Libere Risonanze: Malta, lezione di determinazione

03 giugno, 2007

Malta, lezione di determinazione

Da troppo tempo ormai l'Europa tutta si trova a che fare con clandestini che entrano nel nostro territorio e che delunquono impuniti. Rapine, stupri, droga, chi più ne ha più ne metta. Le nostre città sono a dir poco invivibili, i nostri figli non sono sicuri nemmeno fuori dal portone e le donne se rientrano a casa con mezz'ora di ritardo rischiano la violenza sessuale.

Oggi Malta ha rispedito a casa alcuni naufraghi che avevano cercato di sbarcare clandestinamente sulle sue coste evitando di accoglierli sul suo territorio ed in pratica lasciandoli a mollo. E' questa la corretta linea da seguire, impedire con ogni mezzo che i clandestini mettano piede sul suolo europeo perché una volta arrivati non li si può più cacciare via. Per ogni clandestino che arriva vi è un quartiere che perde la sua vivibilità.
E' in questo modo che si combatte l'immigrazione: chi parte lo faccia a suo rischio e pericolo.

Subito si è scatenata la vergognosa indignazione dell'Europa, ipocrita ed in linea con la dabbenaggine che sta facendo a pezzi la nostra comunità, indignazione ovviemente diretta nei confronti di un paese piccolo, mentre il servilismo nei confronti dei terroristi, dei paesi arabi e/o dittatoriali che tagliano le gole rimane una costante di cui quest'Europa si fregia senza vergogna.

Un'Europa rivoltante e squallida, come i suoi governanti.

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11 Comments:

Blogger Goldfrap ha detto...

Lezione di discriminazione e inciviltà...Non difendo a spada tratta gli immigrati, che arrivano nel nostro paese e si dedicano allo spaccio, allo sfruttemento della prostituzione, ecc...Difendo i diritti, di che deve essere considerato un rifugiato politoco, uomini e donne, spesso bambini, che fuggono da paesi dove le guerre sono interminabili, dal Darfur, Sudan, Sierra Leone, per citarne alcune, paesi dove la vita è insostenibile, paesi dove bambini di 5 anni giocano a fare i soldati, vengono drogati...Paesi dove le bambine vengono stuprate...Malta, e spero che rimanfa un caso isolato, cosa ha fatto? A chiuso le porte in faccia a persone in fuga...In fuga per la vita, senza nemmeno controllare, cercare di capire chi erano e cosa cercavano..Condannati senza appello...Sarebbe bello, se qualcuno guardasse oltre, magari con l'aiuto di una pubblicità progresso, dove da uno dei "barconi" pieni di clandestini, si vede una donna, scappa dal Darfur, dalla guerra, dalla fame...Scappa, anche per il suo unico figlio..Perchè non diventi un "guerrigliero bambino"....Questa è una lezione...Non giudicare a priori, non fermarsi agli stereotipi...Se no noi italiani veremmo sempre ricordati per: Pizza-Mandolino e Mafia...Che dite? Una lezione di civiltà non farebbe male al governo Maltese?
Rebecca

martedì, 05 giugno, 2007  
Blogger Jetset (Master) ha detto...

Allora, cara Goldfrap, di questo parli a sproposito perché di Africa non ne sai un piffero mentre io vi sono vissuto per quasi 5 anni insieme alle popolazioni locali.

Innanzitutto iniziamo a dire che se gli africani hanno due soldi invece di acquistare un pezzo di pane (o meglio di investirli in una piccola attività) preferiscono comprarsi un AK-47 ed aggregarsi in bande per poter sopraffare l'etnia rivale.

In secondo luogo l'etnia che soccombe NON è quella più "buona" ma quella militarmente meno armata. Se questa etnia arriva ad armarsi di più cercherà di sopraffarla. Tu parli del Rwanda ed io ti contesto alla grande perché tu del Rwanda non ne sai nulla. In Rwanda vi erano le etnie tutsi ed utu. I tutsi detenevano il potere e schiacciavano letteralmente gli utu trattandoli come animali. Gli utu allora si ribellarono e fecero ciò che sappiamo. Quindi prima di commiserare con la lacrimuccia un popolo cerca di conoscere meglio la situazione.

Terzo: le armi gli africani le trovano dovunque a mercato nero, vendute da cinesi, russi, nordcoreani e terroristi. E' vero che anche i paesi occidentali esportano armi ma sono molto più costose di quelle russe e quindi è alla Russia ed ai paesi del blocco sovietico che questi popoli si rivolgono. Infatti se sai riconoscere le armi da fuoco noterai che tutti hanno in mano il kalashnikov, i governi possiedono i carri russi (dai T-34 ai T-80) e gli aerei impiegati sono Mig, armi non certo prodotte negli USA. Lo so perché ho conosciuto di persona alcuni ministri della difesa. Inoltre l'Italia già da anni non produce e non vende più mine antiuomo (erano fatte dalla Valsella).
Ricordati che l'avere od il non avere fucili a disposizione non significa fare o non fare la guerra perché se non si combatte con le pallottole lo si fa al limite con i machete, e non so cosa sia peggio.

Quarto: tu piangi per i poveracci che vengono qui (a dar da manovalanza alla mafia), io piango per quei poveracci le cui case sono state assaltate, le donne stuprate ed i famigliari uccisi.

Quinto: è ora che l'Africa si dia una regolata da sola, noi in Europa per arrivare alla pace ci abbiamo messo millenni in cui si sono sistematicamente perpetrate violenze e rivoluzioni, non ce l'ha regalata nessuno. Quindi che si rimbocchino le maniche perché non possono pretendere che gli altri si facciano sempre carico dei loro problemi. Si facciano le loro rivoluzioni ed instaurino la democrazia. Ti ricordo che quando con la missione IBLIS andammo in Somalia per colpire i "signori della guerra" e liberare la popolazione dal terrore la missione fallì perché la popolazione piuttosto che schierarsi con noi prendeva le difese dei suoi aguzzini sparandoci addosso. Quindi per me possono anche crepare tutti.

Sesto: è tipica dell'italiano la lacrimuccia facile e l'autoaccusa. Tu ascolti i pacifinti che ti dicono un sacco di fesserie, come se l'occidente fosse il male del mondo. Molta parte di ciò è falso. Tu hai in mente il povero nero buono come il pane senza un soldo che ha in mente un sogno: in realtà chi viene qui a lavorare è perché vuole lavorare (e lavora regolarmente) mentre chi viene qui come clandestino invece non ha la minima intenzione di lavorare e diventa un fancazzista da premio oscar. Se poi cerchi di far lavorare quelle popolazioni nel loro paese dicono che li sfrutti, che sei razzista e ti odiano fregandosene alla grande del fatto che la tua azienda prosperi o fallisca (e quindi anche loro). Anzi, ho visto personalmente molti che danneggiavano appositamente la produzione solo perché il titolare della fabbrica magari li aveva sgridati in quanto li aveva beccati a non fare un cazzo invece di lavorare.

Cara Goldfrap, non avventurarti in questo discorso perché da questa parte troverai una persona che ha vissuto, visto e capito in prima persona e non ama le lacrimuccie romantiche.

E' ora di finirla con tutta questa compassione e con tutti questi discorsi politically correct da voltastomaco.

Ciao

martedì, 05 giugno, 2007  
Blogger Goldfrap ha detto...

Certo in Africa non ho vissuto, non ho mai messo piede nella terra che è dei miei antenati...Ma leggo, mi informo, cerco di guardare oltre il mare di ipocrisia...Tu parli di armi? io parlo di amore...Amore per chi parte con i sogni di una vita migliore, sogni di un FUTURO. Tu parli delle aziende che, poverine vanno in Africa ad aiutare? Chi aiutano se non i loro interessi? Sfruttando bambini, e donne? Sfruttando le difficoltà di un popolo? Mi dirai che i diamanti e tutto il sangue che li circonda sono leggende metropolitane per noi povere lacrimose? Mi dirai che la mancanza di medicinali, di medici, di strutture è colpa loro? Oppure di chi campa, giocando con le vite umane? Tu parli di forza, ma la forza non sono le armi, "il fuoco" che si ha, le munizioni...E chissene se arrivano dalla Russia, dalla Cina, dall'America....La forza è il coraggio di cambiare, di partire di lasciare tutto...Magari finire su un marciapiede, desiderate di notte da bravi padri di famigli, magari finire perse chissà dove in quale deserto e morire, magari...Meglio scappare che rimanere e vedere gli orrori senza fine...
Ciao Rebecca

ps.forse è vero ho la lacrima facile e non conosco nulla, ma ho voglia di cambiare il mondo...

martedì, 05 giugno, 2007  
Blogger Emilie Rollandin ha detto...

Giusto oggi leggevo un trafiletto su una rivista specializzata che parlava della vendita di armi italiane in paesi del terzo mondo... Aumentata considerevolmente negli ultimi anni... Tutte le transazioni gestite evidentemente dalle NOSTRE care banche che si arricchiscono le tasche con movimenti enormi di denaro (San Paolo Imi in testa)...
Vorrei ricordare che armi sono anche munizioni, esplosivi, ... (e visto che fai l'uomo vissuto, conosco personalmente un "venditore" di armi). E la nostra classe politica ultimamente ha tolto ogni blocco... Jetset, mi sa tanto che le idee poco chiare ce le abbia proprio tu... Sul discorso Rwanda non intendo entrare in merito vista la complessità dell'accaduto! E soprattutto perché conosco di prima persona...
Poi, prima mi giudichi una popolazione e qualche riga sotto dici "che si facciano le loro rivoluzioni". Insomma sei in contraddizione... Noi non siamo passati per "genocidi"?
Trovo limitata una persona che parla per luoghi comuni e qua ne tiri fuori una sfilza quasi infinita... cito : "a dar da manovalanza alla mafia", "chi viene qui come clandestino invece non ha la minima intenzione di lavorare e diventa un fancazzista", ... vabbé
L'unica cosa che mi pare di capire è che non te ne frega un tubo, se non dei tuoi cari compatrioti... Tieniteli tutti...

martedì, 05 giugno, 2007  
Blogger Jetset (Master) ha detto...

Eh quanto è facile infiocchettare il mondo inflazionandolo con l'amore. Come è facile per voi il mondo, continuate così fino a quando vi metteranno una bomba atomica sotto al sedere.

Per l'ennesima volta non è così, cara Goldfrap. Le conquiste non sono rose e viole, si ottengono sputando sangue e con sacrifici immensi. E se non si parte da noi stessi non si può pretendere che altri ci aiutino. Quindi che questi popoli si diano da fare muovendosi. guarda gli israeliani: hanno ricavato da un fazzoletto di terra un paese ricco e perché? Perché hanno accettato di vivere e pensare all'occidentale. Se poi una popolazione vuole rimanere allo stato di primate, bene, chi è causa del suo mal pianga se stesso.
I popoli poveri hanno bisogno di quelli ricchi: ebbene, invece di odiarci che inizino ad abbattere i loro dittatori e che commercino con noi. E' così che si costruisce un'economia ed è così che si inizia a costruire una società.

Io ho letto alcuni articoli del tuo blog ed i tuoi post: amore, libertà, volare, sogni. Sembra tutta una cascata rosa, un orgasmo onirico che nulla ha a che fare con la realtà. Continua a sognare e vedrai che fregatura,
perché il mondo non è come tu lo descrivi ma è difficile, terribile e complesso. Tu descrivi sogni, ma coi sogni non ci fai nemmeno la birra.

Aziende che sfruttano i bimbi in Africa? Certo, qualcuna ce n'é però noi non sfruttavamo bambini e quelle che ho visto (e ne ho viste molte) davano da mangiare a molta gente. Ho perfino regalato molti capitali per alleviare un pò le loro sofferenze, lo sai questo? E sai dove li sperperavano? Nel bere alcoolici e nel tentare in continuazione di fregarmi. Per questo sono andato via dall'Africa e lo ripeto, per me possono andare a fanculo tutti, aiutarli è come dar loro un calcio nel culo.

Per il resto se per primi gli africani non intendono cambiare la loro società che si tengano la miseria che hanno.

Per Emilie:
No caro/a Emilie, questo non l'accetto, sei tu a parlare per luoghi comuni perché non sai un cazzo dell'Africa. Tu hai vissuto in Africa? Che conosci tu della mentalità africana? Ed allora fammi il piacere e non venirmi ad insegnare cose che conosco meglio di te.

Perché non ci vai tu come missionario/a? Però ti fa comodo vivere qui, in mezzo alla civiltà eh? Dai, perché non smetti di usare il petrolio visto che per questo si dice che sfruttiamo i paesi poveri? Inizia tu a dare il buon esempio.

Se c'é una cosa che mi fa andare in bestia è l'ipocrisia, il parlare di commiserazioni con la pancia piena. Odio la Chiesa per questo motivo ma mi stanno sulle scatole anche coloro che vivono all'occidentale e poi sputano nel piatto della minestra.

Certo che parlo di rivoluzioni: se si ha davvero il coraggio di "cambiare" occorre combattere per ottenere caro/a la mia Emilie e non stare ad aspettare sempre che gli altri ti aiutino. D'altra parte c'é un proverbio, aiutati che Dio t'aiuta.

Per ultimo tu mi dici che m'importa solo dei miei compatrioti e ti tenermeli tutti. Magari. Il fatto è che le nostre città non sono più vivibili per colpa di chi, come te, applica il buonismo ed il permissivismo a 360°.

E dopo questo commento non voglio più perdere tempo per parlare con chi scrive solo per sentito dire.

Scrivete ciò che vi pare, se vi piacciono le favole la prossima volta ve le racconterò.

martedì, 05 giugno, 2007  
Blogger Jetset (Master) ha detto...

P.S: per Goldfrap

Ho letto ora un tuo articolo contro il burqa. http://ilgiardinodieternia.blogspot.com/2007/06/burqa.html

Ma guarda, e come mai ti opponi se quella è la loro tradizione?

Come mai le popolazioni dovrebbero emanciparsi solo per ciò che tu vuoi?

A te non piace il Burqa e tu difendi la scelta "all'occidentale" perché quel popolo femminile si ribelli e si liberi dalla schiavitù dell'integralismo. Però non accetti che quel popolo si liberi con le sue forze anche dalle guerre e dalle carestie.

Se facciamo la guerra per liberarli siamo criminali. Se non ci muoviamo siamo menefreghisti.

Oppure credi di convincere gli aguzzini che impongono il Burqa con amore, sogni e voli pindarici?

martedì, 05 giugno, 2007  
Blogger Emilie Rollandin ha detto...

Aggiungo solo questo perché pensavo fossi una persona ragionevole...

Dici:
"Scrivete ciò che vi pare, se vi piacciono le favole la prossima volta ve le racconterò."

Guarda che se credi alle favole che ti racconti è solo un problema tuo.

Ciao Emilie

mercoledì, 06 giugno, 2007  
Blogger Goldfrap ha detto...

No...Non mi oppongo contro la tradizione, ti consiglio se vuoi delle letture interessanti sulla storia dei "veli", come sono nati, come sono stati "tramutati in strumenti di sottomissione". Io odio ogni forma di integralismo, che sia quello religioso, che sia quello politico...Sono per la libertà, la libertà dic scelta, di vivere senza essere "velate" (in un modo o nell'altro) se non per libera scelta. Il Burqa non è una libera scelta, ma un'imposizione sessista, fatta dagli uomini. Non è un atto di rispetto verso nessun dio, ma solo un soppruso e un abuso alla dignità della donna. Ma come dico sul mio blog, non solo il Burqa, ma anche i modelli imposti dalla società occidentale sono abusi, fatti sempre dagli uomini (vedi pubblicità del nuovo canale tutto per "maschietti" di Sky...se quella non è pubblicità sessista....Se noi ragazze avessimo messo una banana con scritto cosa vede secondo voi una donna? Solo quello...Che casino sarebbe scoppiato...). Come dicevo prima sono contro ogni forma di soppruso, ma credo che si possa combattere con il potere delle idee, credo che la forza che generiamo con il pensiero, con la ragione sia mille volte più forte delle "forza bruta". La forza a cosa serve? La violenza ne genera altra...Ma le parole, le idee, la rivoluzione pacifica senza violenza...Se al calcio dato dal nostro nemico (sia un fondamentalista islamico o cattolico, non dirmi che quelli cattolici non esistono, se no ti mando i link di chiese americane e non dove i predicatori non sono altro che pazzi razzisti e non certo ministri di Dio)rispondiamo con la non violenza, con la forza delle idee e degli ideali, eviteremmo migliaia di stragi...Se invece alla violenza rispondi con la violenza??? Io preferisco davvero la donna che sfida il regime e si "svela", come preferisco chi organizza rivoluzioni pacifiche per accendere le coscenze e gli animi...Sono troppo sognatrice? Spero di si...

mercoledì, 06 giugno, 2007  
Blogger Goldfrap ha detto...

Ps. mi ero dimenticata, è vero...abbiamo idee contrastanti ma è bello scambiarsi i pareri che ne dici?

mercoledì, 06 giugno, 2007  
Blogger Jetset (Master) ha detto...

Questo commento è stato eliminato dall'autore.

mercoledì, 06 giugno, 2007  
Blogger Goldfrap ha detto...

Omofoba io? (Con il termine omofobia si indica il pregiudizio, la paura irrazionale o l'odio violento nei confronti delle persone omosessuali, o le azioni che da esso derivano o che ad esso sono riconducibili.) ecco quindi direi di no....Magari sono transfemminista(si esiste anche il transfemminismo, non bastava il femminismo...). Vedi Jetset, la società e su questo non mi puoi dare torto è fallocentrica, le donne o (peggio) le neo donne, vengono sottomesse in vari ambiti (poche politche, poche imprenditrici, poche....ecc) la scarsità di donne nei "posti di comando" è una delle pecche dei nostri governi(e non dico solo occidentali). Un vuoto che in alcuni stat si sta cercando di colmare...Ti sei mai domandato il perchè della scarsità di donne "al comando"? Sempre per i soliti motivi, come conciliare maternità e lavoro, come riuscire a gestire un rapporto, come...E gli uomini? Perchè non prendono loro periodi di "maternità"? Non fanno i "mammi"? Danno una mano? Magari tu sei diverso, sicuaramente sei molto più avanti di altri, anche se ribadisco non condivido tutte le tue idee, sarà fortunata la tua lei, per la quale salteresti nel fuoco. Ma quanti uomini sono disposti a non "sottomettere" la loro compagna? Adesso vado a leggere i tuoi vecchi post....
Rebecca

mercoledì, 06 giugno, 2007  

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