Libere Risonanze: Estremisti contro

06 luglio, 2009

Estremisti contro

Mai e poi mai appoggio la Cina, paese nel quale il dissenso è soffocato nel sangue e le libertà personali sono assai limitate od addirittura inesistenti. Ma allo stesso tempo mai e poi mai appoggio l'Islam radicale, a causa del quale i diritti della donna e dei non musulmani vengono parimenti calpestati ed affogati nel sangue.

Abbiamo visto cosa capita quando un format repressivo come quello islamico viene in contatto con le nostre democrazie: in nome di un non ben definito buonismo ai musulmani è concesso quasi tutto, "perché le loro tradizioni sono secolari e perché derivano dall'interpretazione di un testo sacro".

Così le frustate non fanno poi tanto male, le donne accettano col sorriso le botte ed i burqa, la sharìa può permettersi di condannare a morte, anche dentro i nostri confini, chiunque critichi il modus vivendi dei musulmani o si opponga alle leggi coraniche.
Il regista Van Gogh e Salman Rushdie ma anche Magdi Cristiano Allam ne possono essere testimoni. Anzi, lo sono solo due di loro, visto che il primo è già stato ammazzato per mano dei fanatici religiosi.

Ebbene, la reazione di una democrazia è lenta. Bisogna che si crei una larga opinione pubblica ed anche quando vengono approvate sacrosante leggi contro gli abusi commessi in nome delle tradizioni religiose, c'é sempre una nutrita schiera di deficienti che difendono l'indifendibile e che appoggiano di fatto gli usi e costumi dei carnefici, i quali si sentono autorizzati a scagliarsi impunemente contro le loro vittime predestinate.

Quando però un format violento ed intollerante si scontra con uno ancora più violento e repressivo, allora son dolori.

Ripeto, non che io tifi per la Cina, però in Cina è indubbio che sappiano tenere l'ordine. Se si creano condizioni di tumulto e di protesta e si fa troppo baccano ci si trova in una fossa con la pallottola nel cranio. I noglobal l'hanno capito subito ed infatti, vigliaccamente, protestano nei paesi liberali in cui la mano dello stato è morbida come il velluto e la polizia si deve difendere dall'accusa di aver manganellato dopo essere stata aggredita. Se le "manifestazioni" noglobal si tenessero in Cina, dopo la prima macchina bruciata ci libereremmo finalmente una volta per tutte dei delinquenti che qui imperano e spadroneggiano impuniti e che addirittura vengono mandati in parlamento da certa sinistra. Il problema però è che la Cina reprime con la stessa violenza sia chi protesta per vandalismo o per affermare il suo diritto di esercitare un sopruso sugli altri, sia chi invece dissente pacificamente ed anela a quella libertà che gli spetta di diritto.

Fatte queste considerazioni mi chiedo: senza arrivare ad eccessi come quelli cinesi, non sarebbe bene che anche le democrazie occidentali iniziassero ad imparare un pò di "cura cinese" nei confronti di vandali ed integralisti? Direi di sì.

Se proprio non si vuole introdurre la pena di morte per chi crea caos e terrore vogliamo almeno istituire i lavori forzati a vita? Dalle 8 alla mattina alle 20 della sera a lavorare con i ceppi ai piedi a pane ed acqua, se si lavora si mangia altrimenti a letto a digiuno.

Dopo la "cura cinese" vedremo se certi integralisti avranno ancora voglia di bastonare le loro donne, ammazzare gli "infedeli" e progettare attentati ed allo stesso modo vedremo se in nome dell'anarchìa i soliti "pacifisti" violenti avranno ancora tempo e voglia di mettere a ferro e fuoco le nostre città.

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