Libere Risonanze: Un paese di pezzenti

20 marzo, 2008

Un paese di pezzenti

Oggi 20/03/2008 entro in un centro commerciale per fare la spesa di Pasqua.

Infilo un euro nella fessura per sbloccare il carrello e parto: prima tappa, il negozio dove si effettuano le ricariche dei telefonini. Acquisto una ricarica che viene eseguita prontamente via telematica e riparto, mettendo la ricevuta della ricarica eseguita nel carrello insieme alla lista della spesa.

Passo per un negozio di software per PC e decido di entrare lasciando il carrello fuori per non intralciare i clienti in quanto il negozio non è dotato di molto spazio. All'uscita mi accorgo che il carrello non si è mosso e la ricevuta della ricarica è ancora lì ma manca la lista della spesa. Mi chiedo il perché. Vabbé, poco male, fortunatamente possiedo un'ottima memoria e ricordo tutto ciò che devo acquistare.

Mi dirigo alla cassa, pago ed arrivo alla vettura. Carico tutta la spesa e vado a rimettere al suo posto il carrello. Inserisco la chiavetta, il dispositivo scatta e che mi trovo nelle mani? Un gettone di latta. Ho subito capito: qualcuno si è preso la briga di seguirmi, aspettare che entrassi nel negozio, sostituire il carrello con quello nel quale aveva infilato il gettone di latta (ovviamente lasciandolo nella stessa posizione in cui si trovava il mio) ed addirittura si è preso la briga di spostare la ricevuta in modo che non mi accorgessi di nulla, dimenticandosi però di spostare anche la lista della spesa.

La cosa avrebbe dovuto farmi sorridere invece mi ha fatto innervosire. Se mi avessero rubato 50€ avrei capito, magari qualcuno per Pasqua voleva fare una gita fuori porta e non aveva i soldi per portarci i propri bambini o forse doveva comprarsi una dose o magari doveva mangiare, chissà. Almeno il lavoro del ladro ed il pericolo insito nello sgraffignare il denaro altrui sarebbe stato motivato dalla cifra, insomma, 50€ sono pur sempre 100.000 delle vecchie lire, pur se il potere d'acquisto è drammaticamente calato.

Ma rubare un euro è una cosa svilente e deprimente, neanche il famoso "ladro di galline" sarebbe capace di tanto, visto che un pollo costa €3,25. Certo si potrebbe obiettare che il "Lupin del supermercato" magari accumuli euro rubando più di un carrello, però mi pare un lavoraccio sottopagato, visto che per comprare due colombe pasquali dovrebbe procedere a ben 10 scambi, aumentando così notevolmente la percentuale di rischio a suo carico.

Ebbene, questo atto mi fa pensare: se in Italia vi è gente che si mette a girare per il centro commerciale allo scopo di fregarti un euro, come possiamo pensare che un contratto che ne prevede migliaia, che una transazione commerciale, una bolletta, un pagamento od un semplice acquisto non sia viziato da qualche e ben più sostanziosa ruberìa? Come ci si può fidare di un paese in cui i mentecatti abbondano e ne approfittano del fatto che i tribunali sono intasati per poterti spillare soldi che non vedrai mai più a causa della decorrenza dei termini o che potrai recuperare solo dopo dieci anni (se va bene e se il giudice non è anch'esso un paladino dei delinquenti) dopo aver speso almeno cento volte da un avvocato ciò che, a ragione, si pretende?

Mi chiedo come ci si possa fidare di un paese in cui si scoraggia la denuncia perché i tempi e le modalità per il recupero dei crediti si rivelano gineprai inestricabili che possono pure condurre alle sabbie mobili.

Innervosito ed intristito torno a casa, accendo la televisione ed appare il telegiornale: Alitalia ha debiti per 3 miliardi di euro e nella Napoli di Bassolino è sparita una fiumana di soldi. Chissà quanto carrelli si sono fregati...

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