Libere Risonanze: Liberazione (dal giornale)

29 settembre, 2008

Liberazione (dal giornale)

Ciò che sta accadendo a Liberazione, il quotidiano diretto da Sansonetti, è sintomatico di come le sinistre (ed in particolare quelle estreme) sappiano gestire l'economia.

I partiti facenti parte dell'Arcobaleno hanno i conti in rosso ed il loro giornale versa in condizioni difficili: per la verità i comunisti ed in genere i sinistri non mi paiono un granché in veste di economisti, visto che già Il Manifesto in passato fu costretto a questuare un aiuto dai lettori mentre l'Unità addirittura sospese la propria pubblicazione.

Ma tant'é. Per Liberazione vi è però un quid in più, un paradosso ulteriore: al giornale si sciopera contro il partito di Rifondazione Comunista a causa del "comportamento antisindacale" dello stesso e della "mancanza di chiarezza sul futuro del giornale e la sorte di chi ci lavora".
Il che appare una comica perché sarebbe come se si andasse dal Papa a protestare per la mancanza della messa domenicale.

Il giornale di Sansonetti quindi entra in un tunnel difficile: personalmente ho in odio le idee di Liberazione, che rappresentano quanto più opposto e distante si può trovare dal mio modo di concepire il mondo e la realtà dei fatti.

Ma io, a differenza di chi si professa comunista e fa di tutto per mandare a ramengo l'avversario politico e le sue società, tengo a precisare che la perdita di posti di lavoro IN QUALUNQUE CASO è sempre un dramma ed una tragedia per coloro i quali ne subiscono le conseguenze.

Pertanto, reprimendo una parte di me che tifa per il fallimento di Liberazione (e quindi anche delle sue idee pubblicamente espresse) devo confessare che mi spiacerebbe vedere famiglie sul lastrico per scelte sbagliate o per cattiva amministrazione.

La stesso archetipo di amministrazione, ricordiamolo, che in due anni ha portato l'Italia sull'orlo della bancarotta.

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