Libere Risonanze: Cai Cai

17 settembre, 2008

Cai Cai

Tra breve, molto probabilmente i dipendenti di Alitalia rientreranno nell'alveo dei disoccupati. Il CAI finalmente li ha mollati.

Alcuni sindacati e le sinistre, ben interpretando l'irrazionalità popolare che da sempre contraddistingue coloro i quali incredibilmente applaudono la perdita di un posto di lavoro, da domani faranno piangere ai loro seguaci lacrime amare. L'unica cosa che saltrà in aria è quasi sicuramente la società che dava loro da vivere.

Ora che è tutto finito lo posso dire: anche se Alitalia fosse stata salvata non avrei mai più volato con la nostra compagnìa di bandiera. L'idea di dare soldi a questi personaggi non mi va proprio.

Oggi la sinistra è arrivata sulle carcasse di Alitalia e per giunta pronta a dare la colpa al governo che a loro dire "avrebbe gestito male la vicenda".
Io mi chiedo: il governo pur di salvare Alitalia ha sfidato l'impopolarità concedendo un prestito ponte con I NOSTRI SOLDI, ha probabilmente infranto le regole europee sugli aiuti di stato, si è speso in tutte le maniere per settimane in trattative notturne ed interventi di mediazione, ha mediato per la concessione del 7% degli utili della CAI a favore dei dipendenti, ha garantito protezioni sociali e ricollocamenti degli esuberi, ha accettato, sempre sfidando l'impopolarità, che un pò tutti i cittadini si facessero carico dei debiti della Bad Company dell'azienda.

MA CHE DIAVOLO DOVEVA FARE DI PIU'?

Andatelo a chiedere ad un operaio che lavora in una fabbrica per 1000€ al mese e viene licenziato se il suo trattamento è equiparabile a questo!!!

Ed ora si dia il via ai licenziamenti: la collettività ha già speso abbastanza per questa società. Se vogliono mangiare, come tutti gli eroici ed anonimi cittadini che sbarcano faticosamente il lunario e grazie ai quali questo paese sta ancora in piedi, che vadano ad elemosinare un posto al call center nelle agenzie di collocamento. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Addio Alitalia, non mi mancherai.

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