Libere Risonanze: Io denuncio, tu denunci...

19 marzo, 2009

Io denuncio, tu denunci...

Quando si combatte una guerra non si va tanto per il sottile: a mali estremi si devono praticare estremi rimedi.

La lotta alla clandestinità è una vera e propria guerra e se la si vuol vincere occorre farlo con ogni mezzo possibile, creando terra bruciata attorno a coloro che pensano di arrivare in Italia illegalmente e di farla franca grazie al buonismo cattocomunista che da sempre ci condanna a subire tutte le nefandezze possibili senza mai reagire.

Chi arriva illegalmente in Italia, insomma, è un fantasma e come tale non è una persona fisica, quindi non deve trovare alcun appoggio per una vita normale: non deve poter trovare chi gli affitti una casa, chi lo curi (o se lo si cura -perché è inumano non farlo- poi lo si rispedisce a casa sua) chi lo istruisca, chi gli dia aiuto, un lavoro in nero o da mangiare.
Solo così si può fermare questa spaventosa piaga, diffondendo tra gli irregolari la certezza che chi arriva qui spende solo dei soldi in un viaggio inutile.
Per quanto poi concerne la possibilità di lavorare in Italia, per gli extracomunitari si dovrebbe procedere con liste di attesa alle ambasciate e non farli entrare per permettere loro di cercare un lavoro, perché se essi non lo trovano ovviamente rimangono qui a delinquere.

Più precisamente bisognerebbe che il permesso di lavoro e quindi d'ingresso per gli extracomunitari fosse unica ed esclusiva competenza delle ambasciate.
Con cadenza mensile si potrebbero ad esempio stilare delle liste "di disponibilità" presso le aziende e dividerle per ambasciate, poi inviare ad esse queste liste di collocamento.
Alle ambasciate potrebbe essere fatto obbligo di richiedere ai cittadini extracomunitari il certificato dei carichi pendenti ed accettare solo coloro che non si sono distinti per azioni delinquenziali. In questo modo avremmo risolto il problema dell'immigrazione di gente poco raccomandabile.
Questo sistema avrebbe anche altri due vantaggi: il primo è che lo stato conoscerebbe dove l'extracomunitario lavora e quanto tempo rimane impiegato potendo anche predisporre opportune verifiche anche fiscali. Ovviamente la corretta assunzione dell'immigrato ed il suo adeguato e dignitoso trattamento dovrebbe essere responsabilità dell'azienda richiedente.
Il secondo vantaggio consisterebbe nel fatto che il lavoratore sarebbe garantito esattamente come gli italiani, l'azienda sarebbe costretta a versargli il salario sindacale, i contributi, i fondi per la malattia etc... Questo strapperebbe dalle mani della mafia o di organizzazioni criminali nostrane tutti gli immigrati.
Il che, di questi tempi, non è poco...

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