Libere Risonanze: Verde, oro e rosso sangue

19 novembre, 2009

Verde, oro e rosso sangue

Paesi normali e seri come Israele o gli Stati Uniti avrebbero inviato in incognito una squadra d'assalto, lo avrebbero rapito nella notte senza che nessuno se ne accorgesse, sbattuto a calci in culo su un aereo e portato in qui a marcire nelle galere nostrane.

Paesi normali come Israele o gli Stati Uniti avrebbero magari anche fatto sì che una volta in quota sull'Atlantico qualcuno avesse invitato il terrorista di turno a fumarsi una sigaretta fuori dal portello del jet, perché sui jet è vietato fumare. Oppure qualcuno si sarebbe preoccupato di far trovare nella cella del terrorista lenzuola pulite, un giaciglio, una corda, un gancio fissato al muro ed uno sgabello.

Invece no, noi non siamo un paese normale, noi dobbiamo sempre andare a mani legate ad elemosinare le estradizioni del terrorista prima secondo le farragginose regole internazionali e poi secondo le balzane regole del paese in cui egli è fuggito.

Così può capitare che un paese come la Francia che si fregia con spocchia dell'aggettivo "civile" e che a cattivo titolo fa parte dell'Unione Europea, dia asilo politico ad uno che ha ammazzato quattro persone in nome di un "gruppo combattente" comunista che poi è un sinonimo di assassinio, bastardaggine e vigliaccheria. Per anni la Francia è stata il paese pattumiera dei nostri terroristi, garantendo loro immunità e perfino profitti, grazie alla pubblicazione di libri derivanti delle solite ispirazioni letterarie post-stragiste.

Ebbene, dopo essere stato protetto dalla Francia, questo ruolo è toccato al Brasile. I parrucconi brasiliani hanno ritenuto che Battisti fosse "un criminale comune" perché se fosse stato un "criminale politico" l'estradizione ce la saremmo sognata (sempre che Lula la conceda, il che non è detto, conoscendo il personaggio).

C'é poco da applaudire, in parlamento: siamo alla mercé di giudici di paesi che pur sapendo che un nostro terrorista ha ammazzato come cani quattro persone e partecipato a bande armate dai propositi e dalle azioni sanguinose, cavillano sul fatto che i morti siano di natura "politica" o "comune", come se ammazzare per un'ideologia fosse cosa normale e sacrosanta.

A volte rimpiango il Mossad degli anni '70: quando gli israeliani scoprirono gli autori di Settembre Nero che avevano progettato e realizzato l'attacco al villaggio olimpico di Monaco, non chiesero estradizioni né emisero note di protesta ma si lanciarono con tutta la loro intelligence nelle operazioni Baionetta ed Ira di Dio, andando a scovare i terroristi uno per uno ed ammazzandoli senza l'intralcio di burocrazie e pastoie diplomatiche.
Oppure ammiro la "fatalità" grazie alla quale in Germania si trovarono i terroristi della RAF morti stecchiti in cella.

Ah, quanto mi manca la cara, vecchia, guerra fredda...

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2 Comments:

Blogger Reineke ha detto...

Mi auguro che tanta severità tu la chieda anche per Delfo Zorzi, colpevole di strage in Italia e da anni rifugiato in Giappone (paese che non solo rifiuta l'estradizione ma gli ha concesso pure la cittadinanza).

Per la cronaca, in paesi civili come gli Stati Uniti e Israele cose che tu auspichi non succedono. L'omicidio di stato esiste solo in paesi come l'Urss o il Cile di Pinochet. E dovresti ringraziare il cielo che in Italia non succede, perché questa civiltà che ti fa tanto schifo protegge anche te dai sopprusi di un governo che non ti è eventualmente amico.

giovedì, 19 novembre, 2009  
Blogger Jetset - Libere Risonanze ha detto...

Sono assolutamente d'accordo con te su Zorzi ed è una vergogna che il Giappone si macchi di un crimine simile. Il mio sdegno ed il mio auspicio di vedere i terroristi sottoterra va ben oltre le mie convinzioni politiche, per cui con me su questo argomento sfondi una porta aperta. Per me terroristi, mafiosi, stupratori e pedofili dovrebbero essere tutti appesi.

Per la cronaca, invece, negli Stati Uniti queste cose succedono eccome, visto che i terroristi del 9/11 probabilmente verranno messi a morte. Quello che tu chiami "omicidio di stato" è una semplice e giusta reazione ad un'azione. Lo stato, a parte quelli dittatoriali, non uccide per convinzioni politiche. Ma se fossi in uno dei famigliari delle vittime di un assassino delegherei allo stato la giustizia solo in caso di pena di morte, perché altrimenti gli darei la caccia personalmente con tutte le risorse su cui posso far affidamento, mi spoglierei di tutto ciò che possiedo per scovarlo anche dopo quarant'anni ed una volta trovato lo spellerei vivo anche a costo di morire nell'impresa.

Ti faccio altresì notare che gli Stati Uniti (che tu affermi non fare certe cose "incivili" come quelle da me auspicate) hanno rapito Abu Omar in Italia (come da me auspicato con Battisti) ed hanno fatto bene: invece di dare un premio alla CIA il nostro paese ha aperto un'inchiesta-farsa scatenando un putiferio.

La stessa cosa avvenne quando un deputato di Rifondazione dissennatamente prese l'iniziativa ed accompagnò qui da noi il terrorista assassino Ochalan facendolo sfuggire alla giustizia turca. Fortunatamente riparammo all'errore riconsegnandolo.

Oppure vogliamo parlare di quando Craxi impedì agli americani la cattura di Abu Abbas facendolo fuggire da Sigonella con un aereo? Fossi stato in Reagan avrei ordinato alla Delta Force di sparare o magari avrei fatto abbattere l'aereo in volo appena esso avesse lasciato le acque nazionali italiane. Invece noi proteggemmo un terrorista ed a causa di ciò l'Italia portò una macchia indelebile per moltissimo tempo.

E' colpa dei garantisti a prescindere se bestie come i terroristi continuano indistrubati a compiere stragi e a fuggire, se trovano paesi che li ospitano, li armano e li proteggono. Se questi paesi sapessero che in seguito a queste connivenze qualcuno li mette sul serio nel mirino (e per "nel mirino" intendo proprio quello di un cacciabombardiere) ci penserebbero mille volte prima di dare seguito alle loro nefandezze.

giovedì, 19 novembre, 2009  

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