Libere Risonanze: La comunione solo ai puri?

23 giugno, 2008

La comunione solo ai puri?

Ieri il Papa ha ricevuto il premier Berlusconi in Vaticano. La visita è stata cordiale ma vi è stata una differente interpretazione su un fatto inerente alla fede.

Berlusconi si è presentato dal Papa chiedendo che la comunione potesse essere accordata anche a coloro che sono separati o divorziati. Il Papa ha rifiutato affermando che "solo i puri hanno diritto alla comunione".

In questo caso sono perfettamente d'accordo con il Papa non per le motivazioni da egli espresse ma per una questione di piani diversi.

Nonostante io critichi le suddette motivazioni (gli assassini, i ladri e gli stessi cardinali - quelli degli scandali - fanno tranquillamente la comunione e quindi non vedo perché non dovrebbero farla i divorziati) è palese che se si vogliono accettare il sacramenti della Chiesa si devono rispettare i paletti che quest'ultima conficca nel terreno.

Il Papa potrebbe anche decidere che i biondi o coloro che sono alti più di m.1,75 non possono sposarsi e pure se tale ingiustizia fosse legittimamente criticabile non dovrebbe destare alcuno scandalo, perché la Chiesa ha tutti i diritti di agire come meglio crede nel suo campo di competenza.

Chi si sposa, chi divorzia, chi accetta i sacramenti o si definisce cattolico accetta anche le imposizioni ed i dogmi che questa condizione comporta così come chi entra dal concessionario e compra una vettura non ha il diritto di obbligare il rivenditore a modificare il prezzo.

Chi accetta di essere cattolico ne deve accettare tutti gli aspetti, pure quelli che sembrano più bizzarri, discutibili o dissennati senza se e senza ma.

Io non mi ritengo superiore ai cattolici ma questa devozione non mi convince. Personalmente non ho nulla a che fare con il cattolicesimo proprio per questo motivo, non mi sposerò mai né andrò in Chiesa. Non ritenendo alcuna Chiesa in diritto di salire in cattedra non ne accetto i diktat, le invasioni di campo politiche né le continue ingerenze nella vita privata e nelle libere scelte degli uomini.
Ma allo stesso modo non condivido le ingerenze dello stato laico negli affari della Chiesa ed è ovvio che quando si parla di sacramenti siamo nel terreno del mistico che quindi non compete né alla politica né a Silvio.

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