Libere Risonanze: Padre Pio, ciak si gira!

04 marzo, 2008

Padre Pio, ciak si gira!

L'altra notte in tutta fretta (e soprattutto di nascosto) la Chiesa ha fatto ancora una volta ciò che non doveva: dopo quarant'anni dalla sua morte ha esumato il cadavere di Padre Pio. Poco importa se sia consuetudine esaminare le salme dei santi dopo un certo periodo di tempo: speravo che la Chiesa si fosse finalmente svincolata da questa crudele e macabra usanza, invece mi sbagliavo. Come in un film, un bruttissimo film medioevale nel quale il voyeurismo e le prospettive di guadagno prevaricano il buon gusto la bara del Santo è stata scoperchiata, violata ed esposta alla visione collettiva in una sorta di horror moderno, come se dell'orrore di questi tempi ne sentissimo il bisogno.

Che cosa credevano di trovare dentro alla bara coloro che hanno caldeggiato l'esumazione?
Forse cercavano conferma al mito che il corpo di Padre Pio si sarebbe conservato nel tempo, così da invocare al miracolo e richiamare l'adorazione dei fedeli che avrebbero acquistato gadget, foto, santini e porcherie varie.

Invece Padre Pio li ha fregati: il corpo è devastato dall'umidità e le uniche parti ancora parzialmente integre sono mani e piedi. Grazie, dolcissimo Santo, per non esserti prestato a questo massacro!

A questo punto s'impone una considerazione: dovrebbe essere inspiegabile che una Chiesa la quale predica il valore ed il primato dell'anima rispetto alle cose materiali e corruttibili, che ci racconta di come il corpo sia solo un pezzo di carne (polvere siamo e polvere diventeremo, ricordate?) e che ciò che conti sia "il nostro spirito" conservi una mummia - anzi mi correggo - un cadavere putrefatto e lo esponga svergognatamente "all'ammirazione" delle folle. Scrivo che dovrebbe essere inspiegabile perché temo che invece una spiegazione ci sia e non abbia a che fare con la metafisica: con l'anima non si fanno soldi, meglio sconfinare nel truce e nell'orrido, la gente accorrerà e pagherà fior di denari pur di impressionarsi. Ma se volessimo proprio impressionare la gente basterebbe una gita a Napoli, in mezzo ai rifiuti.

Una sola volta (e ringrazio Dio per questa unicità) mi è personalmente capitato di entrare in contatto con le reliquie dei santi: ero con la mia fidanzata, avevo circa 25 anni e per Natale venne costruito un presepe a S.Rita, una chiesetta di Ferrara. Entrai insieme a lei una domenica pomeriggio e dopo aver ammirato il bellissimo presepe, prima di andare a cena facemmo un giro all'interno della chiesa. Ebbene, erano state esposte le reliquie dei santi e credetemi, un museo dell'orrore non poteva essere più schifoso. Dentro le teche si scorgevano unghie ammuffite, capelli marci, pezzi di ossa, di lingua, di occhi, di carne avvizzita e frollata, il tutto in mezzo ad una puzza di conservante che a malapena copriva quella della carne mummificata: una mostra spaventosa, rivoltante, oscena e blasfema.
Quella sera ebbi il voltastomaco e non riuscii a mangiare, perfino la mia fidanzata che lavorava come assistente di base e quindi era avvezza a spettacoli poco piacevoli si scandalizzò e diede forfait di fronte ad un bel piatto di tortellini serviti nel ristorante migliore della città. Insomma, quella fu l'esperienza più nauseante della mia vita e non la auguro a nessuno, tantomeno auguro ad un Santo che tutti amiamo di esserne il soggetto che insensibilità o sconcezza di chi ancora crede di rappresentare un'autorità morale per la gente permette di esporre e vilipendere in quel modo.

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