Libere Risonanze: Karadzic, la bestia di Sebrenica

22 luglio, 2008

Karadzic, la bestia di Sebrenica

Radovan Karadzic, il macellaio serbo bosniaco che insieme a Mladic ed a Milosevic fece massacrare come bestie centinaia di migliaia di innocenti e fece stuprare donne e bambini è stato acciuffato dalle forze di sicurezza serbe.

Karadzic si nascondeva sotto il falso nome di Dragan Dabic e grazie ad una fisionomia alterata da una folta barba bianca. Faceva il medico, Karazidc, come se nulla fosse.

Ne danno il triste annuncio i comunisti, che criminalmente lo sostennero per tutta la campagna di Bosnia e che ancora oggi negano le responsabilità evidentissime da imputare alla triade dell'orrore: ma si sa, la difesa dei comunisti va tutta e sempre a favore del delinquenti.

La restante parte del mondo civile, invece, dovrà sorbirsi un processo italian-style fatto di distinguo, di eccezioni, di non ricordo e di discolpe, mentre le prove stanno nelle fosse comuni e nella pulizia etnica perpetrata con arroganza, ferocia e bestialità.

Lo so, io sono un incivile e scusatemi, ma in questi frangenti mi compiaccio di esserlo: sono un unno, un klingon che vorrebbe vedere Karadzic non solo morire, ma lentamente, giorno dopo giorno e tra atroci sofferenze. Per personaggi come questo non basta la pena di morte, bisogna farglielo desiderare, il decesso, con la stessa brutalità che egli ha adoperato nei confronti di genti inermi.

Un personaggio che, a differenza di Hitler il quale ha almeno ha avuto la decenza e l'onore di togliersi la vita, stava scappando come un coniglio. Lo ricordiamo tutti impettito nell'ordinare le stragi di civili. Ora vigliaccamente cercava di farla franca.

Saddam, Ceausescu, Mussolini, Marcos, Noriega: tutta gente vile che massacra quando si sente forte e fugge precipitosamente quando viene ricercata.

Per costoro la pena di morte è poco: è necessaria una tortura preventiva.

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