Libere Risonanze: L'eliminazione dei traditori

06 dicembre, 2006

L'eliminazione dei traditori

Con l'uscita di scena dei centristi dell'UDC la Casa Delle Libertà ha finalmente compiuto quel passo politico che da troppo tempo ormai s'imponeva. I traditori ed i sabotatori se ne sono andati finalmente via, portando il loro partito a ramengo e la vettura politica su cui sono imbarcati verso uno scontro frontale con l'elettorato.

Era da tanto che l'UDC si dibatteva nella CDL: strane ed improvvise iniziative volte a dividere, voltafaccia da brivido e voltagabbaneschi punti interrogativi ci facevano supporre il tentativo della solita mascalzonesca politica democristiana mai contenta, date le percentuali minuscole del partito cattolico, a far da semplice alleato di partiti come FI, AN e Lega i quali tra l'altro dispongono di leaders politici ben più capaci del precario Casini del suo ex-compare Follini.

La storia dei democristiani fu d'altra parte sempre focalizzata su un unico aspetto: la ricerca del potere, tanto che in seno alla vecchia DC esistevano correnti e correntoni pronti a farsi le scarpe (ed a farle ai loro alleati politici). Né la storia della DC fu tanto meglio di quella dei comunisti. Come per gli stati retti dal socialismo reale anche l'Italia andava progressivamente a catafascio: dilagavano corruzione ed immoralità, si impostava l'economia sui debiti senza alcun controllo della spesa e come nel caso dei comunisti occorreva la famosa "tessera del partito" per poter lavorare nelle aziende o nelle amministrazioni "bianche". L'unico vantaggio reale rappresentato dal voto alla Democrazia Cristiana era costituito dall'argine all'espansionismo rosso ed al parziale mantenimento della libertà personale, nonché delle alleanze transatlantiche. Vantaggio che mi indusse a votare DC tappandomi il naso e vomitando per un mese.

Dopo aver fatto a pezzi l'Italia per quarant'anni ora i democristiani mettono ancora la testa fuori e con arroganza parlano di un risibile progetto politico che li vede ancora al timone di un governo, in una posizione centrale ed ondivaga. Il tutto tradendo spudoratamente gli alleati che in loro avevano confidato e come da tradizione democristiana, pugnalando alle spalle gli amici.

Follini prima (vedi post http://libererisonanze.blogspot.com/2006/10/italia-di-mezzo-inciucio-del-czzo.html#links) e Casini poi sono usciti dalla CDL e già si vede lo spirito democristiano dei nuovi (o riciclati) partiti centristi: Follini ha un partito tutto suo, nel mezzo. Casini ha un partito differente, nel mezzo. Mastella ha un partito che non si schioda dal centrosinistra, sempre nel mezzo. Risultato: ognuno è a capo di un partito in cui se va bene vi stanno al massimo i propri famigliari, però tutti stanno nello stesso spazio politico. Così facendo Follini non entrerà nel parlamento, Casini collasserà su percentuali da stronzio nell'acqua minerale e Mastella, se è furbo, li lascierà affondare. Ovviamente l'elettorato di Casini e di Follini migrerà in massa verso Forza Italia. Ed addio Centro, con grande soddisfazione della CDL.

Vi è poi la remota ipotesi in cui Mastella-Casini-Follini si uniscano in un partito unico. Anche in questo caso il grande centro morirà appena nato, per due motivi. Innanzitutto ha ragione Fini quando dice che il popolo italiano è bipolarizzato: chi mai nella CDL darebbe il voto ad un partito che potrebbe da un istante all'altro legarsi con lo schieramento rosso ? Parimenti, chi mai tra i personaggi tendenzialmente di sinistra si fiderebbe di dare il voto ai centristi, col rischio che pugnalino la già raffazzonata coalizione non appena vedessero convenienza a voltar gabbana ? Secondo: come superare le nette divisioni dei centristi, visto che Mastella è tendenzialmente di sinistra e Casini tendenzialmente di destra ? Chi si dovrà sacrificare, Casini o Mastella ? Inoltre, nel caso in cui la linea politica di uno dei due prevalesse sarebbe pronto l'altro a divenire un subordinato del primo ? Che senso avrebbe avuto allora fuoriuscire dalla CDL in cui venivano donanti ministeri e posti di prestigio per fare il lustrascarpe di un finto compagno politico oltretutto dalle opposte idee politiche ?

Comunque sia oggi la CDL è più forte e sana che mai e la nostra barca accelera senza intoppi: finalmente ci siamo levati di torno coloro che remavano contro.

Addio, Casini e buon naufragio: per te non vi sarà nemmeno un'isola dei famosi pronta ad accoglierti perché senza Berlusconi diventerai un esimio Sig. Nessuno.

2 Comments:

Blogger Monsoreau ha detto...

Qualcuno che li vota ci sarà. Tanti coglioni che, spaventati dalla coglioneria fatta il 10 aprile, cercheranno di mascherarsi per rifarsi una verginità. E qui sta un beneficio dell'inizitiva di Casini (che non è uno sprovveduto): ci restituisce i voti puliti di tanti suoi elettori che non hanno alcuna intenzione di vedere il loro voto utilizzato per sostenere la sinistra e si accaparra un po' di voti da sinistra. Lui spera di diventare l'ago della bilancia, magari servirà esattamente come servì Martinazzoli nel 1994 ... ;-)

mercoledì, 06 dicembre, 2006  
Blogger Monica ha detto...

Concordo su tutto, meno che su una cosa: che Mastella sia tendenzialmente di sinistra. Clementone è una banderuola che va dove tira il vento, gli ci vogliono 30 secondi per essere un rifondarolo.

Battute a parte, come dice Mons, forse un cosa positiva l'uscita di Casini la provoca, fosse quella parte di elettorato che sabato c'era a Roma, pochi ma c'erano, li ho visti.

Il percorso però non è così facile per il cdx, bisognerà capire davvero la strategia dell'Udc (ancora non è chiara) e vedere quanti intendono seguirlo (che farà Giovanardi e la sua schiera di sodali?).
Infine, la legge elettorale: il ritorno al maggioritario, che vuole anche Prodi, non consente a Casini di fare nulla...
Sperém.

Ciao

giovedì, 07 dicembre, 2006  

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