...ehm...Nessie! ;-)

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5 Comments:

Blogger Nessie ha detto...

Sì, può senz'altro essere. Del resto i più furbacchioni come D'Alema sono già stati degli specialisti nel dileguarsi al momento opportuno (caduta del primo Prodi nel '96 e successivamente la sua) per poi fingere di ritirarsi nelle loro fondazioni culturali "Italiani-Europei" (quella con Amato).
Ma non dimentichiamo il problema del PSE. Rutelli, non vuole entrarci, ad esempio. E allora se non è PSE in Europa dove vanno? Tutti nei popolari del PPE?
No, lì non ci vanno finché c'è Berlusconi. In tal caso "dall'estero" potrebbero arrivare ordini di far fuori Berlusconi, cooptare Casini e magari lo stesso Fini "riformato" per l'uopo, dato che in "democrazia" la destra e la sinistra devono rassomigliare fino a far votare appena il 40% degli elettori, a causa della falsa alternanza che alla fine stufa chi va alle urne.
Tu parrà strano, ma per me ci sono "ordini di scuderia" nelle alte sfere di Bruxelles. Anche se poi in questa campagna, si parla di tutto fuorché di Europa. Questa magari sembrerà fantapolitica. Ma, una cosa è certa: sotto sotto c'è del marcio e puzza parecchio. Ne sapremo di più tra breve. Cmq grazie per avermi dedicato il post :-) WoW!

sabato, 30 maggio, 2009  
Blogger Jetset - Libere Risonanze ha detto...

Accidenti Nessie, non ti vorrei come nemico nei servizi segreti... ;-)

Sai che hai ragione? La tua analisi è lucidissima e molto arguta.

E' sempre un piacere discorrere con te, non meriti solo un post ma mille!!!

Grande Nessie!

sabato, 30 maggio, 2009  
Blogger Massimo ha detto...

Mah ! Forse è fare troppo intelligenti D'alema & C. Forse dietro la dietrologia c'è ... il nulla. Forse anche D'alema & C. si sentono al sicuro quando al governo c'è "papi" Berlusconi che si occupa di tutto lasciandoli giocare con le figurine ... :-)

sabato, 30 maggio, 2009  
Blogger Angelo D'Amore ha detto...

troppe chiacchiere sul nulla.
in questo momento storico, e' d'obbligo disertare le urne.
allontaniamoci da questa politica.
prendiamo distanza da questi attori alla frutta.
abbandonare la politica non come protesta anarchica ma come forma di evoluzionismo sociale.

domenica, 31 maggio, 2009  
Blogger Jetset - Libere Risonanze ha detto...

Caro Angelo, non sono d'accordo. Io sono un combattente nato.
Se diserterai le urne basteranno mille persone che vanno a votare e decideranno loro, comunuqe del tuo destino.

Io invece andrò a votare, eccome!
Mica voglio consegnare l'Italia nelle mani della sinistra!!!

Anzi, stavolta (e mi piange il cuore) invece di votare Lega voterò Berlusconi NON perché la Lega non abbia fatto il suo dovere, anzi!!! Ma visto cosa è stato fatto e poiché è il personaggio più odiato dai sinistri, voglio esprimere al Presidente del Consiglio al mia solidarietà, cosa che farò con il voto.

Sono sicuro che Maroni e Bossi capirebbero.

P.S: che il governo sia alla frutta non mi sembra proprio, visto che è in ottima salute. Semmai lo è l'opposizione.

Un carissimo saluto

jetset

domenica, 31 maggio, 2009  

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