Libere Risonanze: Le impronte contestate

28 giugno, 2008

Le impronte contestate

Oggi tratterò sull'argomento impronte digitali agli stranieri che tante proteste sta sollevando a sinistra a proposito di presunte "lesioni dei diritti umani". Per fare ciò anziché parlare genericamente del fatto che sia giusto o meno preferisco portare un esempio perfettamente calzante.

In passato ho lavorato in Camerun in media 8 mesi all'anno per molti anni e conosco bene le realtà estere.

Ebbene, appena si arriva all'aeroporto si viene subito schedati, poi fanno sparire il passaporto (e bisogna pagare un obolo per riaverlo), poi ritirano un foglio nel quale si è costretti a dichiarare 1) Il motivo per cui si è lì. 2) Dove si alloggia. 3) I numeri telefonici in caso di contatto.

Ebbene, all'aeroporto prendono immediatamente le impronte digitali e fanno una foto in B/N orribile in cui si sembra fantasmi, forse la macchina fotografica è tarata sulla scala di grigi in voga tra la negritudine. Quando si dovrà fare il permesso di soggiorno, poi, si dovrà avere una società che lavora in loco con tanto di socio camerunese, altrimenti ci si scorda di aprire qualunque tipo di società.

Per ogni documento che si fa sono code infinite (mica c'é la coda riservata agli stranieri come da noi) e continue schedature delle impronte digitali, oltre che alla consueta sparizione del passaporto per il ritrovamento del quale occorre sganciare la mancia a tutti gli addetti delle forze dell'ordine locali possibili ed immaginabili. Ho calcolato di aver speso milioni delle vecchie lire in oboli.

Non parliamo poi di quando ci si deve muovere, ogni 30km c'é un posto di blocco in cui immediatamente si viene fermati perché bianchi (ed i bianchi hanno i soldi). Finita la perquisizione fino alle mutande e con futili motivi grazie alla quale controllano quanti franchi CFA vi siano nel portafogli, inizia la solita manfrina: a volte il timbro sul passaporto non è valido, a volte nascondono il passaporto e te lo richiedono, a volte dicono che stai trasportando merci non sdoganate. Insomma ogni scusa è buona e se non ci sono scuse le creano loro di sana pianta. Pertanto quando si ha a che fare con la polizia e affini si è tenuti bloccati sul posto per ore finché non si sgancia ciò che, in base alla perquisizione del portafogli, l'ufficiale ritiene essere il giusto compenso. Anche in quel caso il passaporto riappare, i timbri si ricolorano e le merci si sdoganano da sole in seguito a questo magico gesto di elargire denaro.

Ora, io come cittadino europeo mi sarei dovuto indignare ma essendo ospite di un'altra nazione e ben sapendo che la corruzione è d'obbligo mi sono adeguato alle loro richieste, pur se illegali, perché in verità le leggi camerunesi non ammetterebbero tali comportamenti da parte dei funzionari statali. Una volta ho provato ad andare da un superiore di un poliziotto per protestare e questi mi ha chiesto 10.000 FCFA (circa 30.000 delle vecchie lire) per fargli un cazziatone. Una comica!

Bene, così funziona in un paese nei confronti dei cui cittadini in Italia si pretendono porte aperte, tutti i diritti e nessun dovere, nemmeno un'impronta di un dito su un foglio di carta, apriti cielo!

Ebbene, da parte mia l'intingere nell'inchiostro le mani in media cinque volte la settimana fino quasi a strappami i polpastrelli per lavar via il colore blu non mi ha fatto gridare ad alcun episodio di razzismo, anche se di scocciatura si trattava. Insomma, ho accettato di buon grado questo trattamento nei confronti degli stranieri non perché fosse giusto o sbagliato ma perché ero in casa loro ed anche se spesso ho dovuto accondiscendere a piccoli soprusi l'ho fatto perché nel loro paese loro comandano come meglio credono.

Pertanto non vedo cosa ci possa essere di tanto scandaloso nel prendere le impronte digitali agli immigrati, tantopiù che lo si fa una volta sola.

Anche in questo caso i soliti latrati della sinistra stra-iper-garantista sono come quelli che proteggono l'automobilista dal soffiare dentro l'alcooltest "perché la privacy non dev'essere violata" salvo poi consentire a che si falcino dieci bambini in un colpo solo sul marciapiede a causa di bastardi ebbri o drogati che corrono come dannati.

L'ipergarantismo italico è una vergogna, dovremmo prendere spunto dalla Svizzera, un paese civile in cui vieni trattato in maniera educata - sempre che tu sia gentile e rispettoso delle loro leggi - ma nel quale straniero sei e straniero resti. Giustamente, aggiungo.

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