L'orto del Vaticano
La notizia secondo cui l'ora di religione non si deve toccare (parole del Vaticano) da un lato mi induce ilarità, dall'altro mi irrita.
La ragione della mia ilarità è che la Chiesa continua a tirarsi la zappa sui piedi: purtroppo però non si accorge che insieme a lei tra l'incudine ed il martello ci siamo anche noi italiani. La sua solita filosofia del "volemose bene" coniugata all'imperfetto (ed in seconda persona plurale) aveva suscitato moltissime proteste tra gli italiani quando i monsignori e prelati vari rilasciavano dichiarazioni burrascose contro la rozza Lega, accusata di fare del razzismo solo perchè non intendeva spalancare le porte dell'Italia al mondo intero. Ne abbiamo sentite di tutti i colori, che noi italiani siamo egoisti, che siamo razzisti, che odiamo "il diverso" (ma guarda un pò da che pulpito, visto che i gay vengono così bene accettati da Nostra Madre Chiesa), insomma, che pensiamo solo al nostro orticello.
Ebbene, la Chiesa insieme ai sinistri si è messa di traverso quando Maroni ha promulgato le leggi sulla sicurezza che prevedevano i respingimenti. Da allora la Chiesa ci ha considerati poco più che barbari.
Ma i conti non si fanno senza l'oste ed in questo caso l'oste sono gli stessi immigrati che, raggiunto nel nostro paese un ragguardevole numero grazie al cattocomunista-pensiero delle porte spalancate, ora pretendono di differenziare l'ora di religione escludendo in parte la pastorale opera del Vaticano.
E poiché questa è una novità che non coinvolge gli altri come quando i portoni delle basiliche si chiudono e di notte gli stupri o le rapine ce li cucchiamo solo noi ma non i preti, ebbene, in questo caso la Chiesa si specializza nella suo più riuscito spettacolo: il trasformismo.
D'impulso e con sdegno la Chiesa si mette a protestare perché qualcosa di suo viene sottratto, perché la tradizione che voleva l'ora di religione a suo solo ed unico appannaggio potrebbe essere condivisa con altre religioni. Ed ecco l'ipocrisìa che m'indigna: dopo averci chiesto di aprire le braccia e stendere un tappeto rosso (il colore non è casuale) la Chiesa cambia radicalmente e schizofrenicamente idea se anche ad essa viene richiesto un sacrificio.
Già c'erano stati i prodromi di una simile situazione quando qualcuno pensò di costruire le moschee vicino alle basiliche: allora il niet Vaticano fu secco, deciso ed inappellabile.
Però la Chiesa di Roma vede di buon occhio i nomadi sotto casa nostra "perché bisogna dividere il pane".
Solo che i filoni e le rosette in Vaticano se li magnano loro, almeno a giudicare dalle pance dei cardinali, da sempre belli rosei e pasciuti.
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