Libere Risonanze: Ecco il perché appoggio la pena di morte

16 gennaio, 2009

Ecco il perché appoggio la pena di morte

Ormai non si contano i casi nei quali emeriti assassini e delinquenti incalliti la fanno franca, beffandosi della giustizia e soprattutto dei famigliari delle vittime, a cui essi hanno provocato lutti, disperazione e drammi spaventosi.
Ultimo episodio di questa "frontiera"dello sfottò è quello del terrorista Cesare Battisti, rifugiato prima in Francia poi in Brasile dove, sembra, potrà "scontare" i sui crimini su una spiaggia calda ed assolata in compagnia di una caipirinha magari con ombrellino annesso grazie alla complicità di un governo retto da Lula, altro bell'esempio di sinistro.
E mentre i familiari delle vittime di disperano e si struggono nel dolore di un padre, un figlio, un fratello che non c'é più e che magari lascia padri, mogli, madri e bimbi piccoli che cresceranno come orfani, questi farabutti si godono la libertà.
Lo ribadisco e lo grido con tutta la forza che ho in corpo: per certa gente la pena di morte dev'essere è più che una certezza. Per certa gente occorrerebbero delle squadre killer, di tipo israeliano, che arrivaino in loco, dovunque il criminale si sia rifugiato e lo facciano fuori come un cane.
Se fossi io il figlio di una vittima di certi personaggi, state sicuri che andrei subito a cercarlo. Non so se avete visto il film "Un borghese piccolo piccolo" di Alberto Sordi. Vi garantisco che quello al confronto sarebbe uno scherzo e non ci perderei minimamente il sonno quando la mia missione fosse compiuta, anzi. Probabilmente dormirei in galera ma cazzo, come dormirei bene!

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