Libere Risonanze: Ristorante Copenaghen

09 dicembre, 2009

Ristorante Copenaghen

Eccoci ancora una volta alla stucchevole parodia di quello che dovrebbe essere un summit e che invece come al solito finirà in una bella cena in cui non mancheranno tartine al caviale con champagne come spuntino ed aragosta in salsa rosa a cena, così i rappresentanti delle Nazioni Unite potranno farsi ricche crapulate a spese del contribuente mondiale. Come al solito, aggiungo.

Dopo almeno una mezza dozzina di conferenze in cui si è deciso di non decidere, sembrava che l'imbuto convergesse nella conferenza di Copenaghen grazie alla quale tutto doveva risolversi.
Abbiamo avuto un Obama perentorio col suo "Yes we can", la Cina che prometteva un sostanziale abbattimento delle emissioni (e degli oppositori politici), gli europei la cui unica occupazione è come al solito di "magnar" tartine visto che non contano un piffero, l'India che "arriva con proposte concrete". Chiudono la sfilata i paesi del terzo mondo con i loro rappresentanti leopardati e vestiti nei tradizionali indumenti locali (forse bisognerebbe spiegar loro che sono in Danimarca e non nel Togo) che per un pò di giorni stringono mani e si sentono importanti anche se contano come il due di coppe quando la briscola è denari e nessuno li - scusate il termine - caga nemmeno di striscio.

Una volta arrivati al tavolone delle conferenze e dopo il primo giorno di tartine e caviale, di cene faraoniche e di aragoste gastrosostenibili si raggiunge un "grande ed importante traguardo": gli Stati Uniti ammettono che le emissioni industriali sono nocive, come se uno si tirasse una picconata sul piede, ci mettesse quindici anni a capire che fa male e poi dicesse "Ahi!". Un giorno perso e milionate di euro spesi per annunciare un'ovvietà del genere. Complimenti.

Dopo il primo giorno in cui si è raggiunto questo importante traguardo, la parola d'ordine diventa "trattare", quindi inizia il solito straziante balletto in cui "si negozia", il che equivale a dire che ci si tira le seggiole.

Gli USA annunciano che sono pronti ad operare tagli alle emissioni se anche la Cina li seguirà. La Cina dice no, perché dobbiamo essere noi quelli penalizzati visto che voi negli anni vi siete fatti le budelle d'oro a spese dell'Artide e propone tagli meno sostanziosi per sé ma più onerosi per gli Stati Uniti. Ovviamente gli States non ci stanno: al momento siete voi ad inquinare e siete in un miliardo e trecento milioni, basta che ogni cinese emetta una flatulenza tre volte a giorno ed addio ozono. E gli orsi bianchi che muoiono per colpa dei cinesi non li aiuta nessuno, se non una fabbrica di mentine, quindi in riga, compagni. L'Europa ascolta e continua a mangiar tartine, basta che non taglino quelle ed il vecchio continente è a posto. L'India dice che va bene e che anch'essa è pronta a tagliare ma non glie ne frega niente perché tanto nessuno ha la capacità di andare a vedere in un territorio così vasto ed impervio cosa le fabbriche sversino nei fiumi. Alla fine il cerino rimarrà nelle mani dei paesi sottosviluppati, i quali dovranno tagliare le emissioni che non hanno, perché l'unica fabbrica che possiedono è la popolazione femminile che continua a figliare come una catena di montaggio. Poco male, tanto ai rappresentanti dei paesi sottosviluppati basta la classica foto di gruppo piena di sorrisi soddisfatti di fianco al potente di turno per darsi delle arie una volta a casa, come quei personaggi che pur di apparire si collocano dietro ai giornalisti che raccontano di una strage e fanno ciao con la manina.

Ebbene, questo atteggiamento diventa ancora più comico quando ci si impone di raggiungere dei traguardi assurdi ed impossibili, tipo quello di ridurre dell'80% le emissioni nocive entro il 2050. La strategìa è collaudata: se le nazioni procedessero a piccoli passi e si ponessero dei traguardi umanamente raggiungibili vi sarebbero paesi che rientrerebbero nella fascia dei virtuosi ma altri che non ottempererebbero e che sarebbero messi giustamente alla berlina. Così facendo, invece, nessun paese del mondo potrà mai ottenere tali risultati in così breve tempo ed allora si farà come per le tifoserie del calcio, l'Inter viene buttata fuori dalla Champions ma anche voi juventini o milanisti non siete riusciti a passare pertanto senti da che pulpito viene la predica, state zitti e pensate ai problemi vostri.

In conseguenza di ciò ancora una volta nessun risultato concreto verrà deciso, ci si darà appuntamento in un'altra città per continuare la farsa e paradossalmente gli unici a portare a casa risultati tangibili saranno i paesi del terzo mondo, che metteranno nella valigia una foto ricordo da incorniciare e qualche cartoccio di avanzi della cena della sera prima.

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