Libere Risonanze: Obamòmani

06 novembre, 2008

Obamòmani

A sentirli oggi sembra che si siano fatti una pista di coca. Il mondo è in festa, la gente esulta come se Obama fosse il presidente della loro nazione, l'euforia sprizza da ogni poro, la massa è ipnotizzata e drogata da una campagna elettorale di cui non sa un accidente se non che è stato eletto un nero.
We Can Change ha fatto breccia, sì, We Can Change ma, per inciso, potremmo cambiare anche in negativo.
L'euforìa generale infatti verte solo sul fatto che un nero è arrivato alla presidenza degli Stati Uniti D'America. Capirai che garanzia può dare il colore della pelle! Infatti Wall Street, che non sottilizza su queste fregnacce melaniniche, ieri ha perso il 5%. Oggi pure. Se il nuovo che avanza si vede come il buongiorno, prepariamoci a mettere i soldi sotto il materasso!
Questa dell'esaltazione della "razza" onesta e pura in quanto nera è una solenne stupidaggine.
Forse che Moubutu e tutti capi di stato dell'Africa perseguiti ora ed in passato perché dittatori feroci e sanguinari sono bianchi? Forse che la guerra tra Utu e Tutsi in cui si violentavano e sbudellavano donne e bambini fu fatta da eschimesi? Forse che in Congo attualmente si stanno scannando magiari ed austriaci? Forse che molti clandestini che si mettono al volante ubriachi e drogati hanno pelle bianca?
Ma andiamo, siamo seri e piantiamola con questo stomachevole repertorio di inutili e presunte connessioni tra colore della pelle e cervello!
Finiamola con questo razzismo al contrario! Certo fa piacere vedere che gli Stati Uniti si siano parzialmente affrancati dal razzismo, ma affermare, come ho letto in giro per il web, che "l'aria sta già cambiando" è un'idiozia.
Innanzitutto perché Obama assumerà i poteri esecutivi solo verso metà gennaio, quindi ciò che c'era una settimana fa c'é anche oggi e l'aria è sempre la stessa.
In secondo luogo perché è cretino giudicare un uomo per il colore della pelle. Questo vale sia per i caucasici, sia per i neri, sia per i pellirosse che per i cinesi o per qualunque altra etnìa, scegliete voi quale. Se ammettessimo questo, infatti, faremmo del razzismo al contrario e ciò è stupido ed acefalo esattamente come il razzismo classico.
In terzo luogo forse non tutti sanno che Obama farà spendere agli Stati Uniti una marea di risorse finanziarie imbarcandosi in progetti impossibili, a partire dalle fonti rinnovabili che rispetto al nucleare sono costosissime e sconvenienti e finendo con il "dialogo" nei confronti dei paesi filoestremisti. La vedremo, tutta quest'euforia, quando l'americano medio dovrà aprire il borsellino, quando i terroristi aggrediranno gli interessi statunitensi in tutto il mondo o quando Obama dovrà confrontarsi con politici navigati. Voglio vederlo, Obama, con la sua scarsissima esperienza confrontarsi con gente come Putin. Sarà divorato in un sol boccone.
Aspetto gli Obamòmani al varco: potrebbe accadere esattamente come quando i cocainomani, dopo l'effetto euforico della magica polvere bianca, subiscono il conseguente collasso.
Io certo non me lo auguro, anzi, spero che Obama rappresenti la migliore presidenza possibile perché amo gli Stati Uniti, perché sono grato a questa nazione sia che venga guidata da un repubblicano che da un democratico. Per fortuna non sarà mai governata da un comunista o, per quanto possa essere scarso il loro Presidente, da gente come Veltroni o Prodi. E già questo è un bel vantaggio.
Comunque una bella doccia fredda per tutti ed un pò di moderazione nei giudizi sarebbe opportuna: ricordatevelo, talvolta i sogni si tramutano in incubi ed in quel caso è preferibile svegliarsi.

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2 Comments:

Blogger Angelo D'Amore ha detto...

in molti stanno cercando di far passare questo momento di grande trapasso come un ricurgito del 68'.
nel 68 c'era una rivoluzione dei costumi, della cultura.
oggi c'e' solo decadenza.
nel 68 si combatteva contro simboli forti, inattaccabili, quali i partiti, gli uomini politici, le istituzioni.
oggi questi non esistono piu'da tempo, e' come sparare sulla croce rossa.
nel 68 il sindacato era alleato della protesta.
oggi il sindacato e' stato abbandonato anche dai lavoratori.
nel 68 gli studenti finivano di essere massa ricevente un pensiero, diventando soggetti attivi.
oggi gli studenti sono diventati soggetti attivi di un pensiero di massa, a volte acritico, spesso politicizzato.
nel 68 si faceva la storia.
oggi si cerca di riproporla, in un contesto socio-economico completamente mutato.
una volta era rivoluzione.
oggi e' solo grido di protesta.

giovedì, 06 novembre, 2008  
Blogger Angelo D'Amore ha detto...

mettiamo i piedi per terra

ne parlo nel mio blog

angelo

venerdì, 07 novembre, 2008  

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