Libere Risonanze: Corea del Nord meglio di Iran (e di Prodi)

02 settembre, 2007

Corea del Nord meglio di Iran (e di Prodi)

Annuncio clamoroso quello che Domenica 2 Settembre fa il giro del mondo sulle principali testate giornalistiche: la Corea del Nord, dopo anni di trattative rinuncia al programma nucleare. Il regime coreano cede le armi e s'inchina alla volontà della comunità internazionale in seguito alle pressioni da parte di tutti i paesi coinvolti nel processo di denuclearizzazione.

Questo risultato è la dimostrazione che con paesi retti da regimi sanguinari è possibile dialogare solo se si mantiene la pistola alla tempia: il dialogo senza deterrenza, infatti, non produce alcun effetto, con buona pace di chi, come Fassino o Prodi, pensano che sia giusto il dialogo da una posizione di sudditanza anziché di forza. Ora e grazie alle minacce statunitensi per Pyongyang si potrebbe aprire davvero una stagione felice: niente più embarghi o timori di attacchi militari e se il regime, lentamente come in Cina, sarà così furbo da aprire un pò le sue porte all'Occidente (ricordiamoci che la Corea del Sud potrebbe fare molto per aiutare quella del Nord) non solo potrà disporre di tutta l'energia di cui ha bisogno ma potrà anche modernizzarsi e tirare fuori dal pantano i milioni di persone che, a causa delle scelte scellerate dei comunisti, vivono nell'indigenza più assoluta e nella fame più nera.

Detto questo è sconsolante invece il discorso che riguarda l'Iran, arroccato sulle sue posizioni più integraliste: menefreghismo totale nei confronti di tutto e tutti, disconoscimento della comunità internazionale, ripudio di ogni regola del vivere civile, minacce ai propri vicini filoccidentali.

Solo Prodi, oggi, parla dell'Iran in termini di distinguo, dicendo come al solito un'emerita cretinata: secondo il Presidente del Consiglio per l'Iran "occorre distinguere il nucleare dedicato a fini civili da quello dedicato a fini militari".

Tre sono le considerazioni che gli si potrebbero opporre, la prima di natura tecnica, la seconda di natura geopolitica, la terza di natura di politica economica interna.

Primo, l'uranio per far funzionare le centrali atomiche dev'essere stato preventivamente arricchito (le famose centrifughe servono proprio a questo scopo); il problema è che anche per fabbricare le testate atomiche serve l'uranio arricchito. Non si vede quindi il discriminante di questo distinguo, visto che per entrambi gli scopi occorre lo stesso prodotto e che il destinare qualche chilo di materiale fissile ad altro uso sarebbe un gioco da ragazzi. Sarebbe come se ad un piromane si regalasse un fusto di benzina: per riempire il serbatoio della macchina, penserebbe una persona normale, il problema è che il piromane è tutto fuorché normale. Ma sapendo che costui è un piromane risulterebbe idiota regalarglielo, no?

Sarebbe bene che Prodi, prima di cianciare di cose tecniche (cfr. articolo sull'energìa solare) parlasse un pò con gli esperti del settore.
Ma cosa pretendere da uno che ascolta Padoa Schioppa?

In secondo luogo vi è una considerazione di natura politica che capirebbe anche un bambino di dieci anni: l'Iran, come è noto, finanzia il terrorismo in tutto il mondo. Chi ci assicura che non acquisti l'uranio con la scusa di arricchirlo per utilizzarlo nelle centrali atomiche ma che invece non lo venda ad Al Queida per consentire la costruzione di una bomba "sporca", ovvero dotata di deflagrazione mediante esplosivo ma priva di innesco del processo di fissione?

Anche per questo aspetto Prodi ha detto la sua solita fregnaccia, convinto che il mondo non gli rida dietro come invece sta facendo ogni volta che apre bocca.

Terzo punto: Prodi giustifica il fatto che ogni paese abbia il diritto di dotarsi di energia nucleare, però i suoi alleati sono Pecoraro ed i comunisti italici che ci hanno condannato una ventina di anni or sono alla dipendenza economica ed energetica dal petrolio. Come mai in Italia si fanno fuoco e fiamme per impedire la costruzione di centrali nucleari mentre nei confronti degli altri paesi si accetta benevolmente (per non dire che si incoraggia) l'adozione di tale tecnologìa?

Mah, a volte penso che certe volte siano più intelligenti i coreani del Nord: no, forse sono meno stupidi...

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