Libere Risonanze: No-Bel

09 ottobre, 2009

No-Bel

Il Nobel per la pace a Barack Obama ricorda molto i movimenti femministi degli anni '60. Indiscutibilmente le donne, prima di allora, erano trattate ancora dagli uomini e dalle società occidentali che si affacciavano a diventare moderne come specie di concubine, per non dire come esseri che dovevano procreare, lavare i panni e stare a casa ad aspettare i mariti che molto spesso facevano i comodi loro.

Dagli anni '60 tutto è cambiato, ma in peggio.

A fronte del riconoscimento graduale dei sacrosanti diritti delle donne abbiamo assistito ad un imbarbarimento delle rivendicazioni in tal senso, tanto che le stesse donne, in piazza, esibivano il peggio del peggio, tra mani congiunte con i pollici a simulare la vagina al grido di "la fica è mia e me la gestisco io".

Insomma, da quel periodo non è venuto fuori niente di buono se non l'esagerazione e la volgarizzazione di quelli che dovevano essere diritti naturali riconosciuti a coloro che per noi uomini sono spesso i nostri angeli custodi. Infatti, come per tutte le cose fatte male, dopo tanti urli nelle piazze e dopo tante rivendicazioni argomentate con arroganza e repressa cattiveria, si è arrivati al paradosso che oggi siamo pieni di veline, di attriciucole che vanno a letto con il primo calciatore che conoscono e di ragazze che, credendosi furbe, per far successo preferiscono l'immediata scorciatoia del letto e del gossip a quella ben più faticosa ed impegnativa del duro lavoro.

Ebbene, dicevo, la storia di questo Nobel mi sembra simile a quella delle femministe.

Obama non ha alcun merito particolare se non il fatto di essere nero. Già non mi piace quando si parla di "un presidente nero" perché il presidente degli Stati Uniti è il presidente e basta. Può piacere o no ma l'aggiungere l'aggettivo sa di razzista al contrario. Che poi sia nero, giallo, itterico, che sia un pellirosse o a pois, a me non importa nulla. Ciò che è importante è che egli sia bravo e svolga bene il suo lavoro.

Il Nobel è un'ulteriore esagerazione di questo concetto. Ad Obama il Nobel è stato dato perché nero, non per meriti particolari. Volendo essere più precisi, Obama non ha finora fatto assolutamente niente per la pace, anzi, ha adottato una normale politica di aperture proprio verso quei paesi come l'Iran che ci stanno prendendo in giro e che di nascosto si stanno dotando della bomba atomica. Non per niente Ahmadinejad ha alzato la cresta come un galletto. L'avesse fatto con Bush ne avrebbe ricevuto subito qualche missile in testa.
Ma Obama è nero e bisogna pur riparare secoli di apartheid e di soprusi. Quindi occorre santificarlo come se fosse il salvatore del mondo. Per questo prevedo che sposteranno il sepolcro di Padre Pio ed al suo posto, quando morirà, metteranno Obama. Il Nobel non c'entra nulla, è fuori luogo ed è un esempio di razzismo riparatore: oggi non si può dire nulla ad un nero che si metta a far casìno, perché in tal caso si è razzisti. Bisogna tacere e sopportare, perché i suoi antenati sono stati messi dei bianchi a lavorare nei campi di cotone. E così la responsabilità, che dovrebbe essere personale, va a farsi benedire secondo il concetto di "responsabilità della razza".

Ebbene, accettiamo pure che questo concetto sia valido e che una razza intera sia responsabile per ciò che gli altri della stessa razza fanno: allora perché quando in Italia si vogliono cacciare gli arabi ed i musulmani che da sempre sono sinonimo di terrorismo, la sinistra leva gli scudi e li difende senza quartiere? Perché si deve identificare una razza come criminale solo perché è bianca ed invece si deve giustificare un'altra solo perché è povera e perché in virtù di tale condizione mette le bombe nei mercati od ammazza i figli che vogliono vivere all'occidentale?

Un Nobel per la pace, certo. Bastava scegliere uno dei tanti missionari che crepano in Africa per aiutare i bimbi a non morire di fame a due anni. A loro, a questi eroi dimenticati anche da una Chiesa troppo impegnata a macinar denaro, dovrebbero dare il Nobel, non ad Obama. Poi se lo scegliessero nero a me va bene, purché il premio sia consono ad un effettivo merito.

Propongo di istituire un altro Nobel, quello per l'ipocrisìa: i vincitori sarebbero sicuramente quei parrucconi che hanno deciso la scempiaggine di regalare ad Obama un premio tanto importante.

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1 Comments:

Blogger Tommaso Pellegrino ha detto...

Questo premio Nobel mi sa anche tanto di premio Ignobel,cioè di quello che si dà (sinora per altre specialità, non per la Pace)relativamente alle ricerche scientifiche più inutili o bizzarre (esempio: se siano statisticamente più bravi in storia i ragazzi con i capelli rossi o quelli bruni), pur trattandosi sempre ricerche scientifiche, in un certo senso. Allo stesso modo, non è detto che i semi gettati sinora da Obama per la risoluzione il più pacifica possibile dei vari problemi internazionali siano per forza tutti destinati a non dare frutti, ma questo è ancora ben diverso dall'essere invece già in presenza di risultati soddisfacenti talmente clamorosi da giustificare l'assegnazione, al nostro "abbronzato" amico, del riconoscimento più prestigioso del del mondo destinato a chi davvero contribuisce a fare di questa Terra un pianeta più vivibile.
Tommaso Pellegrino-Torino
www.tommasopellegrino.blogspot.com

sabato, 10 ottobre, 2009  

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