Libere Risonanze: Papecunia non olet

06 ottobre, 2008

Papecunia non olet

Siamo al delirio.

Papa Benedetto XVI anche stavolta, dopo la questione dei condom e degli anticoncezionali, ha perso una buona occasione per evitare di coprirsi di ridicolo od attirare su di sé l'indignazione delle persone che usano un minimo di cervello.

In occasione della crisi finanziaria in atto, il Papa ha dichiarato che "Vediamo adesso nel crollo delle grandi banche che i soldi scompaiono, sono niente, e tutte queste cose che sembrano vere in realtà sono di secondo ordine". Poi ha rincarato la dose: "Solo la parola di Dio è una realtà solida".

Lo confesso, sono attonito. Non mi piacciono le invettive alla Guzzanti, però di fronte a tali assurde esternazioni mi domando davvero se quest'uomo abbia un senso della realtà oppure viva nel mondo dell'iperuranio.

Se fossi stato il Papa avrei fatto un discorso del tipo "Il capitalismo speculativo fine a se stesso è cosa assolutamente sbagliata di cui prima o poi si pagano le conseguenze. La speculazione dev'essere saggia e soprattutto moderata perché dev'essere un mezzo e non un fine per migliorare la nostra vita terrena". Insomma, un occhio anche alla praticità della vita di tutti i giorni.

Ma il papa no. Il papa è radicale. Solo in Dio si trova tutto ciò che serve all'uomo, le esigenze terrene sono una quisquilia non degna di importanza. I soldi sono il demonio, gli interessi sul mio capitale sono orrori da eliminare (qualcosa mi ricorda il comunismo): il prossimo mese invierò a Dio le mie bollette ed alla provvidenza le mie tasse, poi se mi vengono a staccare il gas e la luce chiederò spiegazioni e miracoli al Datore di Lavoro del Papa.

Ma che dice quest'uomo? L'essere umano non campa solo di preghiere e di fede bensì anche di gratificazioni terrene. L'uomo ha quotidianamente a che fare con la malvagità, con la bontà, con i suoi bisogni, con i desideri, con la tangibilità del frutto del suo lavoro ed infine, perché no, con lo slancio necessario per raggiungere una condizione sociale sicura e tranquilla tramite la competitività e la meritocrazia, di cui la gratificazione è appunto il denaro. Certo, non bisogna mai perdere di vista il fatto che il denaro non fa l'uomo ed un animo umano attratto solo dai soldi è arido e vuoto ma questo è un caso estremo. La domanda per una persona normale che vive le disponibilità economiche dando loro la giusta importanza è: perché dovremmo fustigarci in continuazione come fanatici? I soldi sono cosa utile e positiva poiché quantificano concretamente il valore degli oggetti che tutti noi usiamo, altrimenti saremmo ancora al baratto arbitrario (che anch'esso in fin dei conti è una relazione commerciale). Il denaro ovviamente ci facilita la vita anche se non può riempircela. Poi, che se ne abusi (come è accaduto) è un altro paio di maniche: ma il Papa non ha sviluppato il suo discorso in questo senso, egli si pone come nemico dei soldi (e del capitalismo) in generale. Più o meno come Papa Giovanni Paolo II da cui Ratzinger ha assorbito parecchio e che a dispetto di tutte le lacrimucce versate dal popolo e la mitizzazione postmortem da parte dei media non mi è mai stato simpatico.

Ebbene, chiediamo un pò al Papa quanto ci costi la Sua Chiesa, cosa fanno le sue banche quando macinano denaro (e speculano allegramente come tutte le altre), il perché alcune banche vaticane sono tra le maggiori mediatrici per l'esportazione di armi verso paesi del terzo mondo. Chiediamoci quanto costi un viaggio papale, quanti ori e tesori del Vaticano (ben custoditi nelle casseforti - non si sa mai che il diavolo ne fuoriesca) siano proprietà della Chiesa e quanti immobili essa possieda. Perché il Papa chiede alle Sue pecorelle lo 0,7% delle imposte annuali? Perché quando il Papa s'ammala ha a disposizione sempre i migliori chirurghi ed un intero piano dell'ospedale? Quanto costa un semplice abito da cerimonia di un comunissimo prete tra stole, rasi ed oro zecchino? Perché la Chiesa non paga l'ICI?

Guardate che bell'abitino discreto indossa il Papa nella foto inserita.

Scusatemi ma queste esternazioni mi fanno infuriare: non accetto questo genere di prediche da chi vive nel lusso stratosferico pretendendo falsamente di portare la parola di Cristo, il Figlio di Dio, un Uomo Immenso che a differenza del Papa cavalcava un asino e morì nudo su una croce.

VERGOGNA!

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4 Comments:

Blogger John Christian Falkenberg ha detto...

Attento che ti scomunicano e ti mandano un libanese maronita ;)

lunedì, 06 ottobre, 2008  
Blogger Jetset - Libere Risonanze ha detto...

hehehe certo che essere scomunicato nell'era della comunicazione è davvero il colmo... ;-)

lunedì, 06 ottobre, 2008  
Blogger John Christian Falkenberg ha detto...

Sono i rischi della brutta abitudine al pensiero razionale!

lunedì, 06 ottobre, 2008  
Blogger Jetset - Libere Risonanze ha detto...

Già, maledetto Galileo... :-)

martedì, 07 ottobre, 2008  

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