Libere Risonanze: giugno 2010

22 giugno, 2010

Indagassolto

Non entro nel merito della vicenda della denuncia per truffa in cui è stato coinvolto Di Pietro perché non ne conosco i fatti e quindi scriverei probabilmente fandonie sia se mi schierassi con il leader dell'IDV sia se mi schierassi contro.

In tal caso, secondo la regola che ho sempre adottato su questo blog, a meno della flagranza di reato per me vige la presunzione di innocenza sia che l'imputato sia Berlusconi che Di Pietro. Il problema però è di natura procedurale, perché non tutti seguono questa regola.

Proprio da Antonio Di Pietro e da Grillo Beppe sono venuti gli strali secondo i quali tutti coloro che sono indagati dovrebbero dimettersi dalle loro cariche pubbliche. Quando Berlusconi subì l'attacco riguardante Noemi, pur trattandosi di semplice gossip e non essendoci nemmeno l'ombra di alcun procedimento giudiziario, Di Pietro tuonò che il Presidente del Consiglio si doveva dimettere. Lo stesso dicasi per il caso D'Addario. Nessun avviso di garanzia (infatti non esisteva alcun reato) eppure Di Pietro fece l'inferno chiedendo ripetutamente le dimissioni del premier. Perfino nel caso del povero Marrazzo, pur essendo egli vittima di un complotto in cui certo non ci fece una bella figura ma nella cui vicenda in fondo fu parte lesa, si invocarono le dimissioni. Il povero Marrazzo venne difeso più dai suoi avversari che dai suoi compagni politici, che invece di aiutarlo lo abbandonarono vergognosamente al suo destino.

Ora l'avviso di garanzia c'é anche per Tonino, eppure il trattorista fa orecchie da mercante. Stando alla logica del "deve valere per tutti" ci si aspetterebbero le sue immediate ed irrevocabili dimissioni, invece col cavolo, Di Pietro è ancora lì.

L'atteggiamento ricorda quello di un certo Grillo Beppe, addirittura condannato con sentenza passata in giudicato per omicidio colposo dopo che per causa sua due adulti ed un bambino morirono in una scarpata. Anche in questo caso Grillo Beppe dopo aver fatto il moralizzatore ed il fustigatore dei politici indagati o condannati, si autopromosse a paladino della pulizia politica.

Ma mentre per Grillo la sentanza resta e pesa come un macigno, per Di Pietro il processo rimane solo un'eventualità.

Il problema è però proprio l'esistenza di tale eventualità. Berlusconi appena indagato viene condannato ancora prima che i tribunali aprano i procedimenti, anzi, è già giudicato colpevole pure se non vi sono procedimenti a suo carico; nel caso di Di Pietro, invece, l'assoluzione dev'essere un atto di fede e quindi non occorre alcuna dimissione preventiva.

Vista la situazione ed essendo la nostra lingua viva nonché in continua evoluzione, ho proposto all'Accademia della Crusca due nuovi vocaboli definiti per crasi da aggiungere nei dizionari: indagacolpevole ed indagassolto.

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16 giugno, 2010

Basta Vuvuzelas!

Ecco un altro episodio di razzismo al contrario, può sembrare una fregnaccia ma è sintomatico di come al giorno d'oggi il razzismo sia interpretato in maniera distorta e superficiale.

Abbiamo assistito alle prime partite dei mondiali di calcio e non è ancora finita la prima serie di incontri dei gironi che tutti noi ci siamo rotti i coglioni delle vuvuzelas, le trombette sudafricane che creano un fracasso fastidioso e continuo per tutta la partita ed anche oltre, facendo incazzare i telespettatori che non capiscono un'acca della telecronaca e delle interviste.

La FIFA aveva in mente di vietare tali odiose trombe già viste nella Confederation Cup, invece con una vigliacchissima retromarcia le ha permesse con la motivazione che "le vuvuzelas fanno parte della cultura del popolo ospitante".

Io conosco popoli in Sudamerica od in Africa che usano mangiare vivi i nemici ed allora che facciamo, consentiamo pure ai tifosi di sbranarsi vivi? Oppure durante le partite in Veneto consentiamo per tutta la partita di battere un mestolo della polenta sulla pentola o se si gioca a New York invece di giocare con la palla tonda la ovalizziamo?

Che idiozia è quella di rompere le palle a tutti i telespettatori "per rispetto della civiltà altrui"? Forse che soffiare dentro ad una tromba come pazzi è simbolo di civiltà?

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12 giugno, 2010

Il Papa non si deve scusare

Ieri ho sentito la notizia secondo cui il Papa avrebbe chiesto scusa per i reati di pedofilia nella Chiesa.

Secondo il mio parere, però, di tutte le magagne di cui la Chiesa è protagonista questa è l'unica per la quale il Papa non deve scuse a nessuno, perché questi odiosi reati sono del tutto personali ed incontrollabili.

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03 giugno, 2010

ONU OH NO!

Dopo tutto il torbido relativo alla faccenda dei pacifinti e tutte le sparate del mondo "civile" che si scandalizza quando dei forsennati muniti di spranghe vengono a loro volta neutralizzati ma non quando assassini bombaroli si fanno esplodere in un mercato causando centinaia di morti innocenti, c'é da registrare per fortuna e con orgoglio la netta presa di posizione dell'Italia al Conclave delle Cause Inutili, ovvero l'ONU.

Solo Stati Uniti, Italia ed Olanda, infatti, hanno votato contro l'inchiesta internazionale che metterà sul banco degli imputati non i pacifinti, come sarebbe giusto che fosse, ma addirittura lo stato d'Israele.

Stati Uniti, Italia ed Olanda con mio grande orgoglio non parteciperanno all'ignavia collettiva delle nazioni europee che sull'argomento si sono astenute farfugliando stronzate di diritto marittimo internazionale, tantomeno faranno parte di quella infima combriccola di compagni di merende cappeggiata dalla Turchia e dai vari paesi arabi da sempre festanti quando i missili Kassam si abbattono sulle città israeliane sbudellando uomini, donne e bambini israeliani.

Frattini è stato lapidario: "Lo stato d'Israele è abbastanza democratico per svolgere una giusta inchiesta autonoma". Nulla di più esatto.

Intanto altre navi si approssimano al blocco navale: allo stato attuale ne è salpata una dall'Irlanda in direzione Gaza carica di pacifinti (ovviamente con carico non controllato dalle autorità internazionali) così, tanto per potersi far sparare addosso e poter urlare allo scandalo.

Se fossi negli israeliani li lascierei passare, però poi non li farei più uscire.
Le mele marce devono stare tutte raggruppate in un unico contenitore.

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02 giugno, 2010

Soldati israeliani aggrediti

Signori e signore, ecco la prova che i soldati israeliani sono stati AGGREDITI e si sono DIFESI.
Questi sarebbero i "poveri pacifisti vittime delle brutalità israeliane".
La ripresa è stata fatta con gli infrarossi.

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01 giugno, 2010

Pacifessi

Già altre volte i pacifinti si sono trovati ad assaggiare il piombo israeliano. Ricordo nella fattispecie una volta nella quale i carri armati spararono contro i cosiddetti "pacifisti" andati non so dove (a Gaza mi pare) per "protestare" contro "il sionismo". Ovviamente costoro giravano in mezzo ai militanti di Hamas e ne condividevano pure l'intifada, tirando addosso ai soldati tutto ciò che avevano, pietre, molotov e qualcuno imbracciò un bell'Ak47 tanto per far capire che di pace si trattava.

Ricordo che in quell'occasione gli israeliani, stufi di continue provocazioni, spararono con i carri armati. Qualcuno ci lasciò la pelle ed altri tornarono a casa ad una velocità mai vista, ovviamente latrando contro il "regime".

Ebbene, la storia si ripete, come avvenne al G8. I pacifinti non contenti di aver devastato mezza Genova tentarono di assaltare una camionetta della polizia, ovviamente anche in quel caso per portare "la pace". Tal Giuliani però ci rimise la ghirba. Lo stesso accadde quando successivamente i black block e compagnia varia provarono a sfondare il cordone di protezione che delimitava la zona rossa per poter dar l'assalto ai quartieri in cui risiedevano i capi di stato, certo non per far loro complimenti. Anche allora si diede loro una spolverata di manganello ed i poveri pacifinti andarono subito a frignare dal magistrato. Se si fossero comportati civilmente rispettando le regole nulla di ciò sarebbe accaduto: Giuliani sarebbe ancora vivo. I pacifinti avrebbero dimostrato le loro idee. Genova non sarebbe stata ridotta come se fosse passato Nerone in persona.

Invece no. Anche in questa vicenda i pacifinti provocano e poi si lagnano delle conseguenze. Certo Israele ci è andato giù duro, forse avrebbero potuto sparare al timone invece che scendere sulla nave, oppure bloccarla con fili che si attorcigliano nelle eliche e rimorchiarla altrove. Effettivamente la risposta è stata un pò troppo decisa, però il rischio di infilarsi in una zona di guerra è proprio questo e cercar di sfondare un blocco navale equivale ad un atto bellicoso. Ne sapeva qualcosa Chruščëv, quando nel '62 per poco non ci condusse ad una guerra nucleare cercando di forzare il blocco a Cuba.

Ebbene, la storia insegna. O meglio, dovrebbe insegnare, ma le zucche vuote non imparano mai.

Vi sono delle considerazioni però che depongono contro le tesi dei pacifinti.

Primo: se la nava incriminata fosse davvero stata solo carica di aiuti, perché non sarebbe potuta passare con l'avvallo della Mezzaluna Rossa o sotto il controllo internazionale?

Secondo: non lo sapevano i nostri "eroi" che forzare un blocco equivale ad un atto di guerra? Non sapevano che acque off-limits sono pericolose? Non fossero stati avvertiti, pazienza, ma mi risulta che di avvertimenti ne siano stati inviati un sacco. Invece loro li hanno ignorati. Hanno perfino cercato di bloccare l'imbarcazione con gli elicotteri ma l'equipaggio della nave se n'é disinteressato altamente, continuando il suo tragitto contro ogni buon senso. E se la nave fosse stata carica di tritolo?

Terzo: si sono viste le immagini dell'assalto delle forze speciali israeliane. Appena toccata la nave si vedono decine di persone avventarsi contro di esse con spranghe, bastoni, oggetti offensivi e pericolosi, picchiandoi soldati selvaggiamente. Forse che un controllo ad una normalissima nave carica di farina o medicine sarebbe stato motivo di una simile reazione? In questo caso i militari hanno fatto benissimo a rispondere. Lo facessero un pò anche da noi quando negli stadi si vedono scene da guerriglia!

Pertanto la storia degli aiuti umanitari francamente non quadra ed anche supponendo che la nave contenesse per davvero medicine ed alimentari, resta il fatto che il blocco è stato forzato con pervicace prepotenza.

La prossima volta i pacifinti usino le vie ufficiali per entrare e distribuire i viveri, se proprio vogliono farlo. Oppure si facciano perquisire. O meglio, soluzione più saggia, se ne restino a casa.

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